Villa Pini. Affitto e futuro acquisto: ecco cosa offre il gruppo Neuromed

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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Villa Pini. Affitto e futuro acquisto: ecco cosa offre il gruppo Neuromed
CHIETI. Buone notizie per la concessione della Cassa integrazione ai dipendenti di Villa Pini: la richiesta è stata accettata.
In corso anche l'istruttoria per i dipendenti delle altre società del Gruppo Angelini e così tra la Clinica, San. Stef.ar. ed altre piccole società saranno circa 1000 i dipendenti che otterranno gli ammortizzatori sociali.
Se queste decisioni stanno allentando la tensione, c'è un altro aspetto che inquieta soprattutto i dipendenti iscritti ai sindacati nazionali: avrebbe ripreso forza il progetto di ricostituire un “sindacato giallo”, cioè di appoggio alla proprietà come in passato. Il che spaccherebbe il fronte sindacale unitario e metterebbe in difficoltà la creazione di relazioni sindacali trasparenti, con ripercussioni negative sull'immagine della nuova, probabile proprietà.
Intanto sabato mattina sono stati i sindacati nazionali presenti (Cgil, Cisl, Uil e Ugl) ad incalzare con domande precise il presidente di Neuromed, l'Ad Fabio Valente, oltre che il direttore sanitario Carlo Mirabella.
«Le scelte mediche verranno dopo quelle amministrative – ha detto – ma lavoreremo su un piano di eccellenza».
Le risposte sono state generiche ma l'impegno a subentrare ad Angelini («tutto il Gruppo Villa Pini») è stato chiaro, pur se subordinato alla disponibilità della Regione a confermare gli accreditamenti sospesi.

Oggi PrimaDaNoi.it è in grado di approfondire alcuni aspetti importanti dell'offerta.

LA RICHIESTA DI CONCORDATO PREVENTIVO BASATA SULLA PROPOSTA NEUROMED

Come è già chiaro, per la procedura che si è attivata con le istanze di insolvenza e con l'iniziativa della Procura di Chieti che ha nominato un Commissario giudiziale per Villa Pini, è prevedibile che domani sia Sergio Cosentino, nella sua qualità di commissario, sia la proprietà “spossessata” della clinica possano chiedere il concordato preventivo appoggiandosi alla proposta di «affitto con acquisto» presentata da Neuromed.
La domanda che aleggiava sabato mattina sull'incontro in Provincia era ed è ancora adesso: ci sono speranze che il Tribunale accolga la richiesta e questa proposta? Nessuno ha saputo e potuto rispondere, perché la decisione della Camera di consiglio del tribunale fallimentare è del tutto autonoma e sicuramente sarà ponderata, visto che gli unici a sapere come stanno in realtà le casse (debiti e crediti) di Villa Pini sono solo i magistrati.
Quello che appare dai documenti fa però ben sperare, perché il sequestro delle quote azionarie della clinica prevede l'affidamento della società ad un commissario al quale viene affidata una funzione “dinamica”: in pratica deve assicurare la gestione dell'impresa sequestrata e la salvaguardia dei livelli occupazionali.
Come dire che Neuromed potrebbe essere la soluzione giusta al momento giusto per proseguire l'attività, visto che si tratta di un gruppo attivo proprio nello stesso settore in cui opera la clinica di Angelini.
A dire il vero, se andrà a finire così, i vertici di Villa Pini avrebbero perso un'occasione unica per chiudere prima e a condizioni migliori la trattativa di cessione, che invece si è impantanata in assurde richieste di compartecipazione alla gestione futura ed in un vincolo di assoluta segretezza che non ha consentito il coinvolgimento e magari l'accettazione dei sindacati e delle varie Asl, cioè la Regione.

I DEBITI VECCHI E GLI STIPENDI ARRETRATI LI GESTIRÀ IL COMMISSARIO GIUDIZIALE

Oggi che a trattare non è più Angelini, il gruppo molisano potrebbe far valere le sue attività specialistiche come titolo di merito e di sicurezza per i dipendenti in attesa di stipendio e per tutti i creditori, in quanto il Piano economico e finanziario presentato potrebbe realizzare per il futuro sinergie importanti ed economie di scala attraverso l'integrazione dell'attività delle due aziende.
Per il passato, come è stato chiarito, i debiti saranno invece gestiti dal Commissario, secondo le procedure del concordato preventivo.
Cosa che i sindacati hanno chiesto espressamente, valutando positivamente l'operato di Sergio Cosentino.
Infatti, nell'offerta di concordato preventivo è chiarito in modo inequivocabile che i debiti pregressi, compresi gli stipendi, non saranno a carico di Neuromed, ma se li dovrà sbrogliare il commissario giudiziale.
Chiarezza invece va fatta su un aspetto che è stato accolto con un certo scetticismo e cioè il canone di affitto di “solo” 1 milione mezzo annuo.
La cifra, che peraltro sarà versata in conto acquisto futuro, è scaturita da una valutazione ragionieristica semplice: Villa Pini è in evidente rosso economico e per i prossimi due anni è prevedibile una perdita nei bilanci, perciò l'affitto è basso. Però Neuromed lo verserà anticipatamente per consentire al Commissario giudiziale liquidità di cassa.

IL FUTURO DEI DIPENDENTI, IL CONTRATTO DI AFFITTO E L'ACQUISTO FINALE

Altri due punti su cui i sindacati hanno chiesto un chiarimento sono stati il destino dei lavoratori e i tempi dell'operazione.
La risposta di sabato è stata: «tempi rapidissimi e tutti i lavoratori dentro, due anni di affitto e poi l'acquisto».
Infatti, la proposta prevede 30 giorni di validità dell'offerta e la stipula del contratto non oltre 10 giorni dalla consultazione sindacale prevista per legge.
I dipendenti assunti saranno quelli che risultano dai libri matricola e saranno pagati secondo i contratti collettivi di lavoro, escludendo forme diverse e più onerose per il datore di lavoro, magari assegnate ad personam.
Non è stato chiarito il futuro dei liberi professionisti, anche se sabato – a precisa domanda – c'è stata come risposta che in Molise l'Istituto Irccs ha 400 dipendenti e 250 liberi professionisti.
Infine il contratto di affitto, che fra l'altro consentirà anche l'uso del marchio “Villa Pini” (in realtà il Gruppo Neuromed già possiede in Campania, a Piedimonte Matese (Ce) un'altra Clinica “Villa dei Pini”): durerà 2 anni dalla firma e prevede il mantenimento, ma anche il miglioramento delle attività sanitarie, conservando comunque gli attuali livelli di prestazioni e quindi di personale.
E se tutto andrà bene, si passerà all'acquisto ed alla valutazione di un prezzo congruo. A stabilirlo sarà un collegio arbitrale oppure il presidente del Tribunale, detraendo dal totale i 3 milioni di fitto già pagati.
Insomma, come ha dichiarato telefonicamente Evan Maria Durante, portavoce del Gruppo, «la nostra è un'offerta di portata illimitata. Noi sappiamo bene l'ordine di grandezza delle cifre, ma abbiamo voluto lasciare al Tribunale ampia libertà di azione. Da parte nostra, per quello che dipende da noi, possiamo assicurare la massima velocità di tutti gli adempimenti per consentire una ripartenza lanciata di Villa Pini».

Sebastiano Calella 08/02/2010 16.44