Il sindaco di Nocciano respinge le accuse e non pensa alle dimissioni

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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PESCARA. Ha respinto le accuse il sindaco di Nocciano, Marcello Giordano, che da mercoledì' scorso si trova agli arresti domiciliari con l'accusa di concussione aggravata e continuata in concorso.
Al termine dell'interrogatorio di garanzia, che e' durato 20 minuti, i difensori del sindaco, gli avvocati Giuliano Milia e Umberto Di Primio, hanno chiesto al gip Guido Campli la revoca della misura cautelare.
Ha respinto le accuse anche il segretario generale Jean Dominique Di Felice.
Al termine dell'interrogatorio di garanzia di Di Felice, che e' durato un'ora, l'avvocato Umberto Di Primio, ha detto che gli indagati hanno fornito chiarimenti: «siamo convinti», ha aggiunto, «della estraneita' dei fatti ascritti ad entrambi. Ritengo che ci siano prove documentali sufficienti ed ampie per dimostrare che non e' accaduto quello che la procura contesta ma addirittura forse il contrario. Speriamo», ha proseguito, «che l'indagine sia veloce e rapida e che si faccia luce su questi fatti che oggi traumatizzano una comunita' e stanno mettendo in difficolta' un Comune, forse immotivatamente».
«Il sindaco non si dimetterà, le indagini e i provvedimenti della procura», ha sottolineato l'avvocato Di Primio, «non sospendono assolutamente le funzioni del sindaco perche' sono funzioni elettive». L'avvocato ha presentato richiesta di revoca della misura cautelare anche per il segretario comunale.

Intanto ieri un centinaio di residenti di Nocciano, sostenitori del sindaco, si sono recati sotto l'abitazione del primo cittadino agli arresti domiciliari per manifestare la loro solidarietà.
Il giudice deciderà sull'eventuale provvedimento di scarcerazione nelle prossime ore.

29/01/2010 12.03

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