Servizio idrico, la delibera si inceppa e non arriva a votazione

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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PESCARA. All’ordine del giorno della prossima seduta del Consiglio Comunale c'è la delibera presentata dal consigliere di Rifondazione Comunista, Maurizio Acerbo sul servizio idrico.


Come già avvenuto in altri Comuni della regione, sempre ad opere di Rifondazione, adesso approda anche a Pescara la delibera che ha per oggetto la modifica dello statuto con l'integrazione di un articolo aggiuntivo che definisce il servizio idrico quale servizio privo di rilevanza economica e, quindi, non assoggettabile agli obblighi di privatizzazione imposti dal recente decreto del governo.
«Da colloqui con alcuni consiglieri circoscrizionali ho appreso che questa delibera non è stata inviata alle circoscrizioni per i pareri», dice sorpreso Acerbo.
«La notizia mi ha meravigliato perchè l'articolo 78 dello Statuto Comunale prevede espressamente che le modificazioni dello Statuto – e la mia proposta di delibera rientra in tale fattispecie – “sono sottoposte a parere obbligatorio dei Consigli circoscrizionali da richiedersi almeno trenta giorni prima dell'adunanza del Consiglio Comunale”.
A meno che non riteniate che aggiungere un articolo allo Statuto non costituisca modificazione dello stesso, devo dedurre che non si possa procedere all'esame e alla votazione della delibera nella seduta fissata per venerdì 19 e che la delibera debba essere immediatamente inviata alle Circoscrizione per i pareri».
Considerato che la delibera era all'ordine del giorno già di precedenti sedute, secondo Acerbo si è corso il rischio «di approvare un atto viziato in partenza.
Dispiace che una delibera che riguarda un tema fortemente sentito dalla cittadinanza non abbia ricevuto l'attenzione dovuta sul piano procedurale». Adesso Acerbo vuole che sia fatta chiarezza.

18/02/2010 8.05