Arrestato sindaco Nocciano, il gip: «uso muscolare della politica»

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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NOCCIANO. Il sindaco di Nocciano, Marcello Giordano, (nella foto), e il segretario generale dello stesso Comune, Jean Domenique di Felice, residente a Chieti, sono stati arrestati, questa mattina, dalla squadra mobile di Pescara, con l'accusa di concussione aggravata e continuata in concorso.





NOCCIANO. Il sindaco di Nocciano, Marcello Giordano, (nella foto), e il segretario generale dello stesso Comune, Jean Domenique di Felice, residente a Chieti, sono stati arrestati, questa mattina, dalla squadra mobile di Pescara, con l'accusa di concussione aggravata e continuata in concorso.



Secondo l'accusa i due (ora ai domiciliari) avrebbero inflitto una lunga serie di sanzioni disciplinari all'unico vigile urbano del paese e nei confronti di un tecnico comunale perchè, nonostante le pressioni, continuavano a comminare multe e rilievi amministrativi nei confronti del sindaco e di altri componenti della maggioranza comunale per gli abusi edilizi commessi.
L'inchiesta è stata coordinata dal Pm della Procura di Pescara, Gennaro Varone, mentre gli arresti domiciliari sono stati ordinati dal Gip Guido Campli.
Giordano, 49 anni è stato eletto il 13 aprile del 2008 nella Lista civica Patto per Nocciano (centrodestra). Il direttore generale, 50 anni, laurea in giurisprudenza e abilitato alla professione forense, prima di arrivare a Nocciano è stato anche segretario generale al Comune di Atri.
27/01/10 8.58

«USO MUSCOLARE DELLA POLITICA»

Un clima tesissimo, continue scintille tra il sindaco eletto nelle fila del centrodestra, il segretario e il vigile del Comune nell'ultimo anno.
Il gip Guido Campli nell'ordinanza di custodia cautelare parla di «un uso muscolare della politica» da parte di chi riteneva che, siccome era stato eletto dai cittadini, poteva disporre a suo piacimento della casa comunale.
Secondo le indagini, portate avanti dalla seconda sezione della squadra mobile di Pescara, lavorare per l'agente di polizia municipale era diventato ormai impossibile e sarebbe stata documentata dagli inquirenti una lunga serie di angherie e provvedimenti disciplinari illegittimi nei confronti dell'uomo.
Nel mirino del vigile nei mesi scorsi sono finite alcune licenze edilizie: alcuni esposti dei cittadini denunciavano infatti l'irregolarità degli atti amministrativi, compresi permessi per costruire in zona vietata.
Il vigile riceveva l'esposto, indagava, notava che qualcosa non quadrava ma veniva fermato dal primo cittadino.
Sarebbero andate così le cose anche su una pratica della cognata del vicesindaco, Vincenzo Palumbo: permesso a costruire in zona dove non si poteva edificare.
Da qui sarebbe nato uno degli scontri più duri tra l'agente, unico vigile nel Comune, e il sindaco e il city manager (entrambi difesi da Umberto Di Primio, candidato del centrodestra alle prossime comunali a Chieti).
Al vigile sarebbe poi arrivata una sospensione di 15 giorni, ovviamente sospensione anche dello stipendio, in quanto si era recato con l'auto di servizio a parlare «per ragioni di lavoro» con il comandante dei carabinieri di Catignano.

«ATTI DEL VIGILE SEMPRE LEGITTIMI»

Le indagini sono iniziate a settembre del 2009 ma nell'inchiesta sono finiti anche episodi accaduti a gennaio 2009.
Un punto su cui probabilmente batterà la difesa è che le indagini del vigile riguardavano spesso personaggi del comune riferibili alla corrente politica del centrodestra, la stessa del primo cittadino.
Da qui l'idea del sindaco che il vigile agisse per motivi politici.
Ma le indagini avrebbero chiarito che l'uomo non agiva mai di propria iniziativa ma si muoveva dopo aver ricevuto esposti e denunce da parte dei cittadini. Quindi avrebbe compiuto semplicemente il proprio lavoro anche se per via della sua condotta era costretto a chiedere il permesso per qualsiasi tipo di attività.
Il gip ha poi rilevato che gli atti che promuoveva l'agente «sono tutti regolari e legittimi» mentre quelli di sindaco e segretario non lo erano.
E la trasparenza non era certo il punto forte di questa amministrazione.
Come scoperto dagli investigatori il segretario generale ha diramato nei mesi scorsi una comunicazione che vietava di consegnare, a chi ne facesse domanda, le carte inerenti le concessioni edilizie. Documenti pubblici. Ma blindatissimi.

a.b. 27/01/10 12.18
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