Nuova sede Regione, richiesta seduta straordinaria del consiglio comunale

Alessandro Biancardi

Reporter:

Redazione PdN

Letture:

1824

PESCARA. Dopo le polemiche e l’ennesima contrapposizione tra maggioranza e opposizione su dove costruire la nuova sede della Regione arriva il dibattito in aula.



Una seduta straordinaria del Consiglio comunale sul ‘caso' dei Palazzi della Regione a Pescara è stata richiesta dal consigliere Pdl Augusto Di Luzio, potrebbe essere l'occasione pubblica e opportuna per fare chiarezza su una vicenda sicuramente importante per la città.
Secondo la giunta Mascia i suoi predecessori avevano trascurato un documento molto importante che avrebbe impedito la costruzione delle torri alte oltre 52 metri nei pressi dell'aeroporto e del sentiero di atterraggio.
Il luogo scelto dal Comune e avallato dalla Regione è un terreno di proprietà di una delle ditte riconducibili all'imprenditore Pierangeli, molto vicino a D'Alfonso, indagato nell'inchiesta sull'urbanistica che riguarda gli accordi di programma e citato più volte nell'altra inchiesta sulle tangenti per aver versato somme o assunto personale su indicazione dell'ex sindaco.
L'assessore alla Gestione del Territorio Marcello Antonelli ha inoltrato formale richiesta di consiglio al presidente del Consiglio comunale Licio Di Biase.
«Le ultime sedute della Commissione Urbanistica – ha ricordato l'assessore Antonelli – ci hanno permesso di sollevare l'ennesimo ‘pasticcio' ereditato dal passato governo di centro-sinistra relativo alla localizzazione e realizzazione della nuova sede della Regione Abruzzo a Pescara. Nel 2007 è entrata in vigore una legge che obbligava i Comuni a redigere il Piano del rischio aeroportuale, ossia a individuare tutte le aree ricadenti a ridosso degli scali e in cui doveva essere vietata la costruzione di ‘obiettivi sensibili', come pubblici uffici e scuole. Il passato governo di centro-sinistra, ovviamente, si è ben guardato dal predisporre il documento e, nel frattempo, ha continuato a sbandierare presunti progetti di realizzazione delle nuove torri che avrebbero dovuto ospitare gli uffici regionali, torri da localizzare in un'area compresa tra via Tiburtina e via Lago di Campotosto, inseguendo procedure urbanistiche inapplicabili che infatti non hanno portato a nulla. Quando ci siamo insediati gli uffici hanno manifestato la necessità di procedere con la redazione del Piano di rischio aeroportuale, congelato per due anni e oggi, preparate le carte, abbiamo verificato che quell'area destinata alla Regione in realtà ricade all'interno del Piano».

13/02/2010 10.46