Rifiuti Lanciano, Legambiente chiede una commissione d'inchiesta

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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LANCIANO. Dopo la notizia dei 22 avvisi di garanzia e degli otto provvedimenti restrittivi emessi dalla procura di Lanciano nell'ambito dell'operazione 'Spiderman' del Noe di Pescara e dei carabinieri di Lanciano, Legambiente chiede una commissione d'inchiesta sul ciclo dei rifiuti.
L'invito è stato rivolto alla Regione Abruzzo e la volontà è quella di tenere sotto controllo un settore «troppo spesso caratterizzato da attività di ecocriminali ed ecotrafficanti»
«L'Abruzzo - ha detto il presidente di Legambiente Abruzzo, Angelo Di Matteo - è di nuovo cabina di regia di uno sporco affare nella gestione dei rifiuti: fatto gravissimo che va affrontato con urgenza e fermezza. Siamo ormai di fronte ad una vera e propria emergenza - ha aggiunto - l'Abruzzo è sempre più crocevia di organizzazioni dedite al traffico illecito di rifiuti con diramazioni in diverse altre regioni del territorio nazionale».
Fatto, questo, ulteriormente confermato anche dalla concomitante operazione del Noe di Grosseto 'Golden Rubbish', «che ha evidenziato il coinvolgimento della regione in un altro grave caso di carattere nazionale».
Di Matteo chiede «una vera e propria 'operazione trasparenza' da parte dell'imprenditoria abruzzese al fine di garantire, per quanto possibile, un controllo preventivo di filiera che consenta di individuare da subito anomalie e distorsioni sul mercato dei rifiuti. Non si tratta soltanto di stroncare attività criminali che compromettono l'ambiente e la salute dei cittadini, ma di tutelare gli interessi di quell'imprenditoria onesta e rispettosa della legalità, che investe in innovazione tecnologica e tutela ambientale».
In Abruzzo l'operazione è stata denominata 'Spiderman'. Otto le persone arrestate. Fulcro delle attività illecite era un impianto di stoccaggio e selezione rifiuti operante nella zona industriale di Lanciano, regolarmente autorizzato alla gestione rifiuti dove, dichiarando che i rifiuti da loro gestiti e trattati provenivano da attività di selezione automatica, tecnologia di cui la ditta non dispone, ottenevano un forte sconto sull'applicazione dell'ecotassa regionale, per 500.000 euro circa.
In Abruzzo è stata inoltre riscontrata la complicità di appartenenti alla polizia provinciale che rilasciavano attestazioni di comodo.
Il traffico accertato è stato stimato in circa 80.000 tonnellate nei soli conferimenti verso le due discariche, con un lucro per l'organizzazione non inferiore ai tre milioni di euro.
Elogio per l'operazione è stato espresso dal ministro dell'Ambiente Stefania Prestigiacomo che ha sottolineato quanto ora sia «opportuno» il varo del sistema di tracciabilità dei rifiuti speciali, Sistri, «per combattere le ecomafie».
Legambiente chiede ancora di rivedere il sistema delle bonifiche: «che senso ha intraprendere la bonifica di un sito se quei materiali vanno poi a finire nel nulla?», si chiede il vicepresidente Sebastiano Venneri.
Venneri denuncia che questi rifiuti vanno ad aumentare «la famosa montagna di rifiuti speciali che sfugge sistematicamente ai controlli per andare regolarmente ad intossicare un altro luogo».
«La normativa attuale sulla bonifica dei siti inquinati - ricorda l'esponente di Legambiente - privilegia il trattamento sul posto per evitare la movimentazione dei rifiuti e lo smaltimento in siti distanti. In Italia invece, molte delle bonifiche (sia dei 57 siti nazionali che delle centinaia dei siti locali), continuano a prevedere spostamenti sostanziosi e difficilmente controllabili con il rischio concreto di contribuire a quell'enorme business illegale che soffoca e intossica il nostro paese». Nonostante la crisi il business dei rifiuti continua ad accrescere il suo fatturato: se nel 2007 il bottino della 'Rifiuti spa' ammontava a 4 miliardi e mezzo di euro, nel 2008 la cifra ha superato i 7 miliardi. Sempre nel corso del 2008 sono state 3.911 le infrazioni (nel ciclo dei rifiuti) in Italia accertate dalle Forze dell'Ordine.
137 sono state le persone arrestate mentre ben 4.591 sono state quelle denunciate per un totale di 2.406 sequestri.

10/02/2010 9.23