La Provincia di Teramo investe sulle Fattorie sociali

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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TERAMO. Il vicepresidente Rasicci ha proposto due nuovi progetti da realizzare con la logica della rete: le Fattorie sociali e l’amministratore di sostegno


Tornare a “investire” sul sociale non solo per sostenere i più deboli ma anche per qualificare e migliorare i servizi; razionalizzando l'uso delle risorse, evitando sprechi e sovrapposizioni, restituendo alla Provincia un ruolo di coordinamento ma anche di “controllo rispetto a risorse e risultati”.
Questo il messaggio del vicepresidente Renato Rasicci agli assessori alle politiche sociali dei Comuni, chiamati a raccolta sia per presentare il programma 2010 dell'assessorato che per ascoltare le esigenze degli enti locali e creare le condizioni per “tornare a lavorare in una logica di rete”.
Grande attenzione, quindi alle imprese sociali e a tutte le organizzazioni del cosiddetto Terzo settore che «nel rispondere ai bisogni mostrano dinamicità e capacità di operare secondo logiche d'impresa e che contribuiscono a innalzare qualità e varietà dei servizi» e, a questo proposito, Renato Rasicci, ha annunciato che la Provincia vuole entrare nella rete delle “Fattorie sociali” e che su questo progetto vuole costruire un percorso insieme ai Comuni.
In provincia di Teramo c'è già un'esperienza di successo; quella realizzata dalla Ricciconti ad Atri con Rurabilandia; una fattoria sociale dove sono stati reintegrati e lavorano persone con disabilità.
«Abbiamo il territorio giusto – ha affermato Rasicci – siamo ricchi di tipicità, abbiamo casali e fattorie da recuperare ad uso turistico facendo leva sulle eccellenze ambientali e culturali».
A spiegare nel dettaglio gli obiettivi del progetto è stato Roberto Carnessale, professionista teramano che fa parte del direttivo dell'associazione delle Fattorie Sociali.
«La Rete Fattorie Sociali è un'associazione nazionale nata nel 2005 che raggruppa diversi soggetti a vario titolo coinvolti in esperienze di agricoltura sociale - ha spiegato - con l'obiettivo di realizzare nuovi modelli imprenditoriali che prevedono l'impiego di persone con disabilità».
Attenzione e riscontri positivi da parte dei Comuni anche per l'intenzione della Provincia di promuovere la figura dell'amministratore di sostegno; istituita con una legge nel 2004, molto poco utilizzata nella provincia e «determinante in tante tipologia di assistenza e sostegno».
La Provincia l'ha già prevista all'interno del servizio di assistenza dei non udenti e non vedenti. Un tutore legale in grado di assolvere alle molte incombenze amministrative e legali di persone in difficoltà. Come ha sottolineato l'assessore alle politiche sociali del Comune di Teramo, Giorgio D'Ignazio: «attualmente tutti i problemi ricadono sui servizi sociali dei Comuni che non possono far fronte a tutte le necessità».
L'assessorato alle Politiche delle sociali si farà carico di organizzare un incontro con il presidente del Tribunale di Teramo (organismo quest'ultimo che nomina su richiesta gli amministratori di sostegno) e organizzerà uno specifico Forum sull'argomento .
Nel corso della riunione, inoltre, sono state illustrate nel dettaglio le iniziative che saranno realizzate dall'ente nel 2010: quelle per prevenire la violenza nei confronti di donne e minori; quelle rivolte ai giovani; quelle per sostenere il mondo dell'associazionismo e del volontariato; quelle volte a favorire l'integrazione.

12/02/2010 8.46