Impiegata delle Poste arrestata per aver sottratto somme ai risparmiatori

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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Impiegata delle Poste arrestata per aver sottratto somme ai risparmiatori
PESCARA. La donna è accusata di avere compiuto 94 operazioni illegittime su conti di ignari clienti titolari di buoni fruttiferi, prelevando complessivamente 750 mila euro.
E' stata arrestata ieri mattina dagli agenti della Polizia Postale e delle Comunicazioni “Abruzzo” di Pescara, G. M., di anni 63, impiegata presso l'ufficio postale di Pescara Centro.
E' agli arresti domiciliari ed è accusata di essersi impossessata di diverse decine di migliaia di euro sottratti a ignoti risparmiatori.
I particolari della vicenda, condotta collaborazione con il Fraud Management di Poste Italiane S.p.A., saranno resi noti nel corso della mattinata.
09/02/2010 8.48

94 OPERAZIONI ILLEGITTIME

La donna è accusata di avere compiuto 94 operazioni illegittime su conti di ignari clienti titolari di buoni fruttiferi, prelevando complessivamente 750 mila euro.
La polizia ha anche sequestrato documentazione, conti correnti bancari, libretti postali e buoni postali fruttiferi per circa 112.000 euro.
Poste Italiane ha già ripristinato la vigenza dei titoli ed ha rimborsato i clienti.
«Le indagini - ha spiegato il comandante della Polpost dell'Abruzzo, Pasquale Sorgonà - sono state avviate in seguito a complesse attività di controllo e di accertamento effettuate dalla struttura "Fraud Management" di Poste Italiane, riguardanti l'individuazione di buoni fruttiferi postali illecitamente riscossi presso l'ufficio postale di Pescara Centro. Dai controlli del sistema informatico di Poste, venivano accertati rimborsi sospetti su decine di buoni fruttiferi».
Poiché il numero delle operazioni effettuate ogni giorno dall'ufficio postale era elevatissimo, gli specialisti della Polizia hanno ideato un software per l'analisi incrociata dei dati delle operazioni con quelle dei turni di servizio, per poi approfondire quelle circostanze che sembravano contraddittorie.
Dall'analisi dei dati, si è così avuto modo di riscontrare che il totale dei buoni fraudolentemente riscossi ammontava a 94 per un totale di quasi 750.000 Euro, rimborsati in gran parte in assenza ovviamente dei beneficiari.
Dall'analisi dell'enorme mole di dati relativi alle operazioni contabili, incrociati con i turni di servizio dei dipendenti, è emerso che l'impiegata arrestata effettuava le operazioni anche mentre era in ferie o fuori dall'orario di servizio, utilizzando degli stratagemmi per allontanare i colleghi dei quali utilizzava le password o giustificando la propria presenza per chiudere operazioni particolarmente complicate.
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PANINI E BRIOCHE PER ALLONTANARE LA COLLEGA DAL PC

Le indagini sono iniziate quando nel settembre 2009 si era presentato un cliente all'ufficio delle poste centrali per riscuotere un Buono Postale di Lire 5.000.000 (Euro 2.582) emesso nel 1993 dal medesimo ufficio.
Dai successivi controlli del sistema informatico di Poste, sono stati accertati rimborsi sospetti su decine di Buoni Fruttiferi.
La maggior parte delle operazioni sospette risultavano –secondo quanto emerso dalle indagini- avvenute l'ultimo giorno del mese, dopo che la contabilità era stata chiusa, senza variare il bilancio di cassa, ossia versando l'importo del buono su un libretto postale, evitando uscite di danaro contante.
Questa operazione permetteva di contabilizzare l'operazione senza che nessun dipendente addetto ai controlli potesse accorgersene.
I soldi riscossi con questo sistema, per non destare sospetti, venivano versati su libretti postali intestati ai medesimi titolari dei buoni da rimborsare, aperti ovviamente all'insaputa degli interessati.
La “monetizzazione” avveniva in successive fasi mediante vari prelevamenti in danaro contante dai libretti fraudolentemente attivati oppure “veicolando” alcune somme di denaro, su altri libretti postali lecitamente aperti ovvero emettendo Buoni Fruttiferi Postali intestati ad altre persone collegate all'autore della frode.
La dipendente che dalle indagini è risultata avere un coefficiente di attività contabili elevato rispetto alla media degli altri dipendenti, grazie alla perfetta conoscenza dei sistemi e delle procedure di contabilità dell'ufficio postale riusciva a scaricare la paternità delle operazioni fraudolente sulla maggior parte degli impiegati postali presenti nell'ufficio, depistando così le indagini interne e giudiziarie.
«Così, ad esempio», ha spiegato ancora il comandante Sorgonà, «si presentava in anticipo rispetto al proprio orario di servizio portando una brioche o una pizzetta ad una collega così che, mentre questa si allontanava per mangiare, ne approfittava per compiere le operazioni utilizzando l'account dell'ignara collega. La donna si era creata anche alcuni falsi alibi, giungendo, in occasione dell'ispezione di Poste Italiane, a farsi fare dei certificati medici che attestassero la sua presenza nello studio di specialisti in giorni in cui era stata fatta qualche operazione. Tali circostanze, smontate una per una dagli investigatori della Polizia Postale hanno consentito così di ricostruire il quadro probatorio che ha permesso di identificare l'impiegata postale infedele».
Il pm che ha chiesto l'arresto è Valentina D'Agostino, il gip che ha firmato l'ordinanza è Carla De Matteis.

09/02/2010 12.52



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