Villa Pini. Tutto pronto in Tribunale per la decisione sul fallimento

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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Villa Pini. Tutto pronto in Tribunale per la decisione sul fallimento
CHIETI. Potrebbe essere oggi il giorno tanto atteso della decisione del Tribunale di Chieti sul fallimento di Villa Pini. (Foto:Antonio Oddi)
Dopo i falsi allarmi dei giorni scorsi, a Palazzo di Giustizia, ieri, a fine mattinata il clima era disteso: il presidente Geremia Spiniello era a colloquio con l'avvocato Pierluigi Tenaglia (neo eletto presidente dell'Ordine forense teatino) nella stanza delle udienze matrimoniali e più che alle separazioni coniugali, qualcuno pensava ad un probabile incarico di curatore fallimentare proprio per Villa Pini.
Il giudice Valletta, che si interessa prevalentemente di esecuzioni immobiliari, era già andato via.
Il collega Adolfo Ceccarini, colui che – così almeno sembra – sarà l'estensore del provvedimento, è stato invece avvistato a quell'ora in Corso Marrucino direzione Tribunale, forse di ritorno dalla Procura della Repubblica che, come noto, è sistemata nel Palazzo delle Poste all'inizio del Corso.
Tutto già deciso?
Lo sperano i dipendenti di Villa Pini, visto che la Clinica sta faticosamente tentando di tornare alla normalità, cioè all'assistenza dei malati rimasti e - perché no – anche di quelli che dovessero tornare ad affollare l'ampio atrio che ieri era deserto.
Unica presenza immobile, ed un pò stranita per il silenzio irreale, i due busti in bronzo che ritraggono i fondatori della Clinica, cioè Guido Angelini e sua moglie, con dediche dei dipendenti quando l'attività era fiorente.
Ieri invece la mattinata è trascorsa con la messa a punto finale degli elenchi di medici ed infermieri che lavorano, mentre gli altri sono stati messi in cassa integrazione in deroga. In realtà tra venerdì e sabato mattina erano uscite tre versioni diverse degli elenchi, con qualche errore dovuto forse ad equivoci con l'ufficio del personale.
Ma alla fine la direzione sanitaria ha messo a posto l'elenco che così è operativo da ieri. Naturalmente i dipendenti che lavorano (sono 150) saranno utilizzati con turni di 15 giorni e saranno pagati con le risorse che la Asl di Chieti metterà a disposizione del commissario Sergio Cosentino.
Gli altri riceveranno la cig in deroga. Proprio la cassa integrazione in così breve tempo e la ripartenza della Clinica, anche se a ritmi ridotti, sono giudicati positivamente dai sindacati che apprezzano l'equilibrio del Commissario e la sua gestione soft di una situazione all'inizio incandescente.

RESTA IN CARICA ANCHE IL COMMISSARIO SE VERRÀ NOMINATO UN CURATORE?

Sul destino di Sergio Cosentino si fanno diverse illazioni, che però sono destinate ad essere esercitazioni teoriche in quanto sarà il Tribunale fallimentare a deciderlo.
Decadrà se ci sarà il fallimento o potrà convivere con un nuovo curatore?
O sarà lui il curatore?
Le scuole di pensiero sono diverse, ma sembra prevalere quella della possibilità di convivenza perché il fine ultimo della procedura fallimentare, anche nella nuova legge appena riformata, non è quello di verificare le compatibilità tra i diversi soggetti che sono stati chiamati al capezzale di Villa Pini ormai in coma, ma quello di realizzare una gestione che tuteli i creditori e quindi anche i dipendenti senza trascurare nemmeno la manutenzione del bene (ieri, ad esempio, era rotta la porta di ingresso).
Lo prevede l'articolo 104 che – casualmente – è stato così concepito e scritto anche con la partecipazione del professor Francesco Fimmanò, che si trova oggi ad essere il legale del Gruppo Neuromed e che ha fatto parte della Commisione che ha prodotto il nuovo testo della legge fallimentare.
Pare di capire che il nuovo curatore o comunque la figura che sarà indicata dal Tribunale dovrà in tempi brevi - e con procedure concorrenziali come le tre offerte – procedere all'affitto prima e poi alla vendita delle attività sotto la supervisione del Tribunale. Con un ostacolo prevedibile, stando alle condizioni di mercato: si troverà un imprenditore disposto ad assumere tutto il personale oggi in servizio?

IL GROSSO PROBLEMA DEI SINDACATI: SALVARE IL POSTO DI LAVORO DI TUTTI

E' un dubbio che toglie il sonno anche ai sindacalisti, il cui obiettivo primario è la salvaguardia dei posti di lavoro, compresi quelli dei liberi professionisti. Di qui la ripetuta insistenza della Uil perché si arrivi alla costituzione di una società a capitale pubblico che possa assorbire i dipendenti ed erogare i servizi e le prestazioni attualmente sospese o rese difficili, con grave danno per i cittadini utenti.
Insomma tutto è nelle mani del Tribunale che comunque – valutando finora anche l'impatto sociale della controversia - ha dimostrato molta duttilità nel gestire la vicenda, senza irrigidimenti pericolosi in quel momento di tensione. Ad esempio il 9 febbraio ha consentito a Chiara Angelini la partecipazione in Camera di consiglio per il concordato preventivo, peraltro richiesto flebilmente. A rigor di logica, e senza nessun appiglio di natura giuridica, chi era titolato a chiedere il concordato forse era il commissario Cosentino, dopo lo “spossessamento” avvenuto della proprietà della Clinica. A meno che non si volesse parlare anche delle altre Società del Gruppo, il che però avrebbe imposto la presenza degli altri amministratori rimasti in carica (come Enzo Angelini).

…INTANTO AD AVEZZANO

Ieri intanto è stata una nuova giornata di protesta per i dipendenti della clinica "Santa Maria" di Avezzano, del gruppo Villa Pini, che tornano a manifestare il loro disagio salendo sul tetto della struttura ed esponendo striscioni di protesta contro la Regione Abruzzo e il Comune.
«Ci sentiamo abbandonati - dicono -. Per noi non sono previsti ammortizzatori sociali o altre iniziative in grado di salvaguardare il posto di lavoro e il nostro futuro occupazionale».
Lo affermano medici e infermieri, che sostengono la protesta dei colleghi saliti sul tetto e che stanno raccogliendo firme di solidarietà dei cittadini.
Da qualche giorno, alcune prestazioni finora svolte a pagamento nella clinica "Santa Maria" sono state interrotte in quanto la Direzione della casa di cura non garantisce la raccolta e lo smaltimento dei rifiuti speciali. Nei pressi della struttura sono ora presenti le forze dell'ordine. A novembre dell'anno scorso ci furono momenti di tensione durante la protesta dei dipendenti, saliti sul tetto per sollecitare il pagamento degli stipendi di sette mesi.

Sebastiano Calella 16/02/2010 7.55

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