Progetto Scec, Pescara si candida come comune capofila

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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PESCARA. Pescara si candida a divenire il comune-capofila in Abruzzo del progetto Scec.


Si tratta della diffusione di buoni sconto locali di solidarietà che, attraverso la creazione di un circolo virtuoso tra attività commerciali e utenti, agevoli la distribuzione e l'utilizzo di una ‘moneta di transizione', non alternativa, ma piuttosto supplementare e integrativa rispetto all'euro.
Nei prossimi giorni, dopo il voto favorevole bipartisan ottenuto dal Consiglio comunale, individueremo il soggetto giuridico che dovrà gestire il settore e che potrebbe essere identificato con l'isola-Arcipelago Scec; quindi, partendo da una base che già oggi conta 39 esercizi commerciali aderenti nel solo quartiere di Porta Nuova, si tenterà di ampliare il bacino di negozi disponibili, per poi sperimentare la distribuzione di 100 Scec a ogni utente che vorrà aderire per verificare la funzionalità del progetto.
Lo ha annunciato il presidente della Commissione Finanze Renato Ranieri nel corso di una conferenza stampa convocata con Gianluca Monaco, presidente dell'Associazione Terra Nostra.
«Il nostro obiettivo – ha spiegato il presidente Ranieri – è quello di tutelare il cittadino, che oggi ha sempre maggiori difficoltà a fare la spesa e ad arrivare a fine mese, e, al tempo stesso, le attività locali, spingendo gli utenti a consumare la propria ‘ricchezza' nel territorio comunale di Pescara».
Il progetto prevede innanzitutto una prima fase tesa alla distribuzione gratuita di un numero minimo di Scec, almeno 100, agli utenti che vorranno aderire alla sperimentazione.
Nel frattempo si costituirà un circuito di esercizi commerciali che, oltre agli euro, accetteranno anche il pagamento di una parte della spesa, in una percentuale a loro scelta, attraverso l'uso degli Scec che, a quel punto, avranno la funzione di buoni sconto di solidarietà.
Il consumatore sarà spinto in questo modo a usare i buoni sconto per convenienza e, invece di fare la propria spesa in un centro commerciale sperando di risparmiare qualche euro, si rivolgerà ai negozianti locali, vicino casa, per poter coprire parte degli acquisti con gli Scec ricevuti gratuitamente.
Il commerciante a sua volta, aderendo all'iniziativa, avrà la certezza di aumentare il proprio giro d'affari incrementando il numero dei propri clienti con la garanzia che quegli utenti non cercheranno prezzi stracciati fuori dal territorio locale.
Inoltre lo stesso commerciante potrà a sua volta riutilizzare gli Scec per fare i propri acquisti in altri esercizi aderenti o anche nel resto d'Italia dove già esistono esperienze simili ben avviate, come in Toscana, Emilia Romagna, Lazio, Campania, Calabria e Sicilia.
«Pensiamo ad esempio ai ristoratori che, accettando buoni sconto di solidarietà dai propri clienti», ha detto Ranieri «potranno a loro volta utilizzare quei buoni per acquistare la merce alimentare da lavorare negli altri negozi partner dell'iniziativa».
Trentanove le attività che hanno già dato la propria adesione al progetto e che cominceranno ad accogliere i buoni Scec, «che verranno stampati con il taglio di 50 centesimi, 1, 2, 5, 10 e 50 euro – hanno proseguito il presidente Ranieri e Monaco -. Inoltre nei prossimi mesi è previsto lo svolgimento del primo Forum sulle isole-arcipelago Scec al quale parteciperà anche Pescara».

26/01/2010 8.55