Privatizzazione Cup Pescara: Acerbo e Saia: «si potevano salvare i precari»

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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PESCARA. La direzione della Asl di Pescara avrebbe affidato il servizio di prenotazione (Cup) ad una ditta privata esterna per un costo annuo di 550.000,00 euro.

I consiglieri Antonio Saia (Partito dei Comunisti Italiani) e Maurizio Acerbo (Rifondazione Comunista) hanno presentato una interpellanza per avere risposte in merito a questa privatizzazione, pure annunciata da tempo.
L'iniziativa di affidare il servizio ad un esterno risponderebbe all'esigenza, ormai improrogabile, di porre fine al grave disservizio che sì è creato presso i Cup della Asl di Pescara (come anche preso gli sportelli per la scelta del medico e/o pediatra) a causa del licenziamento del personale precario avvenuto alcuni mesi orsono.
Ma secondo Saia e Acerbo «con tale ingente somma si sarebbero potuti rinnovare i contratti a circa 40 precari».
I due sottolineato anche il fatto che il Consiglio Regionale con una risoluzione approvata in aula ha impegnato la Giunta Regionale a cercare la possibilità di procedere alla riassunzione del personale precario licenziato.
Perchè poi è stata scelta un'altra strada?
Adesso Saia e Acerbo chiedono al presidente della Giunta Regionale e l'assessore alla Sanità per chiedere quali sono i termini dell'appalto; se è vero che il costo annuo ammonterebbe alla considerevole somma di 550.000,00 euro; se non ritengano opportuno ed urgente intervenire nei confronti della ASL di Pescara per chiedere l'immediata revoca dell'appalto in parola o, quanto meno, la previsione nel bando dell'obbligo di reimpiego del suddetto personale».
I due consiglieri chiedono anche se «non ritengano altresì necessario che, anche per evitare sperequazioni rispetto ai soggetti impiegati negli altri sportelli della ASL, che venga richiesto nel bando l'obbligo per l'impresa aggiudicataria di applicare ai dipendenti il contratto collettivo nazionale della sanità».
05/02/10 10.55