Alfano a L'Aquila: «ci sono giudici che non rispettano il Parlamento»

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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Alfano a L'Aquila: «ci sono giudici che non rispettano il Parlamento»
L'AQUILA. La cerimonia di inaugurazione dell'anno giudiziario del distretto della Corte d'appello dell'Aquila si è aperta con i magistrati che hanno sfilato indossando toghe nere, anzichè quelle rosse di Ermellino, in segno di lutto per il terremoto del 6 aprile 2009. * ALL'ESTERNO IL SIT IN CONTRO IL PROCESSO BREVE
«Caro ministro, l'anno giudiziario lo apre ancora il presidente della corte d'appello fino a quando non ci sara' la riforma».
Così, un po' ironicamente, il presidente della corte d'appello dell'Abruzzo, Giovanni Canzio, ha replicato al ministro della giustizia, Angelino Alfano, che al termine del suo intervento all'Aquila presso l'auditorium della guardia di finanza, aveva dichiarato aperto l'anno giudiziario.
Durante la cerimonia i magistrati hanno messo in atto una protesta silenziosa stringendo tra le mani la Costituzione.
E' stato lo stesso presidente della Corte, Giovanni Canzio, aprendo la relazione sull'amministrazione della giustizia, a sottolineare l'iniziativa di indossare le toghe nere.
«La notte del 6 aprile», ha ricordato il presidente, «L'Aquila e il suo circondario sono stati colpiti da un terremoto distruttivo di vaste proporzioni, che ha fatto crollare, in tutto o in parte, la quasi totalità degli edifici pubblici, fra i quali il Palazzo di Giustizia che ospitava, oltre alla Corte d'appello e alla Procura generale, anche il tribunale ordinario, la Procura della Repubblica e il tribunale di sorveglianza».
«I magistrati e quasi tutto il personale amministrativo residenti all'Aquila - ha continuato Canzio - hanno perduto la propria abitazione, trasferendosi in alloggi provvisori sulla costa o nelle tendopoli».
«Meritano attenzione gli sviluppi delle inchieste (circa 200)», ha proseguito il presidente, «promosse a seguito dei crolli e dei gravi danneggiamenti che avevano provocato la morte o il ferimento delle persone (con particolare riguardo alla Casa dello Studente al Convitto Nazionale, alla Facoltà di Ingegneria ed a talune palazzine del centro storico) per i reati di disastro colposo, omicidio colposo e lesioni colpose conseguenti ad eventuali violazioni di regole tecniche di costruzione o di norme antisismiche», ha aggiunto Canzio.
Su proposta del presidente del Consiglio dell'ordine forense dell'Aquila, Antonello Carbonara, durante la cerimonia di inaugurazione dell'anno giudiziario del distretto abruzzese è stato osservato un minuto di silenzio, per commemorare gli avvocati e in generale tutte le vittime del terremoto del 6 aprile 2009.

ALFANO: «ALCUNI GIUDICI POCO RISPETTOSI DEL PARLAMENTO»

