Dipendenti Gruppo Angelini, in Consiglio regionale va in scena l'indifferenza

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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Dipendenti Gruppo Angelini, in Consiglio regionale va in scena l'indifferenza
ABRUZZO. Sul Messaggero di ieri una promessa chiara: «Stabilizzare tutti i precari del sistema sanitario regionale del Lazio».
Un impegno bello grosso lanciato in piena campagna elettorale dalla candidata del centro destra alla presidenza della Regione Lazio, Renata Polverini.
«La prima risposta», ha detto inoltre Polverini, «la daremo ai tanti precari che sono impegnati nel sistema sanitario del Lazio, gente che sta in questa situazione anche da oltre dieci anni. Ripartiremo dall'accordo già sottoscritto con le organizzazioni sindacali e che poi è stato disatteso»
Sarà pure una promessa elettorale, ma in Abruzzo nemmeno questo...
Infatti è molto diverso il racconto di quello che è successo ieri in Consiglio regionale, quando solo a fatica i dipendenti del Gruppo Villa Pini sono riusciti a prendere la parola nel primo pomeriggio, dopo una mattinata trascorsa ad ascoltare discorsi vuoti.
Poi pressati dai lavoratori, si sono succeduti l'assessore alla sanità Lanfranco Venturoni (solito piglio autoritario), il governatore Gianni Chiodi (mister “abbiate pazienza”) e Giorgio De Matteis (vice presidente del Consiglio regionale) subito sostituito da Nazario Pagano, presidente, che ha sospeso la seduta perché non c'erano le condizioni per andare avanti.

DOPO UN ANNO SENZA STIPENDIO LA REGIONE DICE:«ABBIATE PAZIENZA»

Forse era rimasto turbato per la compostezza dei lavoratori o forse per l'intervento di Paula, una fisioterapista del San Stefar di Atri che ha riassunto la posizione di questi lavoratori: non sono licenziati, non possono avere la cassa integrazione, non sono pagati, non riescono ad onorare bollette, affitti e mutui, non possono pagarsi le cure in caso di malattie gravi, non sono agevolati dalle banche perché sono dipendenti a tempo indeterminato.
E dopo un anno senza stipendio «debbono portare pazienza perché i tempi burocratici sono quelli che sono».
E' stato un momento di grande commozione e di rabbia, ma le lacrime sono spuntate solo sui visi tirati dei colleghi.
«Nessuna parola di verità da parte della maggioranza – ha commentato Domenico Rega, Uil Fpl – l'impressione è che sia Chiodi che Venturoni sono sballottati da poteri più forti e non riescono a prendere un'iniziativa politica. E poi era evidente l'imbarazzo di non saper rispondere ai timori dei dipendenti San Stefar sull'accaparramento dei malati da parte di altri Istituti di riabilitazione, forse protetti da consiglieri regionali che occupano cariche importanti».
Insomma, sostiene Domenico Rega, «è un assurdo costituzionale che la Regione non sappia pagare i lavoratori che forniscono prestazioni per il servizio pubblico».

UIL:«CREARE UNA SOCIETÀ PUBBLICA PER OCCUPARE IL PERSONALE»

Sempre dalla Uil viene ribadita la proposta della costituzione di una società a capitale pubblico che provveda ad assumere tutto il personale nel rispetto del piano di rientro regionale. E di questo si parlerà venerdì mattina in un'assemblea alla Provincia di Chieti. Ieri insomma una pagina nera per l'istituzione Regione che a mostrato il volto dell'indifferenza. Il Consiglio per i lavoratori è stato una perdita di tempo, l'ennesimo rinvio, la presa d'atto dell'indolenza della maggioranza di centrodestra che nel Lazio (regione che sta molto peggio dell'Abruzzo in tema di debito sanitario) vuole assumere i precari e che in Abruzzo i precari li ha proprio dimenticati e i dipendenti del gruppo Villa Pini non li sa nemmeno classificare. Senza dire che in passato il San Raffaele, ospedale privato di don Verzè a Roma, fu acquistato dalla Regione Lazio ed i suoi dipendenti furono assunti in blocco. Nel Lazio sì, in Abruzzo no? Una incongruenza bella e buona per due decisioni contrastanti: chi ha ragione?
Alla fine solo frastuono: tutti hanno iniziato a battere i piedi, poi fischi e urla, poi intonando cori "vergogna, vergogna" rivolti ai Consiglieri regionali, così i dipendenti di Villa Pini e Stan-Stefar, entrambi del gruppo Angelini, hanno costretto il Presidente del Consiglio, Nazario Pagano, a sospendere la seduta del Consiglio regionale.
Poi gli agenti della Digos e della Squadra mobile hanno cercato di arginare i circa duecento dipendenti che hanno letteralmente preso d'assedio l'Aula consigliare del Comune di Pescara.
La maggior parte dei Consiglieri ha abbandonato l'Aula, l'Assessore alla Sanita', Lanfranco Venturoni, ha acceso il suo microfono per cercare di sedare gli animi.
«Non c'e' nessuno che debba vergognarsi e vi invito a sospendere questo tipo di iniziative che non aiutano in alcun modo a risolvere i problemi», ha detto Venturoni.
Amen.
«Di fronte alla negligenza con cui il Presidente e la giunta stanno affrontando un'emergenza paragonabile a quella di Termini Imerese non poteva che esasperare persone che da mesi devono lavorare senza percepire retribuzione».
E' il commento di Maurizio Acerbo (Rc) che aggiunge anche che «la chiusura improvvisa dei lavori va precisato che è da attribuirsi all'isteria del Presidente del Consiglio Pagano.
Come ho ripetuto per la centesima volta stamattina è pazzesco che la giunta non abbia trovato il tempo o la voglia di intervenire per quanto di sua competenza anche in una situazione oggettivamente complessa. Ancora non viene chiarito per quale scenario futuro si stia lavorando e con quale strategia. Ma soprattutto non si fa nulla per alleviare un'emergenza sociale che oggi le lavoratrici hanno ben evidenziato».

I PROBLEMI DA RISOLVERE

MUTUI: «E' possibile», domandano i dipendenti, «che la giunta non abbia ancora convocato le banche per chiedere la sospensione e la post-tergazione dei mutui per lavoratori che sono obbligati a garantire le loro prestazioni pur non ricevendo retribuzione e, quindi, che non rientrano negli ammortizzatori sociali nè possono accedere ai meccanismi fissati da Tremonti con le banche?»
COMMISSARIAMENTO: i centri San.Stefar non rientrano per ora nel fallimento e nella cassa integrazione. I lavoratori devono su richiesta della Regione continuare a garantire la continuità dei trattamenti terapeutici ai pazienti nonostante la sospensione degli accreditamenti.
Se devono continuare a lavorare per la Regione al fine di garantire i livelli essenziali di assistenza perché non si prevede una modalità di pagamento?
AFFITTI: «Se è vero che la giunta regionale non vuole favorire altre realtà della riabilitazione privata», ha fatto notare ancora Acerbo, «eviti la chiusura dei centri per morosità (Angelini non paga da tempo gli affitti). Quello di Chieti ha già chiuso perchè nessuno della Regione si è preoccupato di richiedere il rinvio dello sfratto! Cosa aspettiamo? Che chiudano tutti e che i pazienti vadano presso altre strutture private?»

Sebastiano Calella 24/02/2010 8.14

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