Saia e Acerbo contro D'Amario: «parata di regime»

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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PESCARA. I consiglieri regionali Antonio Saia (Prc) e Maurizio Acerbo (Rc) contro la ''rivoluzione'' del manager D'Amario.


«Mentre D'Amario riceve i complimenti dei suoi sponsor continua la generale dequalificazione della sanità pubblica nel nostro territorio»:
Bocciato sul tutta la linea il lavoro del manager da parte dei consiglieri regionali Saia e Acerbo che arrivano a parlare addirittura di una «parata di regime» delle forze di centrodestra al governo della Regione che si sarebbero strette attorno al ''loro'' uomo, nonostante la situazione del comparto sanitario non sia tra i più rosei.
«Tutta la nomenclatura politica del centrodestra, che ha messo D'Amario alla guida della ASL», continuano i due, «ha celebrato le magnifiche sorti e progressive dell'azienda sanitaria pescarese».
Ma di cose positive i due consiglieri regionali ne riscontrano ben poche: «c'è l'allungamento delle liste d'attesa sia per esami diagnostici che per interventi chirurgici, ci sono ancora interminabili file agli sportelli della Asl, disposizioni restrittive per la dispensazione di farmaci e presidi parafarmaceutici (striscie per glicemie, aghi, siringhe da insulina, ecc.), dequalificazione di molti reparti ospedalieri della città e del territorio».
In più, sempre secondo Acerbo e Saia, «le inchieste giudiziarie, le improvvise dimissioni del direttore amministrativo, la stessa repentina revoca di un appalto milionario, la vicenda degli appalti rinnovati alla ditta Bioster oggetto di recenti provvedimenti giudiziari, gettano ombre su una situazione che non merita certo trionfalismi».
Comunque a una cosa è servita «questa parata», sostengono ancora i due consiglieri d'opposizione, «i precari rispediti a casa da D'Amario sanno ora con chiarezza chi sono i responsabili politici di scelte assurde come quella di esternalizzare il CUP per 550.000 euro».
11/02/10 10.40