«Il Paese aspetta parole di verità su quanto la mano dell'uomo abbia influito» negli effetti disastrosi del sisma abruzzese, ha detto il ministro della Giustizia.
Il Guardasigilli ha ringraziato la magistratura e l'avvocatura abruzzese che non si sono arrese all'indomani del terremoto dell'aprile scorso e che, fedeli al motto aquilano 'Immota manet', hanno contribuito alla rinascita della sede giudiziaria che verrà ricostruita ex novo in via XX Settembre e che temporaneamente ha ripreso a lavorare a pieno ritmo nella sede provvisoria di Bazzano. Alfano ha ricordato di aver disposto un aumento di magistrati (due consiglieri in più nella Corte di Appello e un sostituto procuratore in più all'Aquila) proprio per le complesse indagini sul sisma e per contribuire alla ripresa dell'attività giudiziarie.
Non sono mancati riferimenti alla polemica con l'Anm.
«Quando le critiche sono cieche e non si associano ad alcun riconoscimento, allora sono meno credibili», ha detto Alfano dando atto al presidente della Corte di Appello dell'Aquila, Giovanni Canzio, di «anticonformismo e di coraggio».
Canzio, infatti, poco prima nella sua relazione aveva in parte criticato le ricadute che il ddl sul processo breve avrà sui processi in corso, con il rischio di pratiche dilatorie che porteranno diversi procedimenti alla prescrizione processuale.
Ma il Guardasigilli ha «apprezzato» il tono delle parole di Canzio che «pur non facendo sconti ad alcuni provvedimenti legislativi del governo, ha incardinato il suo giudizio - ha sottolineato Alfano - non su un profilo politico ma squisitamente tecnico».
Il ministro ha assicurato che «il governo terrà conto di quanto obiettato» da Canzio. A questo punto dalla platea dell'auditorium si è levato un applauso. Nel corso del suo intervento Alfano ha ribadito quanto già affermato ieri in Cassazione, in particolare sui rapporti tra politica e magistratura: «Alcuni magistrati si sono mostrati poco rispettosi del Parlamento» con polemiche e critiche. «Ribadisco anche ora il rispetto dell'autonomia e dell'indipendenza della magistratura. Il recinto della giurisdizione è sacro e inviolabile. I giudici sono soggetti solo alla legge ma - ribadisce il Guardasigilli - la legge la fa il Parlamento che agisce nell'interesse dello stesso popolo italiano in nome del quale viene amministrata la giustizia».

30/01/2010 12.55

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ALL'ESTERNO IL SIT IN CONTRO IL PROCESSO BREVE

Il comitato famigliari delle vittime della Casa dello studente si è fermato all'ingresso di viale delle Fiamme Gialle, a 500 metri dalla caserma della Guardia di Finanza dell'Aquila, per manifestare il dissenso contro il decreto legge sul processo breve che, a detta loro, renderebbe vani gli sforzi dell'inchiesta giudiziaria che mira ad accertare le responsabilità dei crolli avvenuti con il terremoto del 6 aprile 2009.
Il sit-in ha visto la partecipazione dell'associazione "Vittime università del sisma del 6 aprile", nonché di alcuni genitori e parenti delle giovani vittime, di cui sono state esibite le foto.
Con i manifestanti si è fermato per qualche minuto anche il procuratore capo dell'Aquila, Alfredo Rossini, in segno di solidarietà.

«Chiuderemo le indagini nei tempi previsti anche dall'eventuale entrata in vigore delle norme sul processo breve», ha detto il titolare dell'inchiesta.
«Il processo breve - ha poi spiegato Rossini - prevede che le indagini preliminari si concludano in tre anni. Noi ce la faremo anche se sui successivi gradi di giudizio noi non possiamo garantire niente. Comunque - ha concluso - non esprimiamo alcun giudizio definitivo sul processo breve poichè non conosciamo ancora il testo definitivo e quindi aspettiamo per una valutazione definitiva».

Il padre di una delle vittime del sisma ha poi lanciato un appello al premier Berlusconi «affinché riceva noi genitori delle giovani vittime».
A parlare è stato Angelo Lannutti, padre di Ivana, ventitreenne di Atessa, morta in una palazzina crollata all'Aquila in una traversa di via XX Settembre.
«Il presidente Berlusconi - ha detto Lannutti - viene spesso all'Aquila, incontra tutti, chiediamo che riceva anche una nostra delegazione, per poter ascoltare il nostro punto di vista».
Intanto la manifestazione, a cui hanno aderito un centinaio di persone, è andata avanti sotto la pioggia battente, a tratti mista a neve.
«Facciamo questo per ricordare i nostri figli - ha proseguito Lannutti - perché le occasioni sono poche. Al di là delle posizioni politiche, ci interessa la garanzia che l'iter giudiziario arrivi a compimento».
«Abbiamo manifestato a Roma a settembre - ha aggiunto - quando ancora non si parlava di processo breve, per chiedere che le Procure venissero potenziate. Ora Rossini e Picuti seguono le indagini che ci riguardano, ma devono occuparsi anche dell'attività ordinaria. La mia non è una critica a priori al processo breve, purché esistano strumenti normativi, anche in deroga, per andare avanti».
30/01/10 13.12