Pronto soccorso ingolfato. Fimmg:«noi vittima della Asl»

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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CHIETI. Marco Di Clemente, segretario provinciale Fimmg della Continuità assistenziale (cioè della Guardia medica), condivide l'analisi sulle cause che portano i cittadini ad affollare il Pronto soccorso.


«Ma – spiega – noi siamo vittime della Asl e non causa del problema».
«Infatti a Natale – continua Di Clemente – anche le chiamate alla Guardia medica sono aumentate per la chiusura degli studi medici e degli ambulatori specialistici Asl».
Cosa prevede il vostro contratto?
«Noi dovremmo svolgere solo attività domiciliare e territoriale non differibile. Detto meglio: non dobbiamo svolgere attività ambulatoriale – continua Di Clemente – ciò nonostante svolgiamo normalmente attività ambulatoriale a titolo gratuito, tanto che le visite ambulatoriali nell'intera ASL di Chieti rappresentano il 60-70% delle prestazioni. Se la Guardia medica non svolgesse tale lavoro aggiuntivo gratis, gli accessi in PS triplicherebbero. Quindi la Continuità assistenziale il filtro lo fa eccome».
Perché la Guardia medica è vittima della ASL?
«Perché non si fa nulla di incisivo per potenziare il territorio, unica soluzione che permetterebbe di allentare la pressione sugli ospedali – spiega ancora il segretario Fimmg – e nulla per ottimizzare il servizio e rendere le strutture più efficienti ed attrezzate. Basta pensare che le Asl si disinteressano anche dell'approvvigionamento di farmaci e nella maggior parte dei Distretti sono i medici a ritirare nelle Farmacie ospedaliere i farmaci per la loro sede».
Come venite pagati?
«Noi facciamo turni di 12 ore (e non di 6 ore come per i dipendenti) interamente notturni e festivi. E abbiamo anche subìto tagli per il Piano di rientro, eppure assicuriamo servizi che vanno ben oltre i compiti contrattuali».
Una proposta per sfoltire le file al Pronto soccorso?
«In altre regioni virtuose si utilizzano i medici del territorio per gestire i “Codici bianchi” in appositi spazi dell'ospedale liberando gli addetti del Pronto soccorso per le vere emergenze. Ebbene, nonostante ci siano fondi ministeriali per questo, le Asl abruzzesi non li hanno chiesti, anche se si dice che è una priorità risolvere le attese». Insomma la Guardia medica andrebbe utilizzata diversamente?
«I cittadini ci conoscono bene, anche se hanno di noi una visione distorta: infatti siamo visti come un ambulatorio sempre aperto nei turni notturni e festivi, cosa che in effetti non è – conclude Di Clemente – La Fimmg aveva proposto all'Azienda l'adozione di una Carta dei Servizi con regole chiare per i cittadini, ma la ASL non ha voluto concordare. Il sospetto è che nella confusione di oggi, conviene utilizzare la Guardia medica come tappabuchi di tutte le situazioni di urgenza, togliendo alle Asl le castagne dal fuoco».

25/01/2010 8.43