Per Villa Pini lotta tra i colossi della sanità e l'imprenditoria locale

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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Per Villa Pini lotta tra i colossi della sanità e l'imprenditoria locale
CHIETI. Sorpresa: per Villa Pini arriva una “manifestazione di interesse” da parte di imprenditori “puri” di Chieti e Pescara.
Un'offerta che spariglia completamente il lotto degli altri pretendenti, tutti impegnati in campo sanitario.
In data 5 marzo questa nuova società scrive al curatore fallimentare per manifestare l'interesse a rilevare il «complesso denominato Casa di cura Villa Pini d'Abruzzo esercente l'attività di casa di cura privata».
A firmare il documento è il presidente del Cda della DDP Servizi sanitari spa Paolo Primavera, il patron della Cogepri che è anche presidente dei Costruttori edili di Confindustria Chieti.
Dunque sono almeno due le manifestazioni di interesse più importanti arrivate alla curatela e sono completamente diverse per dna e per contenuti.
Toccherà scegliere a Giuseppina Ivone, il curatore fallimentare che si appresta a vendere la Clinica se la Regione dovesse tardare ancora nel concedere di nuovo gli accreditamenti sospesi.

LE PRIMA OFFERTA: IL SANTO STEFANO (GRUPPO KOS, DI DE BENEDETTI)

PrimaDaNoi.it ha anticipato nei giorni scorsi l'esistenza di queste due offerte, come successivamente ripreso anche da altri organi di informazione che però si sono limitati genericamente ad una sola delle due proposte, quella del Santo Stefano.
In realtà le offerte sono almeno cinque, ma per l'appunto alcune sono troppo generiche perchè chiedono solo di conoscere dal curatore le condizioni di Villa Pini e non si sbilanciano più di tanto.
Resta comunque in pole position per il tipo di attività che svolge e per la forza economica che ha alle spalle (il Gruppo Kos della Cir di De Benedetti) la richiesta del Santo Stefano di Porto Potenza Picena (Macerata), la casa madre della riabilitazione del SanStefar, acquistato da Angelini nel 1999.
Tra le caratteristiche che lo dovrebbero far preferire agli altri concorrenti, a sorpresa e stranamente non essendo questo un requisito che fa “punteggio”, il Gruppo inserisce anche il rapporto con gli attuali dipendenti SanStefar che ancora sono legati al vecchio management.
Dopo una premessa in cui chiaramente si fa riferimento ai tentativi che già ci sono stati in passato per riprendersi SanStefar (e andati a monte per l'esistenza di troppi debiti), il Gruppo si presenta.

GRUPPO KOS: 5.500 POSTI LETTO E 270 MILIONI DI FATTURATO

Si tratta del Kos, già Hss (Holding sanità e servizi di De Benedetti), che ha cambiato nome lo scorso dicembre in omaggio all'isola greca in cui sarebbe nato Ippocrate, il fondatore della scienza medica.
Il Gruppo è attivo nella riabilitazione (Santo Stefano e Redancia), nell'assistenza per anziani (con il marchio Anni Azzurri), nella cura dei malati acuti (Ospedale di Suzzara, tra Mantova, Reggio Emilia e Modena) e nella gestione di servizi medici ad alta tecnologia (con il marchio Medipass, attivo nella Diagnostica per immagini, per l'Imaging molecolare Pet-Ct e per la Radioterapia avanzata e la Protonterapia). Gestisce 5.200 posti letto complessivi (in realtà in questi giorni con alcune acquisizioni è arrivato a 5.555 p.l.) ed ha 270 milioni di fatturato.
Scrive Enrico Brizioli, amministratore delegato del Santo Stefano: «siamo interessati alla riabilitazione funzionale e psichiatrica, ma potremmo essere pronti anche per altri servizi. Saremmo interessati a saperne di più sulle condizioni di salute (economica) di Villa Pini e perciò chiediamo un tavolo di trattativa».
In particolare il Santo Stefano è specializzato nella riabilitazione sia neurologica che fisica che eroga in 8 centri tra le Marche, la Lombardia, il Trentino e l'Emilia, e attraverso la società Redancia è attivo nella riabilitazione dei pazienti psichiatrici. Quest'ultima attività si svolge in 8 centri in Liguria, Piemonte e Lombardia con residenze che hanno caratteristiche strutturali diverse e che sono tra loro interscambiabili in relazione all'esigenza in quel momento del “progetto terapeutico”: si parte dalle strutture grandi per arrivare alle comuni abitazioni per ottimizzare le cure individuali.

