Giunta denuncia associazione per possesso abusivo di documento pubblico

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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Giunta denuncia associazione per possesso abusivo di documento pubblico
IL FATTO. ABBATEGGIO. Questa settimana dopo i fatti di Nocciano si è aperto un tenue dibattito (che non ha coinvolto la classe dirigente) su quello che il giudice ha definito un uso «muscolare della politica».





Sono fatti isolati a quel paese e a quella vicenda oppure è una realtà comune a tutti i piccoli centri?
E' possibile che più è piccolo il centro, più il potere amministrativo - democraticamente eletto - si trasformi in qualcosa di diverso?
Qual è il limite tra ciò che è consentito fare per perseguire il bene pubblico e ciò che è consentito fare solo perchè si è soli al comando?
In redazione sono giunti alcuni spunti interessanti da alcuni centri minori che proveremo a verificare nei prossimi giorni.
E' arrivata da Abbateggio anche una delibera di quella giunta che ci è sembrato importante diffondere.
Questa è la storia di uno “spaccio” di delibere pubbliche o della “pesca di frodo” del documento arrivato lì dove non doveva.
Insomma è una strana storia originale – speriamo un unicum- di soggettiva interpretazione della trasparenza e di individuazione di un reato finora sconosciuto: possesso abusivo di documento pubblico.
I fatti.
Il primo cittadino di Abbateggio, Antonio Di Marco, qualche tempo fa si è arrabbiato non poco perché l'associazione Codici ha divulgato una delibera che gli ha creato qualche imbarazzo.
Il caso è quello del villaggio Paleolitico i cui lavori sarebbero iniziati prima di ottenere tutte le autorizzazioni necessarie. Il sindaco replica dicendo che c'era il parere della Regione e quello bastava.
Codici ha poi firmato un esposto ma anche l'esposto non è piaciuto al primo cittadino che lo definisce «non conforme alla verità dei fatti»; «lesivo dell'immagine, la credibilità e la regolarità del Comune e di conseguenza anche di tutta la comunità abbateggiana».
Così la giunta intera ha deciso di dare mandato al primo cittadino per adire le vie legali e denunciare l'associazione.
Dopo le accuse però nella delibera non si ritrovano i passaggi che la giunta ritiene falsi e diffamatori ma si argomenta in maniera generica puntando sul “come” l'associazione abbia ottenuto il documento.
Il sindaco è sicuro: nessuno dell'associazione ha fatto la solita trafila per ottenere l'atto: ovvero richiesta protocollata e, soprattutto, motivata.
Insomma il sillogismo è: poiché per avere il documento pubblico non si è espletata la trafila burocratica indicata dalla legge (numero 241 del 1990), dunque, il documento è stato ottenuto illegittimamente.
Un sillogismo pericoloso visto che si tratta di una delibera di giunta, esposta all'albo, in possesso di molte persone e non un documento segreto.
Tra le altre cose il Comune di Abbateggio non ottempera proprio alla lettera la legge che tira in ballo per attaccare poiché sul sito internet del Comune le delibere non compaiono.
Ecco allora la tesi che sfocia nel grottesco: mentre tutti i Comuni (in regola) pubblicano le delibere sul Web, un sindaco abruzzese denuncia una associazione per aver avuto “per altre vie” una delibera che doveva essere liberamente accessibile a tutti.

a.l. 30/01/2010 11.19