Villa Pini, Gagliardi (Cgil): «soluzioni inaccettabili di Chiodi e la sua giunta

Alessandro Biancardi

Reporter:

Redazione PdN

Letture:

4111

CHIETI. Sospetti della Cgil sulle mosse della Regione: «si vogliono attuare soluzioni inaccettabili» FIALS: «CIG NON RISOLVE IL PROBLEMA»
«E' brutto dirlo – commenta a caldo Andrea Gagliardi, Cgil – ma l'impressione che si ricava in questi giorni è che la Giunta regionale nel suo complesso, quindi non solo l'assessore Venturoni, stia lavorando per Villa Pini ad una soluzione inaccettabile: far rientrare i debiti della sanità come previsto dal Piano attraverso i risparmi di spesa della riabilitazione e di Villa Pini in generale. Risparmiare cioè sulla pelle dei lavoratori i 70 milioni che non verranno più dati ad Angelini. Lo diremo pubblicamente nell'assemblea di stamattina e diremo anche che a queste condizioni non ci stiamo».
Sono ancora valide le proposte della Commissione senatoriale?
Qualcuno le mette in discussione: «La Commissione non ha inventato nulla, ma le sue proposte sono nate da un confronto anche con la Regione. E' inspiegabile che oggi qualcuno voglia fare marcia indietro: le promesse e gli impegni si mantengono, soprattutto quando vengono dalle Istituzioni».
Sul prossimo incontro Chiodi-Marino, peraltro slittato di una settimana, cerca di stemperare le polemiche Luigi Zappacosta, dipendente di Villa Pini, ma anche presidente del Collegio Ipasvi che raggruppa tutti gli Infermieri: «Non è tempo di polemiche tra i politici o di distinguo sulle parole. Chi è stato eletto in cariche istituzionali dovrebbe occuparsi unitariamente della soluzione dei problemi del Gruppo Villa Pini».
«Io c'ero all'assemblea del personale che si è tenuta in Provincia con la Commissione del Senato – continua Zappacosta – e ricordo perfettamente che fu assicurato che la soluzione percorribile era quella dei dipendenti che seguono i malati. Si parlò di concorsi per titoli, di cassa integrazione per tutti, di disponibilità del sub commissario Giovanna Baraldi a valutare la compatibilità dell'operazione con i conti e con i debiti della sanità ecc. ecc. Ora spuntano nuove ipotesi, nuove proposte, idee mai discusse. Non tocca a me dirlo, perché spetta ai sindacati: però siamo tutti molto perplessi».
E non a caso proprio questa mattina è prevista l'assemblea dei dipendenti San.Stefar. (forse ci saranno anche i pazienti) preoccupati – a dir poco – delle soluzioni proposte dall'assessore Venturoni e cioè il possibile affidamento della riabilitazione agli istituti no-profit operanti in Abruzzo.
«Insomma lo smembramento di questa attività, senza nessuna garanzia per i dipendenti – commenta Mimmo Rega, Uil Fp – capisco tutte le difficoltà normative, i paletti del Piano di rientro e così via. Ma la proposta è irricevibile perché – pur ammettendo per ipotesi che questa sia la soluzione giusta e non lo è - non è accompagnata da tutele e garanzie per il personale, né dal punto di vista della quantità né da quello della qualità dei nuovi, eventuali contratti di lavoro per chi sarebbe chiamato a lavorare. Li riprendono tutti? Quali sono i livelli contrattuali? Viene riconosciuta l'anzianità pregressa? La Regione dovrebbe essere più chiara e concertare con i sindacati le soluzioni, senza fughe in avanti di natura estemporanea. Il mio sindacato ha proposto la creazione di una società pubblica attraverso la quale assumere il personale. E' valida come proposta? Non lo è? Discutiamone senza pregiudiziali».

Sebastiano Calella 05/02/10 10.20


FIALS: «CIG NON RISOLVE IL PROBLEMA»

«Innnanzitutto bisogna occuparsi complessivamente dei lavoratori che appartengono al gruppo. Si parla molto, giustamente, dei dipendenti di Villa Pini ma ci si dimentica di quelli delle strutture collegate». A prendere posizione e' Gabriele Pasqualone, della segreteria regionale Fials.
«Quasi tutti - aggiunge - dicono che l'obiettivo da raggiungere e' ottenere la Cassa integrazione. Ma ammesso che si faccia non si e' risolto il problema. Era una soluzione da adottare da tempo - sono 9 i mesi che centinaia di famiglie sono senza stipendio - ma la Cassa integrazione non risolve il problema. Bisogna dire con molta chiarezza quale sarà il futuro dei lavoratori. Siamo contrari - dice Pasqualone - che altri imprenditori di fuori regione vengano in Abruzzo a moltiplicare i problemi della sanita' regionale. Siamo favorevoli che i posti letti vengano ridistribuiti alle strutture pubbliche e private della regione - in possesso dei previsti requisiti di legge - secondo le effettive esigenze del territorio, con il conseguente riassorbimento di tutti i lavoratori che hanno una notevole esperienza professionale. Questa potrebbe essere una occasione per effettuare quei tagli di posti letto decisi dalla regione, che altrimenti andrebbero ad incidere sulle strutture esistenti mettendo a rischio l'occupazione di altri lavoratori. La regione Abruzzo deve fare la sua parte, facendo una legge apposita che salvaguardi tutti i lavoratori del Gruppo. Cosi' facendo - osserva infine il rappresentante della Fials regionale - salvaguarderà anche i cittadini che usufruiscono delle strutture, soprattutto riabilitative, che erano attive».