Gruppo Villa Pini e Gruppo Angelucci: casi simili, soluzioni diverse

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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Gruppo Villa Pini e Gruppo Angelucci: casi simili, soluzioni diverse
CHIETI. In assenza di notizie dal Tribunale fallimentare di Chieti, l'attenzione si sposta alle vicende del San. Stefar.
Ieri è stato raggiunto l'accordo anche per i lavoratori del San. Stefar di Chieti, che dopo lo sfratto esecutivo, per 30 giorni, salvo proroghe, presteranno la loro opera presso il centro di Chieti Scalo.
I sindacati hanno sollecitato l'ulteriore richiesta di cig in deroga oltre che per San Stefar, anche per Maristella, Santa Maria, Ge.Ma, Logicon, Novafin, per i sistemi organizzativi, per S.e.a.c, C.e.m, Piccolo rifugio La Cicala di Atessa e Verde due.
Ieri sera intanto sono stati affissi gli elenchi delle persone che dovranno rimanere in servizio e di coloro che godranno della cassa integrazione.
«Gli elenchi riguardano solo i lavoratori di Villa Pini, perchè per gli altri bisognerà ancora aspettare che gli amministratori “concedano” questa grazia», ha commentato Domenico Rega della Uil Fpl.
Dunque si spostano allo Scalo le attività del Centro di Viale Europa. Come si ricorderà, martedì mattina c'è stato lo sfratto esecutivo (previsto inizialmente per lunedì, ma spostato a martedì perché in quel giorno tutti i dipendenti sono stati messi in ferie per non far accedere l'ufficiale giudiziario).
Uno sfratto derivato da un debito di oltre 30 mila euro che ha messo in crisi la riabilitazione dei 260 malati che orbitano sulla struttura. Ieri si è deciso di tentare di limitare i danni, con la soluzione provvisoria dello Scalo.
«Ogni ritardo nei tempi della decisione “fallimento sì-fallimento no” provoca una strana sensazione – speiga Vincenzo Traniello, Cisl – soprattutto al San. Stefar. Il personale ed i pazienti si stanno sparpagliando è questo rischia di avere risultati pesanti per tutti».
Infatti le conseguenze di tutte le vicende che ruotano attorno a Villa Pini si riflettono pesantemente non solo sui fisioterapisti, che comunque stanno dimostrando una capacità di resistenza ed una responsabilità degne di miglior causa, ma si ripercuotono anche sui pazienti che non sono solo gli anziani con esiti da ictus o traumatizzati della strada (pur importanti, ci mancherebbe), ma anche molti bambini incolpevoli che stanno subendo disagi inimmaginabili.

LA CRISI SI RIFLETTE SUGLI INCOLPEVOLI PAZIENTI, ANCHE BAMBINI

Lo dimostra e lo denuncia la lettera della madre di un bambino assistito a viale Europa che ha affisso all'ingresso del Centro una lettera di tre pagine fitte fitte in cui rivendica il diritto del figlio ad essere assistito e critica l'egoismo di chi non si cura di questi aspetti.
«lascio le mie scarpine sul cancello, segno di quello che è stato fatto e ancora si farà per me – scrive il bambino per mano della mamma – non sono una pedina da spostare, audience per cui si parla di noi solo se facciamo notizia, non siamo moneta, non siamo budget. Riaprite il Centro al più presto».
Stesso appello per la riapertura da parte dei dipendenti che con toni accorati, come fa una fisioterapista, rivendicano la specificità del loro lavoro che non è solo l'esercizio fisico, ma il recupero psicologico del paziente al quale in questo momento, con lo sfratto, sono state tolte le “radici”.
La preoccupazione del San. Stefar. oggi è che la decisione del Tribunale non riguardi anche la loro situazione lavorativa, ma solo Villa Pini.
Una grana in più per i sindacati, preoccupati anche per le notizie di un disimpegno della Regione sul problema della riabilitazione in particolare e su quello dell'assorbimento del personale nelle Asl, inizialmente promesso ed ora, invece, negato con forza. Eppure la storia era cominciata in un altro modo...



LA REGIONE LAZIO DI STORACE HA ASSUNTO NELLE ASL IL PERSONALE PRIVATO

«Non potevamo lasciare in mezzo ad una strada quei dipendenti a 1000 euro al mese»: Francesco Storace, ex presidente della Regione Lazio, risponde così a Michele Santoro nell'ultima puntata di Anno zero dell'altro ieri.
Il conduttore gli aveva chiesto come mai la sanità pubblica laziale (molto, ma molto più indebitata di quella abruzzese) aveva acquistato dalla famiglia Angelucci l'ospedale San Raffaele di Roma “full optional”, cioè compreso anche il personale assorbito subito dalla Asl pubblica.
A precisa domanda di un altro giornalista, il direttore in carica del San Raffaele-San Gallicano ha aggiunto che quel contratto di acquisto era un capolavoro per chi lo aveva realizzato (la famiglia Angelucci): nel “pacco dono” rifilato alla sanità pubblica c'erano pure 216 dipendenti ed un contratto pluriennale di decine di milioni di euro per la Global service, una società sempre del Gruppo che vendeva e che da anni viene ancora pagata per una serie di servizi, dalle pulizie, al lavanolo alla sorveglianza. L'operazione, che PrimaDaNoi.it aveva già segnalato, è quella che avrebbe salvato e potrebbe salvare ancora i dipendenti di Villa Pini: basterebbe attuare in fotocopia quello che nel Lazio è già stato fatto e che in Abruzzo sembra impossibile.

