Troppi extracomunitari e badanti: il Comune smonta le panchine

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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Troppi extracomunitari e badanti: il Comune smonta le panchine
PESCARA. Come evitare il «bivacco dei clochard ed extracomunitari»? La giunta Mascia ha avuto una idea 'geniale': ha fatto smontare le panchine preferite dei senza tetto.
«Finalmente è stato dato un nuovo assetto a piazza Sacro Cuore», ha esultato il Consigliere Comunale, Adele Caroli. «Era un'operazione necessaria a evitare il bivacco quotidiano di quanti che ogni giorno invadono la piazza incuranti delle più elementari regole di civile convivenza: bottiglie vuote, e spesso in frantumi, ovunque, risse e urla all'ordine del giorno. Una situazione di disagio che i residenti e i commercianti della zona denunciano da tempo».
Ma la piazza è da anni ormai anche il luogo di ritrovo per le badanti straniere che di pomeriggio si incontrano per socializzare. Ma anche questo forse dà fastidio a qualcuno.
Così Caroli, insieme all'assessore ai Lavori Pubblici, Alfredo D'Ercole e all'ingegnere del settore, Alessandro Salvati, ha avuto il colpo di genio: rimuovere le panchine per «restituire piazza Sacro Cuore ai cittadini: alle mamme a spasso con i passeggini, agli anziani e ai ragazzi, a tutti coloro cioè che vogliono ritrovarsi il pomeriggio senza assistere a scene di degrado sociale e spesso di violenza».
Ieri mattina alle sette il sindaco Mascia, Adele Caroli, l'assessore D'Ercole e l'ingegnere Salvati, hanno seguito in prima fila i lavori di rimozione (solo posti in piedi, ovvio).
«Nei prossimi giorni», ha annunciato Caroli, «penseremo anche a una soluzione per le isole ecologiche, oggi deposito di materassi e buste contenenti indumenti ed effetti personali dei clochard: la proposta avanzata consiste nell'installazione di luci puntate proprio sulle isole ecologiche, in modo da evitare che queste vengano trasformate in case ambulanti o depositi».

ACERBO: «MASCIA BORGHEZIO E LA SOLUZIONE DEMENZIALE»


Scettico su questa iniziativa il consigliere di Rifondazione Comunista, Maurizio Acerbo: «Mascia ha seguito l'operazione di rimozione delle panchine con zelo degno di un sindaco leghista. La cosa è risultata particolarmente comoda per la consigliera Caroli che pare abiti proprio lì».
«Probabilmente Mascia», continua Acerbo, «in questi mesi è andato a scuola da Borgezio o forse ha guardato, entusiasmandosi, un film sul Ku Klux Klan. Cosa c'è di più popolare di questi tempi per raccogliere consensi facili tra i cittadini? Nulla più di un millantato pugno di ferro nei confronti di barboni, extracomunitari, alcolisti che fanno cagnara. Peccato che la misura serva soltanto a farli spostare di qualche decina di metri».
«So bene», aggiunge Acerbo, «che Piazza Sacro Cuore è diventata un'area degradata, ma la rimozione delle panchine è un atto semplicemente demenziale quanto abolire i marciapiedi per evitare che le auto ci parcheggino sopra. Dimenticavo: l'hanno già fatto! Si tratta dello stesso sindaco che la scorsa estate aveva risolto il problema delle auto che parcheggiano sui marciapiedi con la geniale trovata di trasformarli direttamente in parcheggi».
«Un'amministrazione comunale», continua Acerbo, «dovrebbe garantire la pulizia della piazza e la cura delle aiuole. Dovrebbe preoccuparsi di individuare un luogo di incontro per le badanti che vivono nelle nostre case e usano le piazze per farsi visita e socializzare con le loro connazionali».

Il consigliere comunale Di Iacovo (Sinistra e Libertà) parla invece di «trovata inquietante»: «oltre a danneggiare l'arredo urbano (pagato dai cittadini), si dimostra come la profondità di analisi del centrodestra del problema dei senzatetto (più o meno molesti) è pari a quella di un goffo naziskin. Quale deterrente sarà, per barboni e ubriaconi, l'essere costretti a continuare a consumare alcolici di bassa qualità seduti in terra o migrando verso le panchine di altre zone della città? O forse il terrore di sdrucirsi i calzoni li convincerà ad abbandonare per sempre il tunnel dell'alcool? Peraltro, tale iniziativa inutile e dannosa non è neanche originale, in quanto già messa in atto da diversi sindaci xenofobi come il sindaco leghista Gentilini di Treviso mentre, al contrario, paesi come la Francia e la Svizzera esortano a costruire nelle città dei pocket garden, giardini tascabili provvisti di panchine».
«Povero Forrest Gump», chiude ironicamente Giovanni Di Iacovo, «che ci raccontò tutta la sua storia seduto su una panchina».
24/02/2010 10.35

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