Giovane Italia e Azione Studentesca: «boicottiamo i prodotti Fiat»

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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ROSETO DEGLI ABRUZZI. Dopo l’annunciata chiusura dello stabilimento Fiat di Ter-mini Imerese, Giovane Italia – movimento giovanile del Popolo della Libertà – e Azione Studentesca hanno lanciato anche in provincia di Teramo la provocatoria campagna “Embargo popolare” per boicottare i prodotti del gruppo.


I militanti dei due gruppi ieri sono stati impegnati in un volantinaggio di fronte alle scuole superiori di Roseto e Teramo, successivamente, dalle ore 10,30 alle 12,30, hanno svolto un presidio di fronte al Fiat Center di Roseto degli Abruzzi (frazione Cologna Spiaggia).
«L'azienda guidata da Marchionne da anni persegue politiche anti nazionali delocaliz-zando la produzione in paesi dove la manodopera costa meno (Brasile, Argentina, Polonia e Messico)», ha detto Francesco Di Giuseppe, responsabile provinciale di Azione Studentesca.
«Dopo aver percepito dallo Stato diversi milioni di Euro (secondo un recente studio dal 1996 ad oggi la Fiat avrebbe percepito dallo Stato 300 milioni di Euro circa, dalla Regio-ne Sicilia 425 milioni di Euro per Termini Imerese) in termini di contributi a fondo per-duto e di finanziamenti a tasso agevolato, dopo aver ricevuto commesse pubbliche, incen-tivi fiscali ed ecoincentivi oggi minaccia di fermare la produzione a Termini Imerese pro-vocando il licenziamento di migliaia di lavoratori. Oltre agli impiegati della fabbrica, sarà danneggiato l'indotto con la conseguente perdita di posti di lavoro nelle numerose piccole imprese che lavorano per la Fiat».
«Se passa il principio che questa azienda, ampiamente foraggiata dallo Stato», conclude Di Giuseppe, «possa chiudere stabilimenti così grandi senza alcun dialogo con i lavoratori ed il Governo, dopo Termini Imerese toccherà ad altre città italiane».
«Per questo Giovane Italia ha lanciato questa campagna», spiega Fabrizio Fornaciari, di-rigente provinciale del movimento giovanile del Pdl, «affinché tutto il popolo italiano si ribelli a queste politiche anti nazionali della Fiat, boicottando attivamente l'azienda non acquistando più automobili, camion, trattori e mezzi industriali di produzione. L'embargo popolare deve essere allargato anche ai prodotti riconducibili al gruppo nel campo dell'editoria, banche e finanza, dismettere eventuali titoli azionari o partecipazioni a fondi che possano identificarsi con la FIAT, ritirare i loro risparmi e chiudere i rapporti con gli istituti bancari che hanno FIAT fra gli azionisti».
Giovane Italia ha espresso inoltre preoccupazione per lo stabilimento Sevel di Atessa, fio-re all'occhiello del gruppo Fiat per la produzione del furgone Ducato: «siamo preoccupati per il mancato potenziamento della produzione che doveva arrivare a 300.000 furgoni l'anno. Infatti nel piano industriale Fiat per il 2011 è prevista la produzione di soli 220.000 unità circa l'anno, senza contare che nella redazione del piano industriale la Fiat ha riservato allo stabilimento abruzzese soltanto due righe».
Iniziative analoghe si sono svolte in oltre 30 città italiane, in primis a Termini Imerese, in città grandi e piccole da Milano a Palermo.

29/01/2010 9.47