Un verbale parla di Mileti e D'Alesio e degli affari in giro per il mondo

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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IL DOCUMENTO. ABRUZZO. Emergono indizi e connessioni dalle carte di alcuni processi importanti che sono stati incardinati nella nostra regione. Indizi, forse nulla di più. Coincidenze, forse nulla di più.





Nella ricerca delle tangenti di più processi gli inquirenti hanno seguito varie piste senza trovarle: c'era la pista Svizzera, quella di San Marino, quella di Londra, quella dei Balcani e molte altre.
Gli inquirenti spesso sono stati costretti ad abbandonare per mancanza di mezzi, scarsa collaborazione dalle banche estere o per insufficienza di prove (anche così si esce puliti dai processi).
Un giornalista, invece, può raccontare i fatti di interesse pubblico anche se non costituiscono reato.
Tra le carte dei 50 faldoni dell'inchiesta sulla Sanità, quella che ha portato all'arresto, tra gli altri, anche l'ex presidente della Regione, Ottaviano Del Turco, si trovano alcuni verbali che forniscono informazioni interessanti anche se de relato, anche se in parte impossibili da verificare.

CHI E' ORIANO MATTEI

Oriano Mattei è un broker finanziario residente a Milano ma di casa a Lugano, in Svizzera. Mattei frequenta banche e avvocati.
Un giorno del 2003 si accompagna ad un certo Giancarlo Sironi per le vie di Chiasso, in Svizzera, nel Canton Ticino, e quest'ultimo, sapendo di sue conoscenze a Pescara, gli indica due persone.
Mattei in una sua deposizione ai finanzieri racconta che per un periodo ha avuto come legale Patrizia D'Agostino di Chieti (e con studio a Roma) e che a Pescara conosce solo un certo R. D.A..
Mattei da anni dice di essere vittima di una intricatissima spy story internazionale nella quale fanno capolino capi di governo e servizi segreti ma soprattutto tantissimi soldi. Un affare da un miliardo di dollari che tirerebbe in ballo il capo del governo del Montenegro, Milo Djukanovic, il quale sarebbe rappresentato in Italia da quel Sironi che passeggia con Mattei per Chiasso nel 2003.
Nei tantissimi articoli che si trovano in Rete sul caso, la vicenda risulta connessa anche agli scandali Telekom Serbia, si cita l'ex capo dei servizi segreti Nicolò Pollari, ed ex esponenti del Sisde.
Di casa nei Balcani è anche l'amico pescarese di Mattei che pare non conoscere molto dell'Abruzzo se non attraverso questo personaggio, R.D.A., che non ama i riflettori, imprenditore con precedenti penali e contatti dall'Albania alla Russia.

MILETI E D'ALESIO

Ma quel giorno del 2003 per corso San Gottardo di Chiasso, Giancarlo Sironi, collaboratore dello studio dell'avvocato Campana, indica a Mattei due abruzzesi: «li vedi quelli lì? Sono abruzzesi».
Secondo la deposizione di Mattei si sarebbe trattato di Italo Mileti e Claudio D'Alesio, proprio i due personaggi recentemente indagati per corruzione in concorso con l'accusa di aver tentato di sabotare e pilotare un appalto nella ricostruzione della sede aquilana della Asl.
Sironi spiega a Mattei che i due frequentano lo studio legale Campana-Maderni di Chiasso.
«Nel 2006», spiega ancora Mattei alla Gdf in un verbale dell'11 gennaio del 2007, «il mio amico di Pescara mi dice che ci sono stati degli arresti eclatanti riguardanti la Fira e scopro che sarebbero stati occultati fondi. Così mi attivo per reperire notizie sulla piazza di Lugano».
Il racconto è ampio e particolareggiato anche se al momento non si può ritenere che sia stato verificato. Si indicano anche tre personaggi che Mattei chiama «fiduciari», cioè avrebbero la funzione di gestire patrimoni in Svizzera con i quali i due pescaresi avrebbero contatti frequenti.
I tre personaggi risultano poi indagati in una inchiesta per reati connessi al riciclaggio di denaro.
Mattei riferisce ancora che Sironi gli aggiunse che era stato lui a presentare ai tre personaggi Mileti e D'Alesio.
«E' meglio precisare», spiega Mattei agli inquirenti che lo ascoltano, «che per aprire un conto cifrato in Svizzera (cifrato e non ordinario in quanto i fondi da depositare se non sono dichiarati sono presumibilmente di natura illecita) occorrono una cospicua provvista ed un fiduciario che operi in nome e per conto del depositante con le banche e nel contempo garantisca la lecita provenienza. Tale certificazione viene svolta da un notaio».
Nella sua spontanea opera di ricerca Mattei riferisce anche che a Lugano sarebbero stati visti anche un «tale Angelini titolare di cliniche private», «una certa D'Antuono», presumibilmente Carolina, indagata nello scandalo Fira e componente della associazione a delinquere contestata dalla Procura di Pescara.
Cè poi un'altra informativa della Finanza, datata 2007, nella quale si parla anche di altri viaggi di D'Alesio in Romania e legati alla «vicenda Fira» insieme a «D'Antuono Carolina detta Marina» e poi anche a Lugano, San Marino ed in Serbia.
Questi ultimi dettagli sarebbero emersi grazie ad una fonte confidenziale degli inquirenti e mai svelata.
Difficile sapere quanta verità ci sia nelle dichiarazioni riportate da Mattei e se e come la procura sia riuscita a verificare questi dettagli finora inediti.
Di sicuro si sa che i soldi non sono stati trovati anche se alcune tracce sarebbero state riscontrate.

