Testa e Rapposelli nelle scuole: ma è scontro sugli accorpamenti

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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PESCARA. Il presidente della Provincia di Pescara Guerino Testa, e l’assessore alla Pubblica istruzione e all’Edilizia scolastica, Fabrizio Rapposelli, hanno incontrato ieri i dirigenti scolastici, i docenti, i genitori e gli alunni dell’istituto Aterno e dell’istituto Acerbo per discutere del Piano di riordino degli istituti scolastici del secondo ciclo di istruzione.



All'Aterno, dopo aver illustrato gli aspetti principali del Piano, che è stato imbastito sulla base della riforma Gelmini, Testa e Rapposelli hanno ascoltato la proposta avanzata dalla dirigente Donatella D'Amico e da Giuseppe Bacceli, professore di diritto.
«La facoltà pescarese di Economia e Commercio – ha detto Bacceli – assorbe un gran numero di studenti provenienti dagli istituti tecnici commerciali. In virtù di ciò chiediamo alla Provincia e all'Ufficio scolastico regionale di evitare che l'unico indirizzo economico che si vuole mantenere in vita finisca all'istituto Manthonè, perché fuori mano, e nella zona periferica della città. Chiediamo di ridurre al massimo i disagi per la popolazione studentesca e per i docenti stessi».
La richiesta che sarà valutata nelle prossime ore dal presidente della Provincia e dall'assessore, secondo i quali «l'obiettivo è di rafforzare l'offerta formativa e nessuna decisione – è stato sottolineato - è stata presa in maniera definitiva, anzi. Siamo aperti e assolutamente predisposti a perfezionare ciò che oggi è oggetto di diffidenza» hanno assicurato Testa e Rapposelli.
Lo stesso discorso è stato fatto poco dopo all'istituto Acerbo, alla presenza dei dirigenti scolastici di questa scuola, Annateresa Rocchi, e del Manthonè, Giuliano Bocchia, invitato all'incontro che si è tenuto nei locali di via Pizzoferrato. La richiesta dell'Acerbo, avanzata da alcuni docenti, è quella di mantenere in vita l'indirizzo economico che ha caratterizzato da sempre la scuola dell'economista Federico Caffè.
Il dirigente scolastico del Manthonè ha riconosciuto che la Provincia è stata costretta «a muoversi tra una serie di strettoie, obbligata quindi ad assumere determinate decisioni sulla base degli indirizzi imposti dalla riforma Gelmini nonché dalla Regione, tuttavia – ha aggiunto Bocchia - la scuola è una e bisogna abbandonare i campanilismi e avanzare una proposta comune per aiutare la Provincia a districarsi tra i vari istituti di sua proprietà».
L'assessore all'Istruzione, nell'occasione, ha ribadito come il Piano di riordino garantisca all'istituto frequentato da Federico Caffè di riappropriarsi dei propri locali di via Parco nazionale d'Abruzzo, attualmente condivisi con gli studenti del Galilei. Infine sia Testa che Rapposelli hanno rassicurato presidi, docenti e alunni sul fatto che il numero delle classi e dei docenti resterà invariato.
«Da parte nostra – hanno infine ribadito il presidente e l'assessore – non c'è chiusura, né pregiudizi, nei confronti di questo o quell'istituto. Prima di ricoprire cariche pubbliche, siamo genitori e cittadini e capiamo le istanze di tutti. Siamo aperti a ulteriori confronti e a ricevere spunti e proposte che ci aiutino a non scontentare nessuno, perché il nostro obiettivo non è distruggere, ma costruire insieme per il bene della collettività e dell'offerta formativa».
Oggi, venerdì 22 gennaio, alle ore 9.00, Testa e Rapposelli hanno incontrato il dirigente scolastico, gli insegnanti e gli alunni dell'istituto Bellisario.

Non si placano tuttavia le proteste che arrivano dal centrosinistra che lamentano la mancanza di una vera concertazione.
«Il piano di riordino delle scuole promosso dalla Provincia di Pescara», ha detto Moreno di Pietrantonio (Pd), «non basta che venga illustrato nelle scuole così come è stato predisposto.
Crediamo che la proposta di riorganizzazione dell'offerta formativa debba tener conto del confronto e della partecipazione di tutti coloro addetti al settore scuole. In questo piano di riordino si parla di accorpamenti, chiusura di istituti, apertura di qualche altro, spostamenti di sedi, ma non se ne comprendono i criteri».

22/01/2010 10.13