Testamento biologico, la questione ritorna al consiglio comunale

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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PESCARA. E’ stata depositata ieri mattina al Comune di Pescara la mozione del Consigliere comunale Giovanni Di Iacovo (Sinistra e Libertà) per istituire anche a Pescara il Registro dei Testamenti Biologici.

Il Testamento Biologico è un documento con il quale il cittadino può esprimere la propria volontà in merito al trattamento medico che intende o non intende accettare nell'infausta eventualità in cui dovesse trovarsi nella condizione di incapacità di esprimere il proprio diritto di acconsentire o non acconsentire alle cure proposte per malattie irreversibili o invalidanti.
Il Testamento Biologico è oggi attivo in moltissime città italiane tra cui Roma, Firenze, Genova, Pisa, Rimini, Bologna fino all'intera provincia di Cagliari, e il Rapporto Eurispes 2010 conferma che l'82% degli italiani è favorevole.
Ma la strada a Pescara si prevede tutta in salita.
«Il testamento biologico è un utile strumento di decisione anche per il medico», ricorda Iacovo, «cui viene offerto un idoneo supporto orientativo per le proprie valutazioni sull'effettiva volontà del paziente, quando questi non fosse più in grado di esprimerla nella fase finale della propria esistenza».
Per questo il l'esponente di Sinistra e Libertà chiede che anche il Consiglio Comunale di Pescara approvi «questo importantissimo provvedimento che riguarda la vita, la libertà e la salute di ciascun cittadino».
«Rivendichiamo l'indipendenza dei cittadini nella scelta delle terapie, come scritto nella Costituzione», aggiunge Di Iacovo. «Rivendichiamo tale diritto per tutte le persone, per coloro che possono parlare e decidere, e anche per chi ha perso l'integrità intellettiva e non può più comunicare, ma ha lasciato precise indicazioni sulle proprie volontà».
Una proposta di delibera è stata già presentata il 21 Luglio 2009 anche dal consigliere di Rifondazione Comunista, Maurizio Acerbo.
La proposta doveva essere trasmessa entro 20 giorni alla commissione consiliare competente per il parere e poi andava posta all'esame del Consiglio Comunale.
«Purtroppo invece», spiega Acerbo, «l'iter è diventato pachidermico e al momento non si sa bene in quale ufficio sia dispersa.
Invito il Presidente del Consiglio Licio Di Biase ad attivarsi per la tutela del diritto di iniziativa dei consiglieri e per il rispetto dello Statuto e del Regolamento».
Ha già espresso la contrarietà al Registro, invece, il consigliere Massimiliano Pignoli (Lista Teodoro) in quanto la sua istituzione creerebbe «conflitti morali in situazioni tanto delicate, che la politica non dovrebbe mai strumentalizzare, com'è invece purtroppo accaduto nel ‘caso' Welby o Englaro”».

04/02/2010 9.58

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