Cosentino:«creare nuovo clima di collaborazione per il bene dei dipendenti»

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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Cosentino:«creare nuovo clima di collaborazione per il bene dei dipendenti»
LA SVOLTA DI VILLA PINI.CHIETI. «Sì, siamo qui da stamattina presto e lavoreremo tutto il giorno. Tecnicamente è già avvenuto lo “spossessamento” della proprietà della Clinica. Ora dobbiamo cominciare ad esaminare i documenti».





Sergio Cosentino, commissario giudiziale per Villa Pini nominato venerdì mattina dalla Procura di Chieti, è già al lavoro in una clinica quasi deserta e riceve PrimaDaNoi.it nel suo nuovo ufficio.
«Debbo dire», aggiunge, «che c'è stata massima collaborazione del personale e della proprietà. Poi debbo prendere confidenza anche con i telefoni, le luci, le chiavi, i cassetti. Sono gli aspetti pratici di cui bisogna comunque impossessarsi».
L'appuntamento era per le 9,30, ma già da un pezzo il commissario è su, negli uffici che fino a pochi giorni fa erano di Chiara Angelini e prima di suo padre Enzo.



Al piano terra il direttore sanitario, Rocco Salini, l'unico rimasto in carica della vecchia gestione, è in giro per i reparti con la dottoressa, Francesca Catini, (ex medico della Direzione sanitaria dell'Ospedale di Pescara ai tempi di Stuppìa), che affianca Cosentino per la parte sanitaria.
La Clinica è quasi deserta, un pò per il sabato, un altro pò (molto) perché di pazienti ce ne sono veramente pochi, dopo i trasferimenti dei giorni scorsi.
Anche il bar è quasi inattivo, l'ampio salone è più vuoto con le poltrone Frau che sembrano abbandonate.
Il display delle prenotazioni funziona regolarmente, ma non c'è la voce che chiama i numeri di chi sta in fila per una prestazione.
Il tutto sotto l'occhio assorto ed un pò preoccupato di Guido Angelini e di sua moglie (i genitori di Enzo) qui raffigurati con due bei bronzi di Luciano Primavera.
Nessuno sbarramento come in passato per accedere al primo piano, dove Cosentino è già al lavoro con un suo collaboratore, che poi scopriamo essere il figlio, anche lui commercialista.
«Praticamente ci avete dormito a Villa Pini...».



CASSA INTEGRAZIONE ED INCONTRO CON SINDACATI E ASL

«Il lavoro da fare è tanto e quindi abbiamo cominciato subito a prendere contatto con gli uffici amministrativi – spiega sorridendo Cosentino, che non pare preoccupato della mole di carte che dovrà esaminare – ci anticipiamo qualche cosa perché così lunedì mattina sarò presto in Regione per avviare la richiesta di cassa integrazione in deroga. Dopo una prima ricognizione della situazione, passeremo alle decisioni operative».
Ma già conosceva la complessità di questo Gruppo?
«Io faccio un lavoro (consulente del tribunale e della Procura, ndr) che mi ha consentito di conoscere per sommi capi il profilo amministrativo del Gruppo, adesso conoscerò direttamente anche quello contabile con riferimento solo a questa società Villa Pini, che pure è inserita nel Gruppo. Già ho parlato con la proprietà e mi ha assicurato la sua disponibilità».
Il telefono squilla con insistenza ma Cosentino non risponde perché non sa se tocca a lui.
Lo toglie dall'imbarazzo un'impiegata che entra per annunciare che sta arrivando Enzo Angelini, che subito dopo appare nel corridoio.
Una visita casuale, di pura cortesia perché chi dirige è sua figlia Chiara e lui si trova lì perché Villa Pini è il suo giocattolo.
Poche parole di circostanza tra i due, poi Angelini se ne va e continua la chiacchierata con il nuovo Commissario.



MENTRE SI CONTROLLA LA CONTABILITÀ, LA CLINICA CONTINUA A FUNZIONARE

«Intanto cercherò subito un incontro con i sindacati – spiega Cosentino – per il problema della Cig in deroga, anche se questi ammortizzatori sociali con la Regione sono più semplici degli altri».
Appare evidente l'esperienza del curatore fallimentare che ha già seguìto procedure importanti, come quella della Tecnomet (che aveva circa 300 dipendenti) o come l'esercizio provvisorio della Anteo di Pescara.
A 68 anni, con 30 di professione nel settore fallimentare, il nuovo commissario sembra l'uomo giusto al posto giusto.
Anche per le sue radici chietine e per i ricordi della sua infanzia a Chieti, i suoi amici, la sua famiglia di origine che ancora vive qui numerosa.
«Insieme ai sindacati vedrò poi anche la Asl, per fare i conti sui crediti e sui debiti, quindi la Regione per la questione dell'accreditamento. Il tutto in tempi strettissimi, senza dimenticare di informare quotidianamente anche la Procura. Un'altra cosa a cui tengo moltissimo è stemperare il clima di tensione che c'è. E che sarà pure giustificato, ma che deve cambiare perché tutti debbono essere sicuri che stiamo lavorando per loro».
Ma la Clinica continuerà ad operare?
«La Clinica continua a funzionare come struttura sanitaria – continua – e per questo chiederò la collaborazione dei sindacati anche per la gestione dei 600 dipendenti che ci sono. Non li posso mettere tutti in cassa integrazione, perché i servizi continuano e quindi i dipendenti ruoteranno. Per questo mi affianca la dottoressa Catini».

IL DESTINO DI VILLA PINI? «IN MANO ALLA MAGISTRATURA»

E il giorno 9 febbraio che succederà?
«Non faccio il mago, ma a titolo personale e come esperto del settore immagino che la proprietà avanzerà una richiesta di concordato preventivo su cui il Tribunale deciderà. Come deciderà l'eventuale fallimento o l'applicazione della legge Prodi, che è un pò più complessa perché c'è la nomina di tre commissari da parte del Ministero. Ma per tornare alla Clinica, anche l'esercizio provvisorio eventuale non interrompe il funzionamento della struttura».
Insomma quale destino per Villa Pini?
«Io so solo che debbo lavorare con le competenze della mia nomina – conclude Cosentino – e posso assicurare che ce la metterò tutta».
Al termine della chiacchierata con PrimaDaNoi.it il commissario ci accompagna fin giù nel salone, dove si avvicina il solito malato che chiede la sigaretta o qualche spicciolo. Dalla reception le impiegate lo richiamano, mentre per il giro della clinica spuntano Salini e Catini, che però rifiuta cortesemente ogni dichiarazione.
«Nei prossimi giorni» promette la dottoressa.
Incuriosito il dottor Di Flaviano chiede notizie sulle future mosse del nuovo vertice aziendale.
Ed il discorso scivola sul lavoro dei medici, soprattutto dei liberi professionisti, che operano a Villa Pini anche loro senza stipendio e senza la possibilità di ottenere la cassa integrazione.
Che ne sarà di loro?
Un altro problema a cui nessuno aveva finora pensato.
Ma non sarà l'ultimo, a quanto pare di capire.

Sebastiano Calella 30/01/2010 15.52