Dipendenti San.Stef.ar. in piazza. Incontro istituzionale per vendita Villa Pini

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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Dipendenti San.Stef.ar. in piazza. Incontro istituzionale per vendita Villa Pini
CHIETI. Esasperati. E al livello di guardia per la pazienza dei dipendenti della clinica del gruppo Villa Pini, San.Stef.ar. Sabato mattina incontro in Provincia con la proprietà del gruppo Neuromed, interessata all'acquisto della clinica del gruppo di Angelini.
C'è voluta tutta l'abilità dei sindacalisti (dal segretario regionale Cgil, Gianni Di Cesare, ai colleghi, Scottu, Ranieri e Gagliardi, a Francesco Traniello, Cisl e agli altri sparsi tra i dipendenti) per contenere la loro rabbia, esplosa nei locali del Polo tecnico della Provincia di Chieti, dove alle 10 era stata convocata un'assemblea.
C'erano anche molti malati accompagnati dalle famiglie: erano giovani, meno giovani, bambini in braccio alle mamme.
Alcuni con handicap evidente, altri apparentemente meno gravi, ma tutti spaesati, pur se consapevoli che qualcosa di importante stava succedendo.



La discussione era centrata sul futuro dei 5 centri San.Stef.ar. (500 dipendenti e circa 500 assistiti solo a Chieti) e su chi continuerà la delicata opera della riabilitazione.
«Una professionalità, quella dei dipendenti, che non può essere smembrata e andare dispersa tra società diverse», ha sottolineato con forza Gianni Di Cesare.
Poi gli interventi, le interruzioni dalla sala, gli appelli a fare presto.
Dall'assemblea, riassumendo gli interventi, è uscita una doppia proposta: aspettare il 9 febbraio mattina, il giorno in cui è prevista l'udienza fallimentare al Tribunale di Chieti, e andare tutti nel pomeriggio dello stesso giorno a Pescara per il Consiglio regionale previsto alle 17 nell'aula del Comune.
«Se entro quella data – hanno detto i sindacalisti confortati dal consenso dei partecipanti – non arriveranno risposte certe dalla politica, noi occuperemo il consiglio regionale. E lo faremo convinti di fare la cosa giusta, non una cosa così, tanto per far vedere».



La risposta giusta, secondo quello che è emerso, è l'affidamento dei pazienti a chi li ha seguiti fino ad oggi, attraverso la presa in carico da parte della sanità pubblica di questo settore delicato dell'assistenza.
Quindi no alle proposte estemporanee che sembrano dettate solo dall'esigenza di fare cassa, risparmiando sulla pelle dei lavoratori.
Al termine dell'assemblea, la decisione di andare in corteo davanti alla Procura della Repubblica per essere ricevuti da procuratore capo Pietro Mennini. Ottimo il lavoro di Polizia e Carabinieri, con l'aggiunta dei Vigili urbani che hanno disciplinato il corteo e bloccato il traffico, poi tutti davanti all'Ufficio delle Poste che ospita gli uffici del Procuratore.
Breve trattativa con la Digos ed una delegazione di 10 persone, quattro sindacalisti e sei genitori di pazienti assistiti, sono stati ricevuti nella biblioteca del procuratore capo (la stampa è rimasta fuori).



La richiesta, ma anche l'impegno del procuratore, è stata unica: che ciascuno faccia presto e bene il suo dovere, come hanno riferito dopo l'incontro i sindacalisti ai dipendenti che rumoreggiavano e avevano scandito slogan per tutto il tempo di attesa. Anche qui la pazienza e la professionalità degli agenti e dei funzionari di Polizia e dei Carabinieri sono riuscite a contenere le proteste più accese, anche se nessuno dei manifestanti ha dato motivo di interventi perché la manifestazione è stata pacifica ed ordinata.
Certo è comunque che la protesta era indirizzata contro chi ha consentito, senza intervenire, che la situazione degenerasse fino a questo punto di non ritorno.

Sebastiano Calella 05/02/2010 15.28

L'ASSESSORE:SCARTATA SUBITO IPOTESI TRASFERIMENTO PAZIENTI

«Ho sempre avuto un buon rapporto con la Cgil e faccio fatica a comprendere le ragioni della posizione assunta nella vicenda San.Stefar., che, peraltro, mi sta particolarmente a cuore».
«Forse è opportuno ricordare», continua l'assessore, «che l'ipotesi di rivolgersi ad altre strutture private per garantire la continuità dell'assistenza ai pazienti dei centri San.Stefar -era stata presa in considerazione solo a seguito dell'urgenza dettata dal concreto rischio di interruzione delle prestazioni da parte degli operatori San.Stefar. Subito dopo, però, questa eventualità è stata del tutto accantonata dal momento che gli stessi lavoratori hanno deciso di proseguire l'attività fino a martedì 9, in attesa dell'esito dell'istanza fallimentare presentata presso il Tribunale di Chieti. La scelta di attendere quella data prima di individuare qualsiasi tipo di soluzione, sia per i pazienti che per i lavoratori che li assistono, - ha sottolineato Venturoni - è stata decisa e concordata con il sindacato. Del resto, al momento, non sappiamo quale potrà essere la decisione del giudice ed ogni passo, in una direzione o in un'altra, sarebbe quantomeno azzardato poichè potrebbe cambiare completamente lo scenario. Alimentare, quindi, questo clima di tensione tra i lavoratori - conclude - non giova a nessuno e non serve certo a risolvere il problema».
06/02/10 8.40

SABATO MATTINA L'INCONTRO CON NEUROMED

Neuromed, la società che vuole acquistare Villa Pini, domani mattina avrà un incontro con Enrico Di Giuseppantonio, il presidente della Provincia di Chieti.
All'incontro sono stati invitati anche i sindacati.
Come si ricorderà, il gruppo molisano è stato il più tenace nel suo avvicinamento alle Cliniche di Enzo Angelini ed oltre ad aver presentato una richiesta ufficiale anche alla cancelleria del Tribunale di Chieti (di cui abbiamo già dato notizia), aveva scritto anche una lettera al presidente della Regione Gianni Chiodi ed a quello della Provincia di Chieti.
Di Giuseppantonio ha risposto dichiarandosi interessato alla sollecitazione del Gruppo interessato all'acquisto.
Di qui l'appuntamento di domani mattina per conoscere finalmente il piano industriale e quello finanziario proposto per rilevare la proprietà di Villa Pini.
05/02/2010 10.07




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