Tributi Italia, il Comune di Pescara ufficializza la revoca del mandato

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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PESCARA. La prossima settimana l’amministrazione comunale di Pescara ufficializzerà a Tributi Italia la revoca del mandato nella gestione del servizio di riscossione dei tributi per conto del Comune.


Non solo: nell'attesa il nuovo governo cittadino ha già inviato all'azienda una nuova diffida contestando l'inadempienza contrattuale.
Risponde così l'assessore alle Entrate del Comune di Pescara Massimo Filippello, al consigliere dell'Italia dei Valori Sulpizio «che ieri ha fatto l'ennesima gaffe, lanciando accuse senza neanche essere a conoscenza dei fatti».
Filippello ha spiegato che dopo la cancellazione dall'albo dei riscossori decretata dal Tar, infatti, la Tributi Italia ha impugnato la sentenza dinanzi al Consiglio di Stato che, annullando il pronunciamento del Tribunale amministrativo, ha deciso di riammettere la stessa società nell'Albo, restituendole, dunque, piena operatività. Tuttavia l'amministrazione comunale di Pescara ha comunque inviato una diffida formale all'azienda per inadempienza contrattuale ed entro la prossima settimana si procederà con la revoca del mandato attraverso una formale delibera di giunta.
«Al consigliere Sulpizio sarebbe stata sufficiente una telefonata per assumere informazioni più attendibili ed evitare una gaffe», insiste l'assessore.
Il Pd ha fatto invece richiesta di introdurre modifiche al nuovo Regolamento Tarsu, «tutte irricevibili», sostiene l'assessore.
«I nostri uffici», ha spiegato ancora Filippello, «stanno già valutando la possibilità di introdurre riduzioni o agevolazioni fiscali per le famiglie la cui unica fonte di reddito è la cassa integrazione o la mobilità, mentre non possiamo prevedere sconti per le famiglie numerose, che inevitabilmente producono un maggior numero di rifiuti rispetto ai single o alle famiglie con pochi figli. Né è possibile introdurre ulteriori deroghe per i giovani sino a 35 anni che vivono soli, o per le famiglie senza lavoro. Potremmo invece estendere da due a tre anni la riduzione già prevista della tassa del 50 per cento per le nuove attività commerciali e artigianali, agevolazione non valida però per i professionisti. Finalmente il Partito democratico sembrerebbe aver abbandonato la politica dello sterile ostruzionismo per lasciare spazio a un atteggiamento propositivo che domani verificheremo se verrà o meno confermato in aula».

19/02/2010 10.54