Liceo Ovidio di Sulmona, niente soldi per la ristrutturazione

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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SULMONA. Gli studenti del Liceo “Ovidio” di Sulmona denunciano i ritardi nello stanziamento dei fondi necessari per i lavori di ristrutturazione dell’edificio in una accorata lettera inviata al presidente Chiodi.

Sulmona, pur non rientrando nel cratere dei centri colpiti dal terremoto dello scorso 6 aprile 2009, ha subito diversi danni, che non hanno fatto altro che aumentare la crisi della Valle Peligna.
Un caso su tutti proprio la sede storica del Liceo Classico, situata in Piazza XX Settembre, risultata inagibile dopo le scosse della primavera scorsa.
«Dalla documentazione mostrataci durante l'Assemblea d'Istituto del giorno 17 dicembre 2009», scrivono i ragazzi, «l'edificio appare inserito nella categoria E che, come lei ben sa, è una classificazione molto alta, perché comprende danni strutturali rilevanti e comporta quindi il divieto di accesso e la transennatura di tutto il perimetro dell'edificio per evitare che passanti rimangano coinvolti in un presunto crollo. Nonostante questo, le attività commerciali al piano terra funzionano regolarmente e ciò è del tutto inspiegabile. Inoltre non v'è alcuna transenna attorno al fabbricato, quindi, se fosse realmente di categoria E, dovrebbero essere segnalate la non professionalità degli organi competenti alla “pubblica sicurezza”, perché sono venuti meno al loro compito, e la situazione di pericolo in cui versa chiunque sosti attorno allo stabile».
Oltretutto l'inagibilità della storica sede del Liceo in Piazza XX Settembre, comportando lo spostamento degli studenti nell'edificio scolastico dell'ISA, ha messo fortemente in difficoltà lo svolgimento dei corsi scolastici di entrambi gli Istituti.
«Gli studenti dell'ISA», spiegano i ragazzi, «sono stati costretti a rinunciare all'utilizzo di molti laboratori, necessari per lo svolgimento delle loro materie caratterizzanti, mentre noi studenti del Liceo Classico siamo stati privati dell'utilizzo della ricchissima biblioteca di cui disponevamo, estremamente importante per il nostro iter formativo».
Gli studenti attendono una risposta «concreta e definitiva» e anche l'assessore provinciale all'Edilizia Scolastica, Benedetto Di Pietro, si schiera al loro fianco. «Ricordo», spiega Di Pietro, «che per gli edifici classificati E, come il Liceo “Ovidio”, ancora non sono stati stanziati i fondi, e anche noi vogliamo conoscere le ragioni di questo ritardo.
Abbiamo sollecitato più di una volta il Commissario delegato alla ricostruzione Gianni Chiodi ma non abbiamo ricevuto risposte e ha stupito anche noi il fatto che in quello stesso edificio, nei locali al piano terra, ci sono attività commerciali che funzionano regolarmente».
La Provincia vuole che il Liceo venga ristrutturato e reso sicuro «al più presto con i fondi assegnati dal Cipe a Chiodi per l'edilizia scolastica», che ammontano ad oltre 226 milioni di euro.

15/02/2010 17.05