Villa Pini S.r.l., Tribunale dichiara fallimento della clinica privata

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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Villa Pini S.r.l., Tribunale dichiara fallimento della clinica privata
CHIETI. Come già annunciato questa mattina da PrimaDaNoi.it il Tribunale di Chieti (presidente Geremia Spiniello, Ceccarini e Valletta) ha dichiarato il fallimento della clinica Villa Pini srl e delle annesse strutture psichiatriche.
La decisione è stata confermata anche se il dispositivo sarà reso pubblico solo nella giornata di domani. E' stato già nominato un curatore fallimentare, una professionista di Roma che si trova già negli uffici del gruppo.
Si sa che il presidente Spiniello ha voluto incontrare una delegazione di lavoratori e rappresentanti sindacali ai quali ha comunicato quella che secondo i giudici e' stata la decisione piu' utile a vantaggio dei lavoratori.
Poco fa giudici e un pool di curatori fallimentari (che comprende varie figure professionali, dal commercialista all'esperto in diritto sanitario) e' partito alla volta della casa di cura per la notifica del provvedimento.
La sentenza, si e' appreso, riguarderebbe la sola clinica e le strutture psichiatriche e non comprenderebbe le altre 11 società che compongono il gruppo che verrebbero interessate dal fallimento in una fase successiva con l'automatica estensione della decisione.



Il segretario regionale del comparto sanità della Cgil, Angela Scottu ha parlato di «»spiraglio di luce. Ora abbiamo interlocutori affidabili. Il fallimento era l'unica strada praticabile rispetto al quadro normativo. Si parla di un esercizio provvisorio che non sarà breve».
Con tutta probabilità questo provvedimento di fallimento potrebbe estendersi in una fase successiva anche alle altre 11 società del gruppo.
17/02/10 12.52

LA CRONACA DELLA MATTINATA

CHIETI. Da Piazza San Giustino a Via dei Frentani. E' cambiato improvvisamente il campo di gioco per il fallimento di Villa Pini.
Con un dribbling degno di miglior causa, il presidente del Tribunale Geremia Spiniello ha preso tutti in contropiede e così il centro dell'attenzione si è spostato dalla Cancelleria del Palazzo di Giustizia a Villa Pini, dove alle 9,30 il presidente è arrivato, accompagnato dalla Gdf.
Poi subito l'incontro con il commissario Sergio Cosentino, una breve pausa, poi di nuovo in clinica.
Intanto erano apparsi anche il giudice fallimentare Adolfo Ceccarini ed il curatore fallimentare Giuseppina Ivone, avvocato di Roma.
Nel gruppo è stato notato anche il commercialista teatino Cancelli, a suo tempo revisore dei conti al Comune di Chieti.
Poi il presidente è andato via ed è rimasto solo il giudice Ceccarini che insieme al curatore fallimentare ha fatto un giro di ricognizione nei locali di degenza della clinica, con la guida della direttore sanitario Catini, di Sergio Cosentino e di Luigi Zappacosta, che oltre ad essere dipendente di Villa Pini è anche il presidente del Collegio provinciale degli Infermieri.
Poi di nuovo tutti al primo piano a consultare carte e a preparare la gestione futura della struttura.
Alle 13,45 tutti a casa, uscendo dalla porta secondaria della clinica dove aspettava l'autista del Tribunale.
Una cautela esagerata, sia perché non c'era nessun pericolo (addirittura non c'era proprio nessuno) sia perché il clima con cui sono stati accolti i giudici ed il curatore era di assoluta serenità.
Quasi di sospiro di sollievo.
A metà mattinata si è materializzato anche Enzo Angelini con sua moglie, che ha offerto un caffè al bar della clinica, si è intrattenuto con Sergio Cosentino e poi è risalito nel suo ufficio, non senza aver scambiato due parole cordiali con i giornalisti. A mezzogiorno circa è arrivata anche Chiara Angelini con il marito Duilio Carusi: «Mà, mi aggiorni su quello che è successo?»
Era successo che il tribunale ha notificato il fallimento e sono cominciate le operazioni propedeutiche all'amministrazione nuova gestione di Villa Pini.



Prima conseguenza sarà il progressivo, ma abbastanza rapido, disimpegno di Sergio Cosentino, il quale affiancherà l'avvocato Ivone per i primi giorni e poi si ritirerà in buon ordine, essendo un organo della Procura e pertanto incompatibile con la procedura fallimentare del Tribunale.
Poi?
Poi si vedrà.
Intanto bisognerà leggere bene il dispositivo della decisione e capire se le altre società sono indenni dal fallimento.
Certo l'architettura societaria del Gruppo Angelini è complessa, ma se la Novafin è la controllante di Villa Pini e le altre società sono controllate, non è escluso che a cascata possa franare tutto il gruppo.
Che è poi quello che auspicano, per altri fini, alcuni sindacati come la Cisl che avrebbe preferito il fallimento di tutte le società. Perché come disse il colonnello al soldato felice che lo salutava con il congedo tra le mani: «i problemi cominciano ora».
Sarà in grado il curatore fallimentare di far ripartire la Clinica?
E ancora: che fine faranno i malati ricoverati?
Nel giro di ricognizione sono stati trovati 29 pazienti in coma, più 37 provenienti da Maristella.
Dagli ospedali dove sono ricoverati i malati psichiatrici adesso telefonano per dire che i pazienti “tranquilli” quando sono arrivati (ma erano sotto trattamento) ora danno segni di inquietudine.
Insomma Villa Pini come una matrioska: la differenza è che nelle matrioske le figure sono sempre più piccole. Qui ad ogni problema risolto se ne apre, al contrario, uno sempre più grande.

Sebastiano Calella 17/02/2010 15.48




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