Roccamorice, sindaco indagato: consiglieri chiedono la sfiducia

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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ROCCAMORICE. Ieri, 15 febbraio 2010, è stata protocollata al Comune una mozione di sfiducia nei confronti del sindaco di Roccamorice, Antonio Carmine del Pizzo, a firma di cinque consiglieri comunali.

Si tratta di quattro consiglieri di opposizione eletti nella lista civica "Roccamorice - Libertà e Sviluppo": Francesco Palumbo (capogruppo), Antonio Parete, Alessandro D'Ascanio e Giovanni Di Nardo. A questi si è aggiunto il consigliere comunale Filippo Menna, eletto nelle fila della lista che ha vinto le elezioni (per soli trentasei voti) e passato all'opposizione sin dal primo consiglio di insediamento.
I consiglieri chiedono la sfiducia che se passerà in consiglio potrebbe portare alle dimissioni del sindaco per la vicenda giudiziaria che riguarda la Asl di Scafa e che vede il primo cittadino di Roccamorice indagato e in attesa, insieme ad altri 15, dell'udienza preliminare che potrebbe portare all'inizio del processo.
«Emerge fin d'ora, nitido e chiaro», commenta Francesco Paolumbo, «un quadro di responsabilità politiche che deve essere portato a conoscenza della pubblica opinione. Si tratta di ipotesi di reato strettamente connesse alle vicende della passata campagna elettorale, nel corso della quale denunciammo ancora una volta modalità di raccolta del consenso quanto meno non opportune sotto la prospettiva di un corretto gioco democratico. Il punto non è stabilire ora se il sindaco di Roccamorice sia colpevole o innocente; il punto è di capire se un sindaco coinvolto nelle opache pratiche di questa triste vicenda di mala amministrazione e di protervia del potere conservi intatta l'autorevolezza che dal suo mandato deriva, o se viceversa il suo profilo istituzionale sia irrimediabilmente compromesso, condizionato, azzoppato dalle incertezze e dalle ombre che un' inchiesta come quella in corso inevitabilmente comportano».
In definitiva i consiglieri si domandano se può un sindaco in tali condizioni essere un interlocutore affidabile per le istituzioni, per i cittadini, per la comunità che rappresenta.
«E' importante ricordare», spiegano i consiglieri che chiedono la sfiducia, «che trattasi di un sindaco che, dopo aver dichiarato in Consiglio comunale, di aver cambiato partito per poter ottenere finanziamenti per grandi opere ed essersi lodato per la propria prontezza nell'affrontare gli eventi, ha gentilmente regalato alla propria cittadinanza, a seguito dei fenomeni franosi dello scorso anno, un semaforo che intralcia da 12 mesi il traffico, in entrata e in uscita dal paese, riuscendo nel mirabile intento di ingarbugliare a tal punto la matassa di tale pratica (lavori di messa in sicurezza del tratto stradale della S.P. 64 per cui sono stati concessi 900.000 euro di finanziamento regionali non ancora utilizzati) che probabilmente ne avremo ancora per un lungo tempo».

16/02/2010 10.44

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