L’aeroporto affossato e le battaglie per il controllo della Saga

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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L’aeroporto affossato e le battaglie per il controllo della Saga
PESCARA. Quanti dottori improvvisati al capezzale della Saga... Non sarà il caso di chiamare la Protezione civile per risolvere questa ennesima emergenza?
Che lo stato di salute della società che gestisce l'aeroporto d'Abruzzo fosse critico, PrimaDaNoi.it lo ha scritto da tempo, attirandosi le antipatie dei manovratori che trovavano spazio sui media per raccontare la loro parziale verità.
Più volte i vertici Saga hanno risposto infastiditi alle nostre inchieste che segnalavano la sofferenza dei conti, gli sprechi, la fuga delle compagnie aeree, le preoccupazioni del personale, l'uso disinvolto delle risorse pubbliche per scelte di marketing che non hanno portato risultati.
La verità documentata però non può essere soffocata per molto tempo e così nelle ultime settimane si sta assistendo all'allarme (tardivo) di associazioni e sindacati con tutte le strumentalizzazioni del caso.
E siccome la Regione i 5 milioni per il Piano marketing non li ha messi in bilancio né lo scorso anno, né questo, è chiaro il tentativo di far ricadere su altri la colpa del disastro.
Perché tutti sapevano delle scelte della Regione, compresa la Confcommercio di Ardizzi che pure nell'aeroporto ha avuto un ruolo, ma che finora non ha mai alzato la voce per segnalare problemi o proporre soluzioni (troppo semplice ora chiedere i soldi pubblici).
Ora che i buoi sono scappati si cerca di chiudere la porta gridando all'emergenza: tanto chi si ricorda che fino a ieri tutto andava bene, ad esempio per i dati dei passeggeri?

INCONGRUENZA DEI DATI DEI PASSEGGERI?

Che questo sia stato un anno difficile per tutti, è noto.
Che l'aeroporto abbia mantenuto i numeri dei passaggi sui livelli del 2008 è già un successo, se poi c'è stato un piccolo incremento è ancora meglio. Cioè non era necessario “drogare” i numeri.
Eppure la Saga, in un comunicato del 19 gennaio, si affanna a parlare di un incremento del 2% e di 410 mila passaggi, rispetto ai 402 mila dello scorso anno (addirittura ancora ieri il presidente si è lanciato nella previsione di 500 mila utenti per l'anno in corso), mentre invece i dati ufficiali, così come sono disponibili sul sito di Assaeroporti parlano di 406 mila passeggeri con un incremento di meno del'1%.
E' poco, è tanto?
Sta di fatto che i numeri non corrispondono. Perché?
Certo fa un certo effetto vedere gli aeroporti concorrenti viaggiare su cifre di incremento a due numeri (Bari +13,3%, Brindisi +10,9%, Foggia addirittura + 127%, ma prima era praticamente fermo), ma considerato il crollo del turismo estivo il dato di Pescara è senz'altro positivo.
Quello che non va è la strategia messa in campo per risollevare il trend negativo, con i vecchi metodi del marketing che si limitavano a spendere i 5 milioni della Regione senza una programmazione condivisa con la Regione stessa, usata solo come mucca da mungere e con scarsi risultati codificati nei numeri.

LO SLITTAMENTO DELLA NOMINA DEL PRESIDENTE NON È LA CAUSA DELLA CRISI

Quando la nuova Giunta, con le sue scelte di bilancio a zero euro ha messo in crisi questo sistema ed ha parlato di co-marketing (cioè non ti do solo i soldi, ma voglio condividere le scelte), tutti scoprono la crisi e magari l'addebitano alla mancata nomina del presidente.
Una nomina che certo ritarda, ma che non è la causa della crisi dell'aeroporto.
Intanto perchè, come ha ben spiegato l'assessore ai Trasporti Giandonato Morra su queste pagine, prima si doveva risolvere il problema dell'acquisto delle quote che la Regione possedeva solo sulla carta (solo di recente è stato trovato il milione e 300 mila euro che mancava all'appello) e poi si poteva passare alla nomina.
Che è pronta, altro che delibera fuori sacco.
La decisione per Marco Napoleone presidente della Saga era all'odg della Giunta fin da giovedì scorso e non è stata varata solo perché per prassi consolidata, in assenza del presidente Chiodi impegnato tra l'Aquila e Roma, queste nomine possono slittare.
Questo rinvio ha rinfocolato le polemiche: Napoleone no perché lo ha imposto il senatore Fabrizio Di Stefano, meglio un altro, magari di Confindustria, così facciamo uno sgarbo al senatore e gli facciamo vedere chi comanda.
Con l'aggiunta di una telefonata del sindaco di Roma Alemanno che avrebbe sconsigliato lo stesso Napoleone ad accettare «perché ha litigato con Di Stefano». Telefonata vera, ma contenuto forse diverso, visto che lo stesso Alemanno è annunciato a Chieti in appoggio alla candidatura Di Primio, come noto delfino del senatore che è pure capolista al Comune.
Strano, molto strano per uno che «ha litigato»...

DARE UN RUOLO ALL'AEROPORTO

Invece il dato preoccupante è il silenzio che finora è stato mantenuto sulle vicende che rischiano di ridimensionare definitivamente l'aeroporto, dalla fuga delle compagnie aeree, allo scippo della manutenzione spostata a Napoli, alle spese per il marketing sproporzionate ai tempi di crisi che si vivono, all'errata funzione assegnata all'aeroporto solo come volàno per il turismo.
Forse questo è l'aspetto più preoccupante per il futuro della struttura: non è solo il turismo a beneficiare del trasporto aereo, ma l'intera economia abruzzese.
Limitare il discorso al turismo significa non comprendere a pieno l'importanza strategica dell'aeroporto di Pescara per l'Abruzzo.
Che non è solo l'albergatore della costa ma anche il caseificio di Montazzoli o la Cantina sociale di Tollo.
Uno studio di qualche anno fa dimostrò addirittura che il bacino di utenza dell'aeroporto andava dal Piceno alla Daunia, cioè dalle Marche sud alla Puglia nord. E allora non serve solo un presidente, ma un manager capace di far decollare veramente l'aeroporto, al di fuori dei piccoli interessi di bottega.
Insomma pensare al turismo vero (e all'economia tutta), quello che finora l'Abruzzo non ha conosciuto.

Sebastiano Calella 16/02/2010 10.29

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