Lavoro, Uil: «tavolo per fermare contrazione occupazionale nel vastese»

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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VASTO. L’allarme di questi giorni sui possibili scenari di delocalizzazione produttiva e conseguente contrazione occupazionale nel vastese, «deve trovare una risposta immediata»

Lo chiede Michele Marchioli, segretario generale Uil Abruzzo che rivolge un appello a Provincia, Regione, Istituzioni locali, imprese, Consorzio Industriale ed organizzazioni sindacali e di rappresentanza per «avviare un immediato confronto sul tema della produzione della grande impresa vastese che sia capace di affrontare le prospettive delle aziende stesse e definire l'incremento della quota di lavoro affidato in appalto alle imprese dell'indotto locale».
«Occorre definire un più elevato standard qualitativo della produzione dell'indotto locale, capace di far contrarre i costi produttivi e migliorare le performance dei prodotti sul mercato», aggiunge Marchioli.
«La formazione delle maestranze è una leva strategica fondamentale per conseguire importanti risultati in questo campo. Si rende, quindi, necessario rafforzare le competenze dei lavoratori attraverso progetti di formazione condivisi e capaci di utilizzare le risorse pubbliche o interprofessionali disponibili a tal fine».
La sede naturale per tale confronto è quella del Patto Territoriale Trigno Sinello, secondo il rappresentante Uil, «ma in assenza di convocazione da parte dell'Amministrazione Provinciale è auspicabile l'impegno in tal senso del Sindaco di Vasto o di San Salvo».
Solo con questo confronto per la Uil si possono ricercare le soluzioni per evitare i 30 licenziamenti dalla Ilmet e la ventilata delocalizzazione delle produzioni della Nsg (ex Pilkington) e le azioni per prevenire ulteriori problemi produttivi ed occupazionali legati alla grande impresa localizzata nel territorio.

23/01/2010 12.29