Per un errore del Comune gli sequestrano l’auto

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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IL PARADOSSO. BUCCHIANICO. E alla fine le ganasce fiscali hanno bloccato l'automobile del cittadino di Bucchianico che contesta al suo Comune una multa.

Che un utente possa avere ragione, la burocrazia lo esclude senza ascoltare ragioni: il Comune ha passato la pratica alla Soget e la società di riscossione per poco più di 900 euro ha sequestrato un'automobile che di euro ne vale migliaia.
Un sopruso logico, che peraltro – ad esempio - Equitalia non commette più perché nelle sue norme interne ha previsto che ci debba essere un rapporto equivalente tra valore sequestrato e importo a riscuotere.
Cosa che evidentemente alla Soget non avviene.
La storia è semplice e dimostra come le istituzioni non sempre sono vicine ai cittadini.
Il tutto gira attorno ad una concessione edilizia ed al pagamento degli oneri connessi (che tra l'altro il cittadino ha pagato per intero).
Oltre ad un importo iniziale, ci sono due rate successive, la prima delle quali si paga a 18 mesi dal ritiro della concessione.
Per un errore del Comune che ha chiesto al cittadino di ripresentare la domanda, perché la prima si era persa, il conteggio dei 18 mesi è stato effettuato dall'interessato partendo dalla data della seconda domanda.
Intanto, ritrovata la domanda (ma senza avvertire l'interessato) i 18 mesi dalla prima sono passati senza che fosse stata pagata la prima rata.
Di qui la multa del Comune che fin dall'inizio il cittadino ha ritenuto illegittima:«mi potevate almeno avvisare» ha cercato si protestare e si è rivolto anche al sindaco, che però ha sostenuto la regolarità della pratica, dando ascolto ai suoi uffici interni.
Dopo varie lettere, esposti e lamentele sono dunque arrivate le ganasce fiscali per la multa non pagata ed è partita un'ultima richiesta al sindaco per rivedere la responsabilità dell'accaduto.
Perché, a sorpresa, pur avendo l'interessato sollevato il problema anche in passato, il sindaco non sembra conoscere l'esistenza di una polizza fidejussoria presentata assieme alla domanda di concessione edilizia: cioè se il cittadino non pagava, subentra l'assicurazione che poi si rifà sul cliente.
Il Comune sostiene di aver attivato la polizza, l'assicurazione, contattata direttamente, nega di aver mai ricevuto la richiesta del Comune.
Insomma la lezione che si può ricavare dalla vicenda è che la burocrazia è cieca e sorda: le ragioni del cittadino sono sempre di serie B e pur in presenza non di un evasore, ma eventualmente di un ritardatario (non per sua scelta, ma per la trappola scattata in Comune con la seconda domanda), l'importante è essere forte con i deboli. Il sindaco, sollecitato da Pdn, ha promesso di rivedere la pratica e di controllare i documenti. Restiamo in attesa.

s. c. 02/03/2010 9.41