Centrale eolica a Introdacqua: «condanna a morte per l'aquila reale»

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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INTRODACQUA. Anche Lipu Abruzzo e l’Associazione “Il Nibbio” di Castel di Sangro, insieme al Comitato Civico di Introdacqua.


Il comitato ha raccolto 200 firme di cittadini contrari alla realizzazione di una centrale eolica costituita da 20 aerogeneratori di grandi dimensioni sul Monte Genzana e sulle montagne circostanti.
La centrale, voluta dall'amministrazione comunale, secondo la Lipu, oltre a devastare in modo irreversibile uno dei paesaggi montani più belli e suggestivi dell'Abruzzo, visibile, nelle giornate limpide, anche da decine di chilometri di distanza, «arrecherebbe un danno gravissimo ad un ambiente naturale di importanza prioritaria a livello comunitario, giustamente incluso tra i Siti di Interesse Comunitario (SIC), la cui tutela è obbligo preciso dell'Italia nei confronti dell'Unione Europea».
L'area del Monte Genzana è stata dichiarata SIC per la presenza di diverse specie di piante e di animali di importanza europea, tra cui, in primo piano, l'orso bruno marsicano, che frequenta abitualmente la zona. «La realizzazione della centrale eolica», spiegano Stefano Allavena, coordinatore Lipu per l'Abruzzo e Pietro Matta, presidente dell'associazione “Il Nibbio”, «comporterebbe inevitabilmente un pesante degrado degli ambienti naturali della zona, a causa dell'impatto dei lavori, dell' apertura di strade, del disturbo che ne seguirebbe, con aumento del bracconaggio e di altre attività incompatibili con la necessità di conservare la zona in condizioni soddisfacenti a garantire la presenza dell'orso e di altre specie significative».
Tutta la zona è frequentata abitualmente dalle aquile reali nidificanti non lontano, e che la utilizzano come territorio di caccia.
E' ben noto purtroppo quanto le aquile reali vengano facilmente uccise per collisione con le pale rotanti degli aerogeneratori.
«Riteniamo che la realizzazione della centrale comporterebbe l'estinzione dell'aquila reale in una vasta circostante, e lo stesso vale anche per altre specie di uccelli di importanza comunitaria presenti in zona, quali il falco pellegrino ed il gracchio corallino», insistono Lipu e Il Nibbio.
Il Piano di Azione di Tutela dell'Orso Marsicano (PATOM), recentemente approvato dalle competenti autorità, raccomanda giustamente di evitare la realizzazione di centrali eoliche nell'ambiente di vita dell'orso marsicano. «Trattasi di un documento serio ed approfondito ed invitiamo vivamente la Regione Abruzzo e gli altri enti competenti a tenerne pienamente conto».
«Purtroppo il caso di Introdacqua non è unico», fanno sapere gli ambientalisti.
Altre amministrazioni comunali della zona stanno predisponendo o hanno già predisposto progetti per la realizzazione di grandi centrali eoliche ai confini del Parco Nazionale d' Abruzzo, Lazio e Molise, in aree importanti per l'orso marsicano e per altre specie prioritarie.
«Ricordiamo Bugnara, Villalago, Gioia dei Marsi, e se ne parla insistentemente a Scanno», sottolinea Allavena. «Si rischia di avere nel giro di pochi anni una selva di pale eoliche circondanti il Parco Nazionale. A parte lo scempio paesistico ed i gravi danni che ne deriverebbero al turismo nelle sue varie forme, compreso quello naturalistico qui particolarmente rilevante, che nella zona è la voce principale dell'economia, ricordiamo che il proliferare di progetti per la realizzazione di centrali eoliche, costituisce oggi la principale minaccia per l'orso marsicano, per la cui sopravvivenza il territorio incluso nel Parco non è assolutamente sufficiente, come ormai riconosciuto da tutti gli esperti».

16/02/2010 10.34