KOS, UN VORTICE DI ACQUISIZIONI E PROSSIMA QUOTAZIONE IN BORSA

Come detto, il Gruppo Kos è molto potente e si appresta all'ingresso in Borsa con questa partecipazione societaria: 65,4% Cir, 16,4% Morgan Stanley più altri soci minori.
Ma è anche molto attivo: proprio a gennaio ha acquisito attraverso la società controllata Santo Stefano la maggioranza della Sanatrix spa, gruppo marchigiano proprietario di una struttura sanitaria da 205 posti letto a Civitanova Marche (Macerata).
Costo dell'operazione: 18 milioni per il controllo del 76,9% della società che ha 90 posti letto ospedalieri, 50 per la lungodegenza e riabilitazione e 65 per Rsa e che ha fatturato 23 milioni nello scorso anno.
In questi giorni poi la Kos ha acquisito attraverso Anni Azzurri due Rsa in Lombardia, a Segrate e a Cassina dè Pecchi, per un totale di 297 posti letto. Sullo sfondo di tutto questo attivismo, De Benedetti sta preparando l'ingresso in borsa di Kos con l'advisor Akros e con Morgan Stanley e Banca Imi. In questo quadro si inserisce anche l'interesse di Kos per la divisione Care di Arkimedica del fondo Cape di Simone Cimino: si tratta di altri 2.150 posti letto e 60 milioni di ricavi. E Villa Pini? Forse un ritorno di fiamma, se sono vere le rivelazioni ai Pm di Pescara da parte di Enzo Angelini molto risentito per i tentativi di Del Turco di vendere la Clinica proprio a De Benedetti.

LA SECONDA OFFERTA: DDP SERVIZI SANITARI, IMPRENDITORI PURI DI CHIETI E PESCARA

L'offerta degli imprenditori di Chieti e Pescara, interessati a gestire la clinica fin da subito «anche prima della presentazione del programma di liquidazione» da parte del curatore, si caratterizza invece per lo spirito che anima il gruppo.
Oltre il desiderio di un sano business, la mission che si sono prefissati è fare argine contro l'arrivo di gruppi non abruzzesi desiderosi solo di fare shopping e di aggiungere un trofeo al loro palmarès.
Da quello che filtra, in presenza di un riserbo assoluto del curatore, sembra che si tratti di una proposta di affitto con acquisto futuro e che il suo punto di forza sia nell'assistenza finanziaria da parte di una «banca primaria».
Come dire: “servono soldi? Non c'è problema”.
L'offerta sarebbe onnicomprensiva rispetto alla società Villa Pini, con un contratto da stipularsi all'esito della procedura competitiva, come prescrive l'art. 104 bis della legge fallimentare.
Secondo questi imprenditori puri, una rapida conclusione della trattativa avrebbe come effetto immediato il salvataggio dell'avviamento commerciale dell'attività e delle professionalità lì ancora attive: il che consentirebbe di non svalutare la società e di assicurare i posti di lavoro, sempre che la Regione si affretti a restituire gli accreditamenti “temporaneamente” revocati ad Angelini.
Per approfondire la proposta e per illustrare il piano industriale che assicurerebbe una soluzione conveniente per la procedura fallimentare (il cui fine primario è realizzare quanto più possibile per dividerlo con i creditori, dipendenti compresi), questi imprenditori riuniti sotto la sigla DDP Servizi sanitari spa, chiedono un incontro con Giuseppina Ivone e con il giudice delegato Adolfo Ceccarini i quali dovrebbero essere disponibili – come chiede anche il Gruppo Santo Stefano – a fornire «le notizie ed i dati di interesse», cioè la situazione complessiva delle attività e delle passività di Villa Pini. Dietro la sigla i nomi più importanti dell'imprenditoria dell'area metropolitana, decisi a non farsi sfuggire un'occasione di rilancio dell'economia locale. E Angelini?

SEQUESTRI E VILLA DEMOLITA, IN ARRIVO LA DENUNCIA PER ABUSO EDILIZIO

Dopo i sequestri di questi giorni a Chieti e a Pescara (quadri, mobili, argenteria, abbigliamento di lusso) e quelli già effettuati tempo fa proprio a Villa Pini, continua incessante l'attività della Gdf, impegnata per suo conto su incarico della Procura ed oggi anche sollecitata dalle segnalazioni di ex dipendenti.
Nel mirino altri possibili depositi negli edifici che ospitavano le attività assistenziali di Enzo Angelini, dall'ex Convitto Paolucci ai condomini delle Case famiglia fino al porto di Ancona, dove era ormeggiata negli anni scorsi - e dove forse lo è ancora oggi - la barca da 20 metri, con tanto di equipaggio ingaggiato per tutto l'anno, forse sul libro paga di qualche società.
Giovedì scorso, intanto, Vigili urbani di Chieti e tecnici della sorveglianza edilizia hanno effettuato il primo sopralluogo sulla Villa abbattuta a San Salvatore e sede della Novafin, la società cassaforte del Gruppo Angelini.
Il primo rilievo eseguito ha constatato l'esistenza di macerie da demolizione di un precedente edificio con struttura in cemento armato.
Sempre nei giorni scorsi sono iniziate in Comune ricerche affannose per ritrovare in archivio la pratica edilizia della costruzione oggi demolita. Finora non si è trovato nulla, ma le ricerche continuano.
Sembra però sicuro che la demolizione non è stata autorizzata in quanto nessuna domanda di demolizione risulta presentata. Si tratterebbe pertanto di attività edilizia abusiva che sarà denunciata nei prossimi giorni alla Procura a cura dell'ufficio urbanistico del comune. Sul piano sindacale invece si registra finalmente l'accordo delle tre maggiori sigle sindacali nella gestione della vertenza contro l'assenteismo cronico della Regione. Per oggi è prevista un'assemblea del personale che probabilmente deciderà di essere presente al Consiglio regionale di domani all'Aquila, l'ultimo prima della pausa elettorale, per chiedere conto del mancato riaccreditamento di Villa Pini.

Sebastiano Calella 08/03/2010 9.07


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