La Provincia di Chieti «chiude l’Europe Direct», anzi no «funziona»

Alessandro Biancardi

Reporter:

Redazione PdN

Letture:

1975

CHIETI. «Io non mi sono mai sognato di interrompere iniziative valide dei miei predecessori».


E' l'ex presidente della Provincia di Chieti, Tommaso Coletti (Pd), ora consigliere provinciale, a tuonare contro la decisione dell'attuale presidente Enrico Di Giuseppantonio di non rinnovare i cinque contratti per gli addetti allo sportello “Europe direct” di Chieti.
Si tratta di un centro informativo, con sede in via Arcivescovado 42, che offre ai cittadini «un servizio di comunicazione, consulenza, formazione ed assistenza sui contenuti, processi e attività dell'Unione Europea».
In sostanza si organizzavano convegni, seminari, corsi, e forniva un appoggio a quanti cercavano bandi, borse di studio e finanziamenti europei.
E' rimasto un solo impiegato, tuttavia «il servizio funziona» ha sostenuto Di Giuseppantonio rispondendo alle dichiarazioni del sindacato Cgil insorto dopo i tagli del personale.
«Lo Europe Direct funziona come l'asino vola», ha ribattuto il Pd. Intanto la Provincia starebbe pensando ad una riorganizzazione avvalendosi della collaborazione della Provincia di Pescara. Quando funzionava a pieno ritmo, ha gestito diverse migliaia di euro su un'ottantina di progetti. Sul sito sono stati pubblicati i bandi pubblici per l'anno 2010. Si va dai progetti per l'imprenditoria a quelli per la protezione civile, passando per il più “famoso” programma televisivo «Mille domande, una sola Europa». Nel 2009 sulla scia dell'esperienza di Chieti fu aperto anche uno sportello ad Ortona e presto ne dovrebbe essere inaugurato anche uno Vasto. Qualcuno però obietta che la maggior parte dei servizi potrebbe essere erogata per via telematica attraverso il sito web.
La Provincia taglia il personale per «risparmiare», ma una questione resta appesa: quanti soldi la Provincia ha preso per la realizzazione di questo progetto e per quanti anni?
Rifiuterà i finanziamenti per il futuro?

PD: «SOLITO RITORNELLO DI UNA TRANQUILLITA' DI FACCIATA»

«Insomma si uccide la madre», ha commentato Coletti, «e si fanno nascere i figli, si smantella l'ufficio provinciale che nel progetto approvato dalla Comunità europea rappresentava il punto riferimento e si aprono gli uffici territoriali che di fatto non sanno più a chi rivolgersi per avviare tutte le azioni per il reperimento dei fondi comunitari, sventolando grandi risparmi...».
«Verificheremo che in quei locali oramai si fa tutt'altro», hanno continuato Coletti e D'Amico, «oltretutto in modo irregolare e contro i dettami della comunità europea che, nel caso in cui stabilisse un'ispezione, ritirerebbe immediatamente l'accreditamento».
La Provincia di Chieti, insieme ad altre 38 province, fu scelta nel 2004 tra 250 candidate.
Il senatore Coletti, unitamente al capogruppo Camillo D'Amico, ha annunciato un'operazione verità del gruppo consiliare Pd «che intraprenderà una serie di iniziative per informare dettagliatamente il territorio su ciò che accade in Provincia di Chieti».
«C'è un limite alla mistificazione della realtà e Di Giuseppantonio lo supera da quando si è insediato», ha concluso D'Amico.

m.r. 28/01/2010 9.59