Usavano gas nocivi per sterilizzare attrezzi chirurgici: 13 arresti

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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PESCARA. I carabinieri dei Nas hanno eseguito 13 ordinanze di custodia cautelare per l’illecito utilizzo di gas tossici nella sterilizzazione di attrezzature chirurgiche ed alimenti.
Questa mattina nelle province di Pescara, Frosinone, Bergamo e Brescia, i carabinieri dei Nas hanno eseguito 13 ordinanze di custodia cautelare nei confronti di dirigenti, tecnici e dipendenti della ditta “Bioster S.p.a.”, specializzata nella sterilizzazione di attrezzature medico chirurgiche.
La sede ha sede legale in Lombardia e stabilimenti in Abruzzo, Lombardia, Emilia Romagna e Veneto.
Gli arrestati sono ritenuti responsabili di aver costituito un'associazione per delinquere finalizzata alla truffa, alla frode nelle pubbliche forniture ed all'adulterazione di alimenti, per avere gestito le operazioni di sterilizzazione di ferri chirurgici in uso ad alcuni ospedali e case di cura del centro Italia, omettendo sistematicamente di attuare il procedimento di abbattimento finale dei residui del gas tossico utilizzato (ossido di etilene), nonché proceduto illegalmente alla sterilizzazione, con la medesima sostanza nociva, anche di partite di alimenti vegetali e stuzzicadenti ad uso umano.

19/01/2010 8.43

NEL MIRINO LA BIOSTER DI POPOLI

Era nello stabilimento Bioster di Popoli che secondo quanto accertato dai carabinieri del Nas, avveniva «il 99% dell'attività illegale» che consisteva nella non perfetta e regolare sterilizzazione di ferri chirurgici, in quanto si ometteva la fase di degassazione.
Le indagini sono partite due anni fa, in seguito al sequestro di un impianto di sterilizzazione presso lo stabilimento di Popoli, privo della necessaria autorizzazione.
Nello stabilimento avveniva anche la sterilizzazione di grosse partite di sostanze alimentari come pinoli, funghi secchi e stuzzicadenti con ossido di etilene (Eto).
Proprio a Popoli si sono concentrate le indagini dei carabinieri.
Il colonnello Pierluigi Felli, comandande del gruppo Tutela salute di Roma, affiancato dal capitano Marcello Sciarappa, alla guida dei Nas di Pescara ha fatto notare che la Bioster e' una delle principali aziende del settore a livello internazionale, costruisce e gestisce impianti di sterilizzazione e oltre alla sede legale (a Trezzo sul Garda) e quella amministrativa (a Seriate) ha vari stabilimenti in Italia.
Il fatturato annuo e' di 15 milioni di euro.
Gli indagati avrebbero realizzato profitti consistenti, rendendosi inadempienti rispetto agli obblighi contrattuali, perche' dopo la sterilizzazione delle attrezzature omettevano di eliminare l'ossido di etilene, una sostanza tossica, pericolosa, infiammabile, esplosiva e cancerogena.
Pur omettendo la fase di degassazione, gli indagati introitavano i pagamenti per la procedura completa di sterilizzazione.
I Nas, coordinati dal comandante Marcello Sciarappa, hanno acquisito segnalazioni da parte di dipendenti sulla irregolarità delle procedure messe in atto nella sterilizzazione di ferri e prodotti.
Gli inquirenti sospettano che quelle stesse condotte siano state attuate anche in altri due stabilimenti della Bioster quello di Montevarchi e quello di Reggiolo.
I 13 colpiti da misura cautelare degli arresti domiciliari, tutti dirigenti, amministratori e tecnici della ditta, devono rispondere di associazione per delinquere finalizzata alla truffa, alla frode nelle pubbliche forniture, all'adulterazione di alