Strada Pendolo, «le modifiche del Pd rendono l'opera inutile»

Alessandro Biancardi

Reporter:

Redazione PdN

Letture:

2628

PESCARA. E' ancora scontro tra maggioranza e opposizione sul progetto della strada pendolo.


Se nei giorni scorsi il presidente della Commissione consiliare Lavori Pubblici Armando Foschi (Pdl) aveva parlato di «un progetto completamente stravolto e soprattutto difforme dalle previsioni del Piano regolatore generale», il consigliere del Pd, Enzo Del Vecchio aveva assicurato che «il progetto definitivo, consegnato nel mese di dicembre 2008 dai professionisti incaricati, è perfettamente rispondente sia a quanto previsto dal Prg sia al preliminare inserito nel piano triennale delle opere pubbliche».
Ma oggi Foschi torna all'attacco.
Lo fa dopo aver spulciato nuovamente tra le carte del Comune e i documenti, sostiene con una certa convinzione, starebbero facendo emergere «una realtà sempre più imbarazzante per il Partito Democratico che ha cancellato strade, spostato ponti e assi stradali, con una disinvoltura che oggi si sta trasformando in un incubo per lo stesso Pd».
Dalla nuova lettura il presidente della Commissione ha ricavato le prime date e i numeri per ricostruire la vicenda che, ne è sempre più convinto, «ha comunque snaturato il progetto originario».
L'eliminazione del collegamento diretto e privilegiato tra le quattro corsie del nuovo asse sarebbe avvenuto, secondo Foschi, tra il 2003 e il 2007.

IL VECCHIO E IL NUOVO PROGETTO


Il progetto originario prevedeva due assi della strada pendolo, il braccio sud, progettato sino a via Aterno, e quello nord, che, giunto al Ponte Capacchietti, come previsto ancora oggi sul Piano regolatore generale, doveva proseguire su un asse riservato collegandosi direttamente alla prima canna, con quattro corsie di marcia.
L'opera avrebbe determinato solo l'abbattimento di un vecchio fabbricato disabitato.
«All'improvviso però il percorso è cambiato», sostiene Foschi, «ed è stato deviato verso mare, finendo in mezzo al traffico urbano, su una rotatoria a due corsie progettata sulla stessa via Aterno, destinata ad accogliere tutto il traffico in arrivo dalle varie traverse. Una deviazione che, in sostanza, ha stravolto il progetto originario e soprattutto ha snaturato la finalità stessa della strada pendolo, che doveva essere un asse stradale su percorso dedicato, in grado dunque di garantire un collegamento veloce con la parte ovest della città».
«La quarta rampa di accesso in uscita dall'asse attrezzato in via Aterno sarebbe invece stata cancellata», continua l'esponente del Pdl, «per l'accoglimento parziale dell'osservazione presentata da un privato contro il progetto che aveva previsto la realizzazione di un'enorme rotatoria proprio su un'area di proprietà in cui oggi insiste una compravendita di auto, irrimediabilmente danneggiata da quel rondò».
Lunedì – ha ricordato il presidente Foschi - «chiariremo la vicenda chiedendo agli uffici di portare tutte le carte, ma soprattutto cercando di trovare una sistemazione per una strada-pendolo mortificata, che rischia di nascere già inutile e alla quale dovremo ora restituire funzionalità, individuando velocemente una soluzione progettuale per non rischiare di perdere i fondi Fas assegnati. Il contratto iniziale stabiliva infatti che i lavori dovevano essere conclusi entro tre anni dall'apertura del cantiere; oggi, a scadenza dei termini, il Comune non ha approvato neanche il progetto definitivo».

10/02/2010 10.52