Ponte del Mare, D'Ercole: «problemi e costi erano in preventivo?»

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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PESCARA. «Nelle prossime ore mi riservo di acquisire il Piano di Manutenzione del Ponte del Mare per verificare se il problema del carter fosse o meno stato previsto».


Lo ha detto l'assessore ai Lavori pubblici del Comune di Pescara Alfredo D'Ercole intervenendo sulla querelle relativa al disagio causato dalla presenza della gabbia che oggi impedisce la manutenzione ordinaria delle 6 idrovore situate sotto l'asse ciclopedonale.
Il problema non è più se quel ponte sia bello o brutto, sostiene adesso l'assessore, se piaccia o meno agli utenti, ma piuttosto se la passata amministrazione abbia valutato o meno i costi della manutenzione che, una volta realizzata l'opera, comunque dovevano essere sostenuti dalla città.
Nei prossimi giorni l'assessore dovrà valutare, in accordo con l'Aca, «come dovremo procedere per garantire la gestione degli impianti di sollevamento sottostanti il Ponte; è chiaro che se quel carter è un errore, ereditato comunque dal governo precedente, dovrà essere smontato».
Per D'Ercole «la verità è che su tale problematica i consiglieri comunali di centro-sinistra, ‘padri' di quel Ponte, hanno innescato una sterile e strumentale guerra di campanile che non ha ragion d'essere. Nessun esponente dell'attuale maggioranza ha manifestato ‘avversione' per quell'opera, nessuno ha sostenuto di voler smontare il Ponte del Mare, ma ci siamo limitati a denunciare un grave disagio segnalato dall'Aca nel corso della seduta della Commissione Lavori pubblici, un disagio causato dallo stesso Ponte e che ora dovremo risolvere celermente».
Nelle prossime l'assessore acquisirà il Piano di Manutenzione del Ponte che l'impresa deve aver redatto al momento del collaudo della struttura, anche per verificare tutti gli interventi inclusi e soprattutto se siano stati previsti i relativi costi.
Il sospetto sostanziale è che su Pescara negli ultimi anni ci si sia limitati a realizzare opere senza pensare alla loro successiva manutenzione che comporta degli oneri per la pubblica amministrazione.
«In ogni manuale», ha aggiunto D'Ercole, in riferimento alla costruzione di strutture, si parla del ‘ciclo' dell'opera pubblica, che non va dalla consegna del cantiere alla fine dei lavori, ma piuttosto dalla realizzazione, alla sua gestione e rimozione. La gestione di un'opera va dunque programmata insieme alla sua realizzazione, perché già in fase di progettazione è possibile prevedere quei correttivi che in futuro consentono a una pubblica amministrazione di abbattere i costi di manutenzione».
Poi c'è l'Aca che a partire dallo scorso 31 dicembre ha assunto esclusivamente la gestione degli impianti di sollevamento situati nell'area della Madonnina, affidati sino a fine anno al Consorzio di Bonifica.
In altre parole l'Aca deve garantire la manutenzione delle idrovore, operazione che dev'essere fatta con urgenza, ma che oggi è resa estremamente difficoltosa.
«Si tratta di un problema già sollevato nel gennaio 2009 e poi di nuovo mesi fa, prima delle operazioni di collaudo – ha rimarcato l'Aca – e, due giorni fa, in occasione della seduta della Commissione consiliare Lavori pubblici, in Comune, abbiamo chiesto di nuovo la rimozione del carter, ossia della ‘gabbia' di rivestimento in acciaio dell'asse ciclopedonale per una lunghezza di almeno venti metri lineari, partendo dalla Madonnina, per consentire all'Aca di far salire in alto la gru che, con un braccio meccanico, deve estrarre le pompe per verificarne il funzionamento».
Sicuramente l'Aca deve limitarsi alla gestione degli impianti di sollevamento e non ha alcun ruolo nella rimozione del carter; tra l'altro l'Azienda non è mai stata informata circa l'esistenza di un ‘libretto di istruzioni' per l'eventuale rimozione temporanea della gabbia.
L'Aca ribadisce dal proprio canto l'urgenza di tale provvedimento avendo la necessità di effettuare i propri controlli sugli impianti della Madonnina, previsti per metà gennaio e già rinviati.

28/01/2010 9.19