PROCACCIATORI DI AFFARI E INTERMEDIARI NEL MONDO

Il dato che potrebbe emergere sarebbe la iper attività di Mileti e D'Alesio come procacciatori e intermediari da almeno un decennio con all'attivo decine e decine di "affari" da milioni di euro in giro per il mondo anche in collaborazione con il collega Giancarlo Masciarelli, tra l'altro oggi impegnato con consulenze nella ricostruzione aquilana.
Italo Mileti è stato assessore in quota Forza Italia nella giunta di Giovanni Pace, ex ufficiale della Aereonautica, mediatore e procacciatore di affari, consulente anche della Mediass Gpa, la società di assicurazioni che ritorna proprio nell'inchiesta sull'appalto pilotato della Asl dell'Aquila che ha portato all'arresto di Mileti e D'Alesio per corruzione in concorso.
Claudio D'Alesio, invece, è grande amico di Giancarlo Masciarelli e con lui è stato alla Fira anche dopo lo scandalo giudiziario. Anche lui per lavoro fa il consulente ed il procacciatore di affari.
Dalle indagini è emerso anche che Mileti e D'Alesio avrebbero stipulato accordi con la più grossa azienda di gas russo, alcuni mesi fa, mentre non sono sporadici nemmeno contatti con sceicchi arabi.
Insomma abruzzesi che si danno molto da fare e che vantano amicizie importanti e lavorano gomito a gomito con i più longevi amministratori.

CHI E' PATRIZIA D'AGOSTINO

Come detto Mattei, coinvolto nella “spy story internazionale” viene difeso per un periodo da Patrizia D'Agostino.
Il nome della D'Agostino si trova sia tra le carte del processo di Vasto sulla truffa presunta operata da Giancarlo Masciarelli per la svendita dell'ex pastificio Delverde, sia nella inchiesta Fira.
D'Agostino era la titolare di una società (Soipa) che avrebbe dovuto riacquistare il pastificio di Fara San Martino all'asta fallimentare del tribunale di Chieti. Gli inquirenti si accorsero che l'offerta della Soipa era praticamente uguale a quella del Molino Alimonti e sospettarono una regia comune, quella di Masciarelli.
Le notizie sulle indagini (era il 2005) fanno poi naufragare il tentativo di riacquistare l'azienda ormai decotta.
L'avvocato D'Agostino è la moglie del noto commercialista di Chieti, Giacomo Obletter, stretto collaboratore a vario titolo di Masciarelli e Fira, a capo del locale circolo del Rotary, e uomo molto influente.

CHI E' OBLETTER

Anche il nome di Obletter ricorre spesso nell'inchiesta Fira nella quale è indagato così come nella sanitopoli abruzzese e sempre per aver operato in coppia con Masciarelli.
Ma soprattutto ritorna nell'indagine su Giuseppe Spadaccini, l'imprenditore abruzzese famoso per aver vinto una contestata gara di appalto per la gestione dei Canadair, fortemente sponsorizzato da Forza Italia.
L'accusa per Spadaccini è quella di aver evaso milioni di euro al fisco ed aver trasferito strumentalmente le sedi delle sue società all'estero (Madeira).
Tra le altre cose risulta indagato nell'inchiesta (che dovrebbe essere alle battute finali) anche Leonardo Valenti, il manager che poi dirigerà la Delverde dopo l'acquisizione da parte dell'imprenditore Zappacosta, avventura appena conclusa con la vendita del pastificio agli argentini della Molinos che non ebbero fortuna durante la gestione Masciarelli-Picciotti.
Connessioni, punti di contatto e nomi che si intrecciano e infittiscono la trama.

SPADACCINI –ARACU

Non è un caso che l'imprenditore Spadaccini condivida un appartamento-ufficio con l'onorevole Aracu, nel quale figura la sede legale di alcune società.
I due condividono tutto, persino la segretaria.
Amici da un decennio, hanno passato spesso splendide vacanze estive ad inizio duemila in Sardegna in un villaggio turistico dove poi entrambi hanno fatto investimenti immobiliari.
Erano vacanze splendide e c'era l'Abruzzo che conta e contava tra i quali si ricordano oltre Aracu e Spadaccini, Vincenzo Angelini, Giancarlo Masciarelli e poi, secondo i racconti della ex moglie di Aracu, anche Enrico Paolini, già assessore regionale al Turismo, nel frattempo diventato vice presidente del Comitato dei Giochi del Mediterraneo sotto la presidenza Aracu, ed oggi manager di una delle società dello stesso Spadaccini.
Di Aracu si è parlato recentemente per una richiesta di arresto negata dal gip ma solo per l'insussistenza delle ragioni cautelari legate al pericolo di fuga, inquinamento probatorio e reiterazione del reato.
Sarebbero però emersi numerosi presunti reati legati ad attività delle ditte che fanno capo al deputato azzurro e alla distrazione di fondi, nonché rapporti con banche svizzere.
Negli anni in cui Aracu era coordinatore di Forza Italia si sviluppava la presunta truffa della Fira scoperta dalla Procura di Pescara e si accertavano contatti tra alcuni degli indagati con San Marino e le triangolazioni estero su estero in banche della Svizzera e della Gran Bretagna segno della grande dimestichezza con le banche anche quando con loro bisognava stabilire i criteri per gestire i centinaia di milioni delle cartolarizzazioni.

a.b. 02/02/2010 9.28

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