Omicidio Costantini, 16 anni di carcere per l'assassino

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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TERAMO. Mounem Dhaib, il diciannovenne marocchino, che il 17 novembre del 2008 uccise con 16 pugnalate Ennio Max Costantini è stato condannato con rito abbreviato a 16 anni di carcere.


La vittima era un artigiano di 69 anni di Teramo molto conosciuto in città.
AL suo assassino non sono state riconosciute le attenuanti.
La sentenza e' stata pronunciata questo pomeriggio dal gup Marina Tommolini che ha accolto la richiesta del pm Roberta D'Avolio.
Costantini venne assassinato nel capannone della sua ditta di San Nicolo' a Tordino di Teramo la sera del 17 novembre.
Il giovane marocchino, che ha sempre detto di aver agito, colto da un impeto di rabbia, per difendersi da presunte avance sessuali dell'artigiano, sferro' 16 fendenti sul corpo dell'ex pesista ed allenatore sportivo. Quello mortale lo raggiunse alla testa.
Come raccontato dallo stesso carnefice dopo una serie di “no” prese il coltello per difendersi e così massacrò Costantini.
L'autopsia confermò la morte per emorragia in seguito ai fendenti.
Poi Mounem tentò di ripulire la scena del delitto, si lavò nel bagno della vittima, si cambiò anche le scarpe nel capannone dove l'anziano viveva e lavorava.
Poi tornò a casa, a Sant'Onofrio, dove viveva con la mamma, una donna di soli 39 anni. Dopo qualche giorno la consegna spontanea e l'arresto.
Subito dopo si è cominciato a scavare nella vita dell'omicida, descritto fin da subito come un «ragazzo difficile».
La smentita è arrivata però dai suoi legali: «è un ragazzo tranquillissimo, non ha una personalità aggressiva e non aveva mai dato segni di violenza».
19/01/2010 8.50