Canoni di depurazione, Sasi: «sarà l'Ato a restituire le somme»

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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LANCIANO. Spetta all'Ato definire i criteri per la restituzione delle somme relative ai canoni del servizio di depurazione in favore di quegli utenti che non ne hanno usufruito.


La precisazione arriva dalla Sasi, dopo che alcuni Comuni dove la società gestisce il ciclo idrico integrato – in particolare Furci, Villa Santa Maria e Gessopalena – hanno chiesto il rimborso degli importi per circa un centinaio di utenze, sulla base di quanto stabilito dal decreto legislativo del 30 settembre scorso del Ministero dell'Ambiente.
«Il provvedimento», spiegano dalla Sasi, «è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale solo l'8 febbraio scorso e quindi, ad oggi, non ha ancora consentito all'ente preposto – l'Ato – di avviare le necessarie procedure».
Ed è proprio l'Ato ad aver comunicato alla Sasi che nei prossimi mesi sarà stabilita la quota tariffaria oggetto di restituzione e verranno individuati coloro che avranno realmente diritto al rimborso.
Secondo quanto previsto dalla legge, comunque, ogni situazione dovrà essere verificata singolarmente.
Non basta, infatti, non essere allacciati alla pubblica fognatura per essere esentati dal pagamento del canone di depurazione.
Gli unici beneficiari del provvedimento di restituzione sono dunque solo coloro che pur essendo allacciati alla rete fognaria pubblica, provvedono in proprio alla depurazione attraverso una fossa Imof.
«Appena si conosceranno le quote da restituire – spiega il presidente della Sasi Gaetano Pedullà – e i destinatari dei rimborsi, avvieremo le necessarie pratiche. Alcuni Comuni hanno già provveduto alla trasmissione degli elenchi degli utenti che non sono collegati alla rete fognaria pubblica, ma al momento non ci è stata fornita ancora alcuna precisazione su come dovremo procedere. Da parte nostra c'è comunque la massima disponibilità ad attivarci non appena possibile, senza inutili ritardi per i cittadini».

04/03/2010 8.42