Villa Pini. Neuromed scopre le carte: affitto subito, poi acquisto

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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Villa Pini. Neuromed scopre le carte: affitto subito, poi acquisto
CHIETI. Irrompe la trasparenza nella vicenda Villa Pini: Neuromed, la società molisana attiva nel campo della sanità, scopre le carte e presenta la sua offerta di «affitto di azienda e di successivo acquisto» del Gruppo Angelini.
Lo fa durante un incontro istituzionale alla Provincia di Chieti, il cui presidente Enrico Di Giuseppantonio ha ritenuto meritevole di ascolto la proposta su Villa Pini per la sensibilità che il gruppo ha dimostrato nel coinvolgere il territorio ed i sindacati.
Sullo stesso tasto battono con insistenza anche i sindacalisti presenti (Cgil, Cisl, Uil e Ugl) all'incontro pubblico nella sala del consiglio: «Ringraziamo per l'invito e ci fa piacere sentir parlare di trasparenza: per noi è un pre-requisito per ogni trattativa. E diciamo pure “finalmente” rispetto al problema delle relazioni sindacali che con la vecchia proprietà finora erano state assenti».
«Altro che Termini Imerese – ha spiegato all'inizio Di Giuseppantonio, presentando i vertici di Neuromed – i 1600 posti in crisi nel gruppo Angelini sono una tragedia sociale ed economica di cui non possiamo disinteressarci, visto che la sanità è l'attività economica più importante del territorio. Il bollettino che mi ha presentato Confindustria in questa settimana di crisi aziendali conta 500 nuove unità lavorative che vanno in cassa integrazione. Di qui l'interesse della Provincia, che pure non ha competenze sanitarie, ad ascoltare gli imprenditori che vogliono investire qui per tentare ogni strada pur di invertire la rotta nella crisi occupazionale».

TRASPARENZA E ATTESA PER LA DECISIONE DELLA REGIONE SULL'EVENTUALE BUDGET

Se la trasparenza è stata una delle parole più usate da una parte e dall'altra, altrettanto presenti sono state altre due o tre parole-chiave: rispetto per le decisioni della magistratura, attenzione al piano di rientro dai debiti della sanità, budget che la Regione assegnerà alla clinica con le convenzioni.
«Perché noi siamo interessati a subentrare ad Angelini – ha detto in premessa Erberto Melaragno, presidente di Neuromed – con la nostra esperienza trentennale e con la professionalità testimoniata dal fatto che siamo un Irccs (istituto di ricovero e cura a carattere scientifico), ma ciò dipende dalla giustizia e dalla Regione».
I particolari della proposta presentata pubblicamente e a suo tempo già inoltrata al commissario giudiziale Sergio Cosentino, sono stati illustrati da Fabio Valente, amministratore delegato del gruppo molisano: «La nostra istanza di affitto e di futuro acquisto è già nota e deriva da una valutazione delle procedure che sono in atto sia con la nomina del Commissario giudiziale sia con un eventuale decisione del Tribunale fallimentare e successiva nomina del Curatore fallimentare – ha premesso l'ingegner Valente, facendo riferimento ad un parere dello studio di diritto commerciale Fimmanò & Associati di Napoli – nello specifico noi ci presentiamo perché sappiamo fare sanità a buon livello, come dimostrano le nostre prestazioni di alta specialità ed il fatto che l'80% dei nostri utenti è di fuori regione Molise. E' nostra intenzione utilizzare tutto il personale, subordinando però questo impegno agli accordi con la Regione Abruzzo che ci dovrà dire -se l'operazione va in porto- quali sono le branche che ci riconosce, quale il budget, quali i contratti. L'esito finale, a qualche anno da oggi, è far diventare un Irccs anche Villa Pini che già in passato erogava prestazioni di qualità».



