Un perito stimerà il "tesoretto" sequestrato di Vincenzo Angelini

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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Un perito stimerà il "tesoretto" sequestrato di Vincenzo Angelini
CHIETI. All'Hotel Ritz di Parigi, la notte in cui morirono Lady Diana e Dodi al-Fayed, si parlava di Enzo Angelini, il re della sanità privata abruzzese, ieri incappato in un'altra operazione di sequestro di beni ordinato dalla Procura della Repubblica di Chieti. * LA CISL CONTRO LA POLITICA DELLA GIUNTA REGIONALE SU VILLA PINI
Oggetto della conversazione nel lussuoso hotel parigino, mentre un pianoforte discretamente accompagnava la serata con le sue note, era la passione del patron di Villa Pini per le scarpe inglesi su misura, che già 13 anni fa costavano più di un milione di lire al paio.
Quelle stesse scarpe “made in england” che ieri giacevano ammucchiate a decine negli scatoloni blu del suo magazzino, insieme alle sue altre cose che la Guardia di Finanza ha sequestrato e che ora sono sotto custodia delle forze dell'ordine che hanno istituito un servizio continuo di controllo.
Capi di abbigliamento in puro cachemire indiano (dalle giacche impolverate sulle stampelle alle sciarpe), vestiti firmati e mai indossati, quadri del trecento e del quattrocento mescolati ad opere molto meno belle, mobili antichi, argenti, uno scatolone di pipe da collezione, ormai trascurate anche perché oggi, ed anche ieri durante il sequestro, Enzo Angelini fuma il sigaro.
Tutto questo ben di Dio è stato scaricato da un furgone fermato dai Carabinieri a seguito di una segnalazione anonima girata alla Guardia di Finanza di Chieti, che già da tempo è sulle piste dei beni che lo stesso Angelini avrebbe distratto dal patrimonio di Villa Pini.
Altri sequestri, infatti, sono già avvenuti nella Clinica e nelle altre abitazioni di Chieti e di Pescara, molto materiale è stato recuperato e bloccato ed ora si sta procedendo all'inventario, che interessa molto anche il curatore fallimentare Giuseppina Ivone impegnata a ricostruire la contabilità della società ed a recuperare i beni a tutela dei creditori, in primis i dipendenti.



UN PERITO PER STIMARE IL VALORE DEI BENI SEQUESTRATI

Per questo sequestro, come per gli altri già avvenuti, sarà nominato un perito per la stima reale dei beni, soprattutto per quelli artistici acquistati in una nota Casa d'aste romana, la stessa che ieri stava provvedendo con un suo furgone al trasferimento delle opere d'arte destinate alla vendita.
Ora gli oggetti di valore e quelli meno importanti sono tutti custoditi sotto chiave, dietro alcune grate tipo carcere di durissimo tungsteno e protette da un sistema di allarme sofisticato, installato a suo tempo dallo stesso Angelini che ieri è più volte intervenuto manualmente per gestire i telecomandi in mano alla Finanza e che chiudevano e aprivano le diverse serrande in modo asincrono se non utilizzati nella sequenza giusta.



Come detto, però, sia i Carabinieri che la Gdf hanno attivato un servizio di vigilanza, forse lo stesso che ha consentito l'alt al furgone al di là delle telefonate anonime di cui si parla. Perché quello che sembra ormai chiaro è che intorno ad Enzo Angelini è stato attivato da tempo, soprattutto nel momento della massima tensione sindacale, un sistema di protezione molto soft, ma come si è visto abbastanza efficiente, anche a tutela della sua persona.

Sebastiano Calella 04/03/2010 8.46

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LA CISL CONTRO LA POLITICA DELLA GIUNTA REGIONALE SU VILLA PINI

ABRUZZO. Sconcerto e preoccupazione della Cisl Fp per l'andamento della vertenza Villa Pini. Si registra, sostiene la Cisl, si registra la politica dello “stancheggio” adottata dalla Regione che rinvia annunciate possibili risposte alle molteplici problematiche sottoposte dai Sindacati di incontro in incontro.
«La Giunta regionale», dice la Cisl, «sta eludendo in modo eclatante le risposte a temi fondamentali e vitali come il diritto dei lavoratori di percepire lo stipendio e quello alla garanzia del lavoro. Lavoratori che sono, come è bene ricordare, non cassintegrati, ma precettati per assicurare la garanzia dei servizi sanitari imposti in regime di sospensione di accreditamento».
Stesso sconcerto da parte della Cisl per la titubanza del Governo Chiodi nell'adottare il provvedimento di revoca della sospensione dell'accreditamento alla Società Villa Pini s.r.l., in quanto è cessata la causa che l'ha determinata e la curatela fallimentare può far ripartire le attività sanitarie, dando così sostanza all'istituto dell'esercizio provvisorio indicato dal Tribunale di Chieti ed affidato a curatore Giuseppina Ivone. «Senza accreditamento l'esercizio provvisorio risulterebbe sterile e destinato al fallimento in quanto la gestione senza ricoveri cumulerebbe solo ulteriori debiti di esercizio», continua il comunicato Cisl.
«Le Istituzioni e la Proprietà, con il loro atteggiamento, apparentemente in antitesi, di politica dilatoria, sembrano unite nel perseguire entrambi l'obiettivo di far chiudere definitivamente i battenti delle Società del gruppo e lasciare per strada 1600 dipendenti (catastrofe sociale di immani proporzione e senza precedenti per una Regione come l'Abruzzo). La Cisl Fp», concludono Vincenzo Traniello e Davide Farina, «non può stare a questo gioco al massacro e proporrà alle altre forze sindacali e sociali di programmare una grande manifestazione di piazza di tutti i lavoratori delle Aziende sanitarie di Villa Pini auspicando la massima adesione. Sia ben chiaro, inoltre, che, ove esista un disegno già predeterminato, da parte della Regione di risanare i debiti della sanità abruzzese sulla pelle di 1600 lavoratori e da parte della Proprietà di portare avanti il detto biblico di “muoia Sansone con tutti i Filistei”, la CISL e i lavoratori utilizzeranno tutti gli strumenti a difesa dei posti di lavoro e dei servizi ai cittadini».
04/03/2010 8.48