IN ABRUZZO IL CENTRODESTRA NON VUOLE ASSORBIRE IL PERSONALE DI VILLA PINI

Perché è strano, molto strano ed inspiegabile che il centrodestra di Storace riporti come suo titolo di merito aver assorbito nelle Asl il personale dell'ospedale privato San Raffaele ed il centrodestra in Abruzzo neghi che ciò sia realizzabile, facendosi scudo di un articolo della Costituzione.
«Come ben sapete – ha spiegato infatti il presidente Chiodi ai dipendenti inferociti durante l'ultimo consiglio regionale che si è svolto a Pescara – la Costituzione impone che non si possa accedere ad un posto pubblico senza concorso».
Ma non si tratterebbe di entrare alle dipendenze delle Asl senza concorso (lo chiarì espressamente anche la commisione del Senato), inoltre l'articolo 97 della Costituzione, così come riferito, è incompleto (perché dice anche: salvo i casi previsti dalla legge), perché il suo collega Storace ha assunto quel personale e quindi già si sa come si fa.
Figli e figliastri?
Oppure abruzzesi solo più fessi?
«No. E' tutta una questione di forza politica – sostiene il senatore Alfonso Mascitelli, Idv, e membro della Commissione Marino – evidentemente i colleghi senatori abruzzesi del Pdl e cioè Filippo Piccone, Paolo Tancredi, Fabrizio Di Stefano e Andrea Pastore non si vogliono occupare di Villa Pini. Altrimenti avrebbero fatto qualcosa per questi dipendenti. Ed invece nulla, anzi ci hanno regalato l'ennesima furbata che va a danno degli abruzzesi».
La vicenda, così come la racconta il senatore Mascitelli è recente.
Al Decreto cosiddetto “milleproroghe” lo stesso senatore aveva presentato un emendamento salva-dipendenti di Villa Pini e di tutte le strutture italiane di questo tipo ed in queste condizioni di crisi.
Come noto, non solo nessun senatore Pdl si era aggregato, ma avendo il Governo posto la fiducia, il Decreto è stato approvato così come presentato, senza emendamenti.
«E fin qui – continua Mascitelli – siamo ancora nella normale vita parlamentare di maggioranza e di opposizione, anche se mi sarei aspettato una maggiore solidarietà verso Villa Pini. Il bello è – si fa per dire – che scorrendo il decreto si scopre che le Onlus in crisi della sanità privata di Puglia e Basilicata avranno per tutto il 2010 le provvidenze previste per il trattamento di mobilità con la durata di 66 mesi. Insomma lì sì, qui no. Come spiegano la cosa Piccone & C.?»

IL CAMBIO DI ROTTA

Ma non finisce qui. C'è un'altra notizia che non farà piacere ai sindacati ed ai dipendenti senza stipendio da quasi un anno: il vice commissario della sanità regionale si è rimangiato l'impegno che aveva assunto davati alla Commissione del Senato in visita a Chieti.
In quell'occasione Giovanna Baraldi, che rappresentava Chiodi, ma c'erano anche l'assessore Lanfranco Venturoni ed il nuovo manager Asl di Chieti Francesco Zavattaro, disse con chiarezza (ed il testo di quello che è stato detto è riportato nel verbale che tra poco sarà disponibile su internet) che i 30 milioni per assumere il personale c'erano ed addirittura questa operazione di chiudere Angelini era un bel risparmio per le casse regionali.
E aggiunse: entro pochi giorni vi darò la risposta definitiva (pagine 21 e 22 delle bozze non corrette, versione per internet), come poi riferirono i senatori Marino, Cosentino, Mascitelli e lo stesso sindaco Ricci, (presente alla riunione in Prefettura) all'assemblea dei dipendenti.
Tutto a posto? Macché.
«Dopo i pochi giorni che si era presa per fare bene i conti – riferisce il senatore dell'Idv – l'abbiamo convocata a Roma per un'altra audizione. A sorpresa si è rimangiata tutto ed ha sostenuto che è impossibile riassorbire il personale. Sembra evidente che qualcuno le ha imposto questa capriola, visto che il vice commissario mi sembra un tecnico di valore e quindi a Chieti non aveva detto cose a vanvera. Ma il problema è proprio questo: i tecnici trovano le soluzioni possibili, sta ai politici scegliere e decidere. Noi del centrosinistra abbiamo deciso di aiutare questi dipendenti di Villa Pini. Gli altri che vogliono fare? E soprattutto hanno la forza politica per imporre al Governo di trattare l'Abruzzo come le altre Regioni?»

Sebastiano Calella 13/02/2010 10.01