Torna lo spettro della petrolizzazione, costa teatina fa fronte comune

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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TERAMO. «La Provincia di Teramo è assolutamente contraria ad ogni ipotesi di estrazione di idrocarburi a terra e in mare».

Lo hanno dichiarato in una nota ufficiale il presidente Valter Catarra e la Giunta.
Proprio la Giunta ha espresso preoccupazione per la decisione del Governo di impugnare la Legge regionale del 18 dicembre scorso con la quale viene regolamentata l'attività di estrazione e comunque, ritiene che le istituzioni così come le comunità locali «non possano essere esautorate di fronte a scelte che modificano in maniera sostanziale destini e vocazioni di un territorio».
«La Provincia di Teramo», ha detto Catarra, «è fortemente orientata a disegnare uno sviluppo che fonda sulla tutela del suolo, sulla tutela ambientale, sulla cura del paesaggio; fra i suoi impegni programmatici e nei suoi progetti strategici ha messo in primo piano: la valorizzazione del sistema turistico, il sostegno e la promozione dell'agricoltura di qualità; la difesa delle tipicità».
Dai dati del Ministero dello sviluppo Economico risulta che il 49,11% del territorio abruzzese è interessato da attività legate alla ricerca, all'estrazione e allo stoccaggio di idrocarburi.
«Riteniamo», continua la giunta, «che la vastità del territorio interessato ed il numero dei Comuni coinvolto impongano una seria riflessione che consenta di rispondere con competenza ed autorevolezza alle pressioni che provengono dalle compagnie petrolifere e che faccia modificare l'orientamento del Governo centrale che assegna alla nostra regione una vocazione petrolifera».
Intanto si è deciso che sarà Pineto ad ospitare il dibattito regionale contro l'ipotesi di realizzazione del Centro Oli ad Ortona.
Il sindaco Luciano Monticelli ha partecipato all'incontro che si è tenuto proprio ad Ortona alla presenza di rappresentanti di altre amministrazioni comunali e alle associazioni ambientaliste contrarie alla costruzione di una simile opera.
Se la Corte Costituzionale dovesse accogliere il ricorso dello Stato contro la Regione Abruzzo, il Centro Oli potrebbe avere nuove opportunità.
«L'incontro di Ortona», ha spiegato il sindaco, «è servito a rinsaldare il patto di alleanza stipulato tra i Comuni e le associazioni ambientaliste contro il piano di petrolizzazione dell'Abruzzo. La preoccupazione è altissima».
E Pineto, uno dei primi Comuni a sollevare già un anno e mezzo fa il problema, organizzando anche iniziative e dibattiti pubblici sull'argomento, è stato sollecitato da Claudio Censoni, presidente dell'associazione per la Difesa del Bene Comune, a farsi carico di nuove iniziative, a cominciare da un dibattito pubblico contro il Centro Oli.
«Credo che la questione sulla petrolizzazione del territorio abruzzese», ha spiegato Monticelli, «sia assai seria. La Regione aveva approvato la legge contro la deriva petrolifera. Ma il sospetto è che sia stata un'azione di facciata in quanto crediamo che il presidente Gianni Chiodi sapesse già che il Governo centrale avrebbe poi impugnato il provvedimento in virtù di una competenza che non spetterebbe alla Regione. Quanto prima parlerò con i miei colleghi sindaci e con i responsabili delle associazioni ambientaliste perché questa volta il segnale che deve arrivare da chi tiene veramente al nostro Abruzzo deve essere ancora più forte. Non permetteremo alle multinazionali del petrolio di trivellare il nostro mare, di desertificare l'Abruzzo, uccidendo i suoi abitanti. Non faremo la fine della Val D'Agri in Basilicata. Al largo della costa Pineto è prevista la realizzazione di un pozzo petrolifero a non più di 5 chilometri dalla costa».

09/02/2010 10.04



«PROMESSE NON MANTENUTE DA CHIODI»

«Come è possibile che il Governo Berlusconi che ha vinto con i voti della Lega Nord, fautrice del federalismo, stia lavorando per accentrare tutto ciò che può e vuole?», si chiede il gruppo Consiliare "la Sinistra, VERDI-SD" alla Regione. «Cos'è il Federalismo per questo Governo? Dal punto di vista erariale, finanziario ed economico c'è un accentramento delle competenze statali senza precedenti. Non poteva mancare l'intrusione di Berlusconi e di Scajola anche nelle decisioni economiche che riguardano il futuro della nostra regione. Hanno deciso di scavalcare gli Enti Territoriali Locali (Regioni, Province, Comuni) e di petrolizzare l'Adriatico senza ascoltare minimamente quali siano le intenzioni dei cittadini, senza conoscerne le caratteristiche economiche locali e arrogandosi con le Leggi n. 239/2004 e n.112/2008, competenze che prima erano delle regioni».
«Chiodi e Berlusconi in campagna elettorale, per il rinnovo della Giunta Regionale, avevano promesso di contrastare il Centro Oli», ricorda la Sinistra, «ora è giunto il momento che Chiodi, i Senatori ed i Deputati abruzzesi, che per compiacere gli elettori hanno promesso cose in cui non credono e lo stanno dimostrando con l'inerzia più assoluta, facciano cordata a Roma».
09/02/10 13.05