Eccezione di incostituzionalità per norme che regolano le notifiche giudiziarie

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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PESCARA. Per la prima volta a livello nazionale il gip del Tribunale di Pescara, Guido Campli, ha messo in discussione la legittimita' costituzionale del sistema delle notifiche elaborato dal Governo per far fronte all'emergenza successiva al sisma del 6 aprile.

Tale regime normativo è restato in vigore per tutte le notifiche effettuate a tutto il 31.7.2009, con alcune modificazioni.
Insieme alla sospensione dei processi, il Legislatore aveva adottato con l'art. 5 del D.L. 39/2009 (cosidetto decreto Abruzzo) altre misure volte a fronteggiare, tra l'altro, anche il fenomeno dell'irreperibilita' dei cittadini causata dall'inagibilita' delle abitazioni, introducendo una presunzione assoluta di validita' delle notifiche effettuate presso il cosidetto Presidio, istituito presso la sede provvisoria della Corte d'Appello di L'Aquila.
In conseguenza di tale previsione normativa sono stati notificati ai terremotati migliaia di atti, in ambito penale civile ed amministrativo, con il semplice deposito dei medesimi nel presidio, senza alcuna garanzia di effettiva ricezione e di effettiva conoscenza dell'atto da parte dei destinatari.
La questione e' stata sollevata dal Difensore Civico presso il Comune di L'Aquila, l'avvocato Vincenzo Calderoni, il quale difende dinanzi al Tribunale pescarese un aquilano accusato di vari reati, cui era stato notificato l'avviso di fissazione dell'udienza preliminare con le modalita' del semplice deposito dell'atto presso il presidio.
Il legale aquilano ha sostenuto la illegittimita' della norma, segnalando al Giudice la violazione dei principi assegnati dal Legislatore Costituzionale agli articoli 3 (eguaglianza dei cittadini dinanzi alla legge), 24 (inviolabilita' del diritto di difesa) e 111 (giusto processo) della nostra Carta fondamentale.
Il giuice Campli ha ritenuto la fondatezza della segnalazione effettuata dall'avvocato Calderoni ed ha pronunciato ordinanza di rimessione degli atti alla Corte Costituzionale.
L'ultima parola a proposito del buon diritto dei terremotati di avere conoscenza degli atti giudiziari loro notificati spettera' presto alla Corte Costituzionale, dove l'avvocato Calderoni andra' a sostenere le ragioni del suo assistito e dei suoi concittadini in genere.

10/02/2010 14.58