Il tribunale annulla provvedimento disciplinare ad ex direttore de Il Centro

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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L’AQUILA. Il tribunale civile dell’Aquila ha annullato qualche giorno fa la sanzione disciplinare irrogata dalla Consiglio regionale dell’ordine dei giornalisti abruzzesi all’ex direttore del quotidiano Il Centro, Antonio Del Giudice.
Superate diverse difficoltà logistiche dovute al terremoto dello scorso 6 aprile, recuperati parte dei verbali e dei faldoni relativi alla causa, su istanza del giornalista, il collegio giudicante ha annullato per meri cavilli formali il provvedimento di sanzione che era arrivato qualche anno dopo la segnalazione della procura di Pescara allo stesso Ordine dei giornalisti.
La vicenda risale al 2006, quando nell'ambito della inchiesta sullo scandalo Fira, l'allora direttore del maggiore quotidiano locale abruzzese, Antonio Del Giudice, venne più volte intercettato al telefono con il principale autore dello scandalo, Giancarlo Masciarelli, presidente della finanziaria regionale che distribuiva i fondi Docup.
Masciarelli proponeva il taglio dell'articolo che doveva raccontare di perquisizioni della finanza nella sede della Fira.
I lettori del quotidiano, infatti, poterono leggere di un semplice controllo della finanza nei locali della Fira, come fosse normale routine, mentre invece si trattò di una perquisizione e di sequestri molto importanti perché diedero una svolta fondamentale proprio all'inchiesta denominata “Bomba”.
Il procuratore di Pescara, Nicola Trifuoggi, decise di inviare gli atti all'Ordine dei giornalisti.
Ne nacque un provvedimento disciplinare che culminò in una sanzione disciplinare (sospensione per sei mesi) ed una pena inferiore all'altro giornalista, Maurizio Piccinino, con un provvedimento datato marzo 2008 sottoscritto dal presidente dell'Ordine Stefano Pallotta.
Dal ricorso presentato da Del Giudice, però, emerge un grossolano errore, puramente formale, relativo al provvedimento notificatogli della sanzione.
In sostanza nel documento fatto recapitare dall'Ordine era presente la sanzione ma non la motivazione, che è parte fondamentale ed essenziale per esercitare il proprio diritto di difesa.
La motivazione, da quanto si apprende leggendo la sentenza del tribunale, sarebbe, invece, stata notificata con un atto successivo ma per il tribunale sarebbe stato emesso «in carenza di potere» da parte dell'ente erogante.
Il difensore dell'Ordine dei giornalisti ha tuttavia giustificato la mancanza della motivazione asserendo che quella notificata era sostanzialmente una bozza del provvedimento ma non il provvedimento in sé.
Il tribunale non ha accettato questa visione che ha giudicato palesemente illogica poiché non si capisce per quale ragione si debba notificare una bozza e quindi un provvedimento non definitivo.
Dunque, per mero errore formale e per difetto di motivazione, quella sanzione disciplinare è stata annullata dal tribunale il quale tuttavia non è entrato nel merito delle ragioni del provvedimento stesso.

06/02/2010 10.09


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