Asl Pescara, Cisl Fp: «gravi carenze personale infermieristico»

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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Asl Pescara, Cisl Fp: «gravi carenze personale infermieristico»
PESCARA. Disagi, proteste, utenti inferociti, file e cancellazioni di visite programmate. E poi personale infermieristico carente e reparti in affanno.

La Cisl- Fp continua a denunciare «la latitanza dell' Azienda Sanitaria di Pescara» su varie problematiche.
La Cisl lamenta carenze di personale infermieristico un problema ancora irrisolto che si aggrava giorno dopo giorno.
Attualmente nel presidio ospedaliero di Pescara si sono dovute ridimensionare le attività delle sale operatorie per la mancanza di infermieri.
«Le problematiche relative alla carenza di personale infermieristico», spiega Ferdinando De Lellis, «si rilevano anche nelle Unità Operative ed in modo particolare nel reparto di cardiologia, dove spesso non si riescono a coprire i turni di lavoro, nei reparti di geriatria, ortopedia , medicina generale in cui la presenza di personale è al di sotto degli standard minimi previsti in caso di sciopero. Nel reparto di terapia intensiva “stroke-unit” c'è un solo infermiere che, insieme ad un'altra unità infermieristica assegnata alla unità operativa di reumatologia devono rispondere alle richieste di circa 20 malati di entrambe le Unità Operative».
Alle gravi carenze del personale infermieristico si associano anche ed «ancor più gravi quelle del personale di supporto come ad esempio gli Oss e gli ausiliari».
Infatti, all'interno delle Unità Operative, spiega ancora la Cisl, la mancanza di personale «è diventata tragica».
La Cisl non riesce a spiegarsi nemmeno l'utilità dell'appalto del barellaggio considerato che all'interno delle unita operative la presenza di questo personale «è praticamente inesistente». «Mentre si dà in appalto questo servizio», aggiunge la Cisl, «la Asl ha utilizzato le circa 20 unità di personale ausiliario, assunto dalle categorie protette (che seppur idonei alle mansioni è sempre personale con invalidità). Queste poche unità, utilizzate su due turni di lavoro, sono costrette a coprire circa 7-8 reparti con lo sconfortante risultato che il più delle volte sono praticamente impossibilitati a rispondere alle esigenze dei reparti stessi».
Il sindacato chiede inoltre «una maggiore trasparenza sulla gestione e, soprattutto, sui controlli che la Asl deve fare per vedere rispettati i termini dei capitolati di appalto».
«E' indispensabile, oltre che giusto», conclude De Lellis, «poter controllare in tempo reale la regolarità della conduzione degli appalti rivedendone gli importi ed applicando le penali previste. Magari cominciare a pensare che con i milioni di euro che richiedono le ditte appaltatrici si potrebbe assumere personale di ruolo. Infatti, anche il ricorso all'assunzione di personale a tempo determinato a lungo andare si configura come precariato (da qui anche la nuova normativa a livello nazionale che ne limita la durata massima) e porta a trovare lavoro fuori sede ma stabile. Per di più appena questi lavoratori hanno acquisito una buona professionalità alla scadenza devono lasciare il posto a chi segue in graduatoria e si inizia da capo».

16/02/2010 9.59