Villa Pini: scatta la cassa integrazione

Alessandro Biancardi

Reporter:

Redazione PdN

Letture:

5258

Villa Pini: scatta la cassa integrazione
CHIETI. Scatta la cassa integrazione per i 600 dipendenti di Villa Pini. «Ma è vero?», «spiegami meglio, io ci rientro?», «i soldi arrivano sicuro?».





La notizia ha provocato per un pò un black-out dei telefonini dei sindacalisti ed anche del commissario.
Insomma un grosso sospiro di sollievo per i dipendenti eroici ed un premio per i sindacati che hanno tenuto duro ed infine hanno vinto la battaglia in difesa di chi ha lavorato e si è battuto per difendere il suo posto di lavoro.
Ma ci sono buone speranze anche per gli altri operatori del Maristella, della Santa Maria di Avezzano e di tutti i San Stefar per la disponibilità di Chiara Angelini di attivare gli stessi ammortizzatori sociali.
Sperano anche i dipendenti delle società di servizio, ancora intestate ad Enzo Angelini, perché anche lui avrebbe deciso analogo atteggiamento.

FINALMENTE 13 SETTIMANE DI CASSA INTEGRAZIONE A ROTAZIONE

Dunque, si sblocca tutto in un giorno solo il lungo contenzioso sugli stipendi non pagati da quasi un anno, dopo un incontro, in un clima di ampia collaborazione, tra il commissario giudiziale Sergio Cosentino (con il suo staff: figlio Luca, commercialista anche lui, e Francesca Catini, medico) ed i sindacati.
Al termine è stato siglato un accordo che consentirà 13 settimane di cassa integrazione in deroga, poi prorogabili, a partire dal 29 gennaio.
La delibera è prevista per l'8 febbraio, ma nell'elenco già partito per motivi burocratici e per accelerare i tempi, era inclusa anche Villa Pini.
I soldi forse arriveranno entro la fine di febbraio e a quanto è dato sapere, l'Inps ha già predisposto ogni iniziativa per accelerare al massimo l'erogazione dei pagamenti. All'incontro per i sindacati c'erano Gagliardi, Ranieri e Scottu (Cgil), Spina e Farina (Cisl), Rega, Giangrande, Cardo (Uil), De Gregorio e Morabito (Ugl).
Cerasoli e Falzani (Cimop medici).
«Visto che la società Villa Pini, esercente attività sanitaria, versa in una conclamata situazione di crisi economica, si richiede la cassa integrazione per 600 dipendenti con il contratto della Sanità privata, così come previsto dall'accordo della Regione Abruzzo del 27 aprile e 30 aprile 2009».
Così più o meno recita l'accordo sottoscritto al termine della riunione che ha esaminato anche la rotazione dei dipendenti. Ad esempio per Radiologia resteranno in servizio 2 medici e 4 tecnici e nessun infermiere. E così anche per altri reparti è stato stilato un calendario di presenze e di cassa integrazione. I numeri ufficiali sono questi: 635 dipendenti di cui 607 a tempo indeterminato e 28 a tempo determinato. La cassa integrazione interessa subito 550 persone.

NIENTE SOLDI IN CASSA

E' stata fatta anche una sommaria ricognizione della cassa, ma sembra che non ci siano soldi disponibili e quelli che si dovessero liberare sono già prenotati da vari pignoramenti.
Dunque, è emersa una proposta di chiedere dal primo febbraio alle Asl l'immediata erogazione dei pagamenti al Commissario, ma su questo punto il Commissario ha fatto notare che è di sua competenza ogni atto amministrativo.
«Registro con soddisfazione l'evoluzione positiva della vertenza, il che serve anche a svelenire il clima – ha detto telefonicamente Cosentino – stasera con i sindacati c'è stata una buona intesa, la mattina l'ho trascorsa in Regione per gli aspetti burocratici della domanda di cassa integrazione, che io preferisco chiamare per gli ammortizzatori sociali. Ho dovuto consultare e ritirare la modulistica che serve in questi casi, perché la domanda è complessa e non è un semplice foglio di carta. Ma ormai la pratica è avviata e sono fiducioso anche per le altre società».
Dunque, il tempo di compilare gli elenchi precisi e da subito resteranno a lavorare solo un centinaio di persone a rotazione, per consentire la ripresa dell'attività assistenziale, anche se in forma ridotta.

Sebastiano Calella 02/02/2010 8.15

CONDIVIDI GLI ARTICOLI DI PDN SU FACEBOOK