Concorso al Comune. D'Alfonso rinviato a giudizio. Dezio condannato a 4 mesi

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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Concorso al Comune. D'Alfonso rinviato a giudizio. Dezio condannato a 4 mesi
PESCARA. L'ex sindaco di Pescara Luciano D'Alfonso è stato rinviato a giudizio per abuso. L'udienza davanti al tribunale collegiale di Pescara prenderà il via il 26 marzo prossimo.
La vicenda è quella relativa al concorso per l'assunzione di Guido Dezio, ex braccio destro dell'ex sindaco di Pescara Luciano D'Alfonso, come dirigente comunale a tempo indeterminato.
Il gup Guido Campli ha inoltre condannato a quattro mesi Guido Dezio, accusato di falso, e ha assolto i tre componenti della commissione d'esame per il concorso da dirigente amministrativo, Vincenzo Montillo, ex segretario generale del Comune, e gli avvocati Paola Di Marco e Carlo Montanino.
Il giudice evidentemente non ha ritenuto valida la tesi accusatoria che vedeva responsabilità anche per i membri della commissione tecnica che dunque doveva valutare le prove e sovrintendere al concorso ma non un potere ispettivo su una certificazione, quella fatta da Dezio e poi rivelatasi falsa.
Il pm Paolo Pompa aveva chiesto il rinvio a giudizio per D'Alfonso, otto mesi per Dezio e per i tre componenti della commissione, accussati di concorso in abuso d'ufficio, sei mesi.
Secondo l'accusa D'Alfonso avrebbe procurato intenzionalmente a Dezio, accusato di falso, un ingiusto vantaggio patrimoniale, violando le norme di legge che disciplinano l'accesso alla dirigenza al Comune.
Per l'accusa Dezio avrebbe invece falsamente attestato alla commissione d'esame di «avere ricoperto incarichi equiparati a quelli dirigenziali e di ricoprire allo stato attuale un incarico dirigenziale presso pubbliche amministrazioni, per un periodo di almeno cinque anni».
A questo punto l'ex sindaco di Pescara avendo scelto il rito ordinario potrà beneficiare della sentenza del rito abbreviato degli altri coimputati e dunque preparare la sua difesa.
Sembra tuttavia difficile, se non emergeranno ulteriori colpi di scena nel dibattimento, una condanna di D'Alfonso proprio alla luce della non colpevolezza della commissione.
Il ragionamento potrebbe essere: se persino la commissione non era tenuta a sapere o non poteva sapere della falsa attestazione di Dezio lo stesso può valere per D'Alfonso.
Questo dal punto di vista giudiziario anche se sul piano pratico le cose potrebbero essere molto diverse.
Le polemiche su quel concorso vi sono state fin da subito e sui giornali qualcuno contestò il concorso.
Inoltre Dezio ha svolto le famose funzioni «equiparate» nel gruppo regionale della Mergherita mentre D'Alfonso era consigliere regionale.
Dal 26 marzo inizierà questo processo dalla sorte oggi più incerta.
Intanto resta in sospeso la sorte del dirigente Dezio e sul suo futuro all'interno della amministrazione. Il concorso sarà annullato oppure no?

24/02/2010 11.36


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