I SINDACATI: «IRRINUNCIABILE LA TUTELA DEI LAVORATORI»

«Fateci capire bene almeno due o tre punti irrinunciabili per il sindacato – hanno chiesto tutte le sigle sindacali presenti – punto primo: c'è la volontà esplicita di una soluzione globale per i problemi del Gruppo Angelini? Punto secondo: sarà assicurata l'integrità delle strutture sanitarie, senza possibilità di altre speculazioni magari edilizie? Punto terzo: i salari pregressi chi li paga? E i debiti? Deve essere chiaro che la valutazione complessiva dei sindacati, dopo questo primo approccio positivo, sarà di carattere globale con una discriminante assoluta: la tutela dei lavoratori, visto anche che il presidente Chiodi ha escluso la possibilità di recuperarli nella sanità pubblica».
E qualcuno in sala ha aggiunto la richiesta di salvaguardare anche i liberi professionisti che operano all'interno del gruppo, mentre i sindacati si sono soffermati poi anche sulla loro assoluta intransigenza rispetto al destino del San. Stefar. che «deve rimanere unito e non dev'essere smembrato, così come vanno recuperate tutte le professionalità esistenti nella riabilitazione».
«Nessuna preclusione di questo tipo da parte di Neuromed e nessun pericolo – ha assicurato Evan Maria Durante – il nostro Istituto ha 400 dipendenti e 250 liberi professionisti. Noi siamo interessati a rilevare tutto, il capitale umano è importantissimo e lo vogliamo valorizzare a pieno. Abbiamo dato al commissario Cosentino una proposta ampia che più ampia non si può. E' chiaro che decide tutto il Tribunale, ma se pensiamo di creare un Irccs, qui in Abruzzo dove finora non c'è, vuol dire che la nostra proposta è seria».

«UNA SOCIETÀ GESTISCE I DEBITI, UN'ALTRA FA FUNZIONARE LA CLINICA»

«Ma in caso di concordato preventivo – hanno insistito i sindacati – i debiti chi li gestisce? I nostri riferimenti chi sono? Il commissario giudiziale che fine farà? Noi avremmo piacere di continuare ad avere un rapporto con lui perché finora Cosentino è stato un interlocutore affidabile».
Qui la discussione si è fatta più tecnica e i riferimenti al parere dello Studio Fimmanò sono stati più frequenti, soprattutto per la gestione dei debiti in caso di concordato preventivo.
In pratica i lavoratori sarebbero tutelati con un'operazione tipo Alitalia: si creerebbero due società: una “cattiva” (la bad company) che gestirà i debiti attraverso il commissario giudiziale ed una buona, che farebbe funzionare da subito Villa Pini. Perché l'esigenza avvertita da tutti è di fare presto sia per far ripartire un treno in corsa, ultimamente frenato dalle vicende giudiziarie, sia per dare una risposta occupazionale immediata. Fumata nera o fumata bianca?



CHIARA ANGELINI CHIEDE LA CIG ANCHE PER LE ALTRE SOCIETÀ

I sindacati hanno espresso valutazioni di attesa, ma in sostanza positive, fissando paletti chiari e aspettando gli eventi giudiziari con la massima attenzione.
La Provincia di Chieti (c'erano anche l'assessore Franca Mancini ed i consiglieri Mario Di Paolo e Luigi D'Alonzo) si è riappropriata del ruolo di protagonista politico, Neuromed ha fatto toccare con mano una proposta finora affidata alle indiscrezioni giornalistiche. E, come si suol dire, ci ha messo la faccia, presentando quello che poteva dire e riservando alla magistratura i contenuti concreti, voce per voce, dell'offerta per subentrare ad Angelini.
Che sono in sintesi: no allo spezzatino del gruppo, lavoratori tutti salvi, professionalità esistenti di nuovo valorizzate, Villa Pini come centro di attrazione sanitaria destinato a diventare un Irccs quando i bilanci saranno in attivo (si è parlato di 5 o 6 anni).
Quasi troppo bello per essere vero, eppure l'impressione che si ha è quella di un'improvvisa accelerazione dei tentativi di salvare la clinica e quello che ruota intorno: oggi pomeriggio Chiara Angelini (ma ci sarà pure il padre Vincenzo Maria) ha convocato i sindacati alle 17 per concordare con loro la richiesta di cassa integrazione anche per le altre società del Gruppo, oltre Villa Pini.
E martedì in camera di Consiglio al Tribunale di Chieti sarà presentata una richiesta di concordato preventivo basata sulla proposta di Neuromed.

Sebastiano Calella 06/02/2010 16.53