Le panchine della discordia, dopo la rimozione arrivano le sedie...

Alessandro Biancardi

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PESCARA. Polemiche dopo la decisione della giunta Mascia di togliere le panchine in piazza Sacro Cuore.

PESCARA. Polemiche dopo la decisione della giunta Mascia di togliere le panchine in piazza Sacro Cuore.



Il consigliere comunale di Sinistra e Libertà, Giovanni Di Iacovo, ha organizzato l'iniziativa ''una sedia per la civiltà'' ed è stato creato per l'occasione anche un gruppo su Facebook.

«Il centrodestra al governo», commenta Di Iacovo, «ha fatto rimuovere le sedici panchine della storica Piazza Sacro Cuore per il motivo che vi stazionavano “barboni, badanti e immigrati”. Questa è il modo che hanno avuto di affrontare i seri problemi del disagio sociale, della sicurezza e dell'immigrazione».
Per il consigliere la misura adottata «danneggia l'arredo urbano (pagato dai cittadini) e che oltre che essere inutile e dal retrogusto hitleriano, non è neanche originale visto che è una copia della discussa e vecchia ordinanza di alcuni sindaci leghisti come Gentilini di Treviso».
Così l'idea di portare sabato prossimo (ore 16) in piazza Sacro Cuore una sedia da casa per contestare «questo atto grave ed ottuso».
Nel gruppo ci sono anche commenti alla trovata del sindaco: «su quelle panchine», scrive Carmen. «mi sedevo pure io, e non sono nè immigrata (forse sì, dalla Puglia!), nè badante, nè barbona!! Quindi il "danno" oltre a farlo ai cosiddetti emarginati è fatto a tutti i cittadini!!! Decisione senza senso, davvero nn so cosa risolva!!».
«Anche se sono di destra», scrive invece Romeo, «mi dissocio e condanno questa iniziativa che trovo di una inciviltà unica e grottesca!!»
«Il problema più grande», dice invece Chicco, «è che tanti pescaresi applaudono l'iniziativa di rimuovere le panchine..».
Ieri anche i nostri commentatori si sono sbizzarriti per contestare l'iniziativa: «se questo è il principio propongo di andare a smontare le sedie del consiglio comunale», ha scritto Lore-45.
«Speriamo che "barboni" e badanti non si spostino ai giardinetti di Piazza Primo Maggio», ha scritto invece Lentasio, «altrimenti dovremo raderli al suolo. Se poi dovessero trasferirsi dentro la stazione ferroviaria???»

«"Soluzione" indegna in un paese civile!», ha commentato Regolo. «La cosa più preoccupante, al di là del populismo viscerale e alla demagogia e ipocrisia di certa classe politica, è la reazione o meglio la mancata reazione della società che si definisce civile!!»
«Visto che quasi tutti i commenti sono contro il sindaco», ha scritto invece Tor, «mi chiedo quanti di voi realmente sono passati su corso Umberto e hanno visto lo schifo su quelle panchine: prostitute, ubriachi, tossicodipendenti, bottiglie di birra, cartoni vuoti, puzza di urina ecc. ecc. e qualcuno secondo voi si vorrebbe andare a sedere li' magari con il passeggino e far giocare i bambini??? Ben venga l'aver tolto possibilità di bivacco a costoro, tanto la soluzione definitiva non si è mai trovata e mai si troverà, che vadano altrove».
25/02/10 13.07


CEROLINI RIBADISCE LA LINEA DEL COMUNE


Il Comune non si smuove ed è convinto che smontare le panchine sia stata la scelta giusta.
«L'integrazione sociale non passa attraverso la possibilità o meno offerta da un Comune ai propri cittadini di dormire su delle panchine – ha sottolineato l'assessore Cerolini -. La nuova amministrazione comunale aveva il dovere di salvaguardare il decoro ambientale e igienico-sanitario di un'area della città ormai trasformata in un letamaio, per non parlare dei problemi di ordine pubblico più volte denunciati, con le risse tra utenti in stato di alterazione che si azzuffavano per contendersi una bottiglia o un panino. Purtroppo sino a due giorni fa piazza Sacro Cuore era ricettacolo solo di rifiuti, non c'erano i bambini, non c'erano le famiglie, non c'erano utenti a passeggio o seduti su una panchina a godersi il primo sole».
Secondo l'assessore «quelle panchine erano ‘abitate' da cittadini che vanno invece reinseriti nel vivere sociale attraverso percorsi mirati e progetti ad hoc, come quello che oggi il nuovo governo cittadino sta studiando con la Caritas di Pescara e che passa attraverso la costituzione di piccole cooperative alle quali affidare, ad esempio, minimi interventi di manutenzione della città. Quei ‘fratelli' vanno reinseriti creando strutture capaci di fornire loro assistenza adeguata, come la creazione di un centro diurno».
25/02/10 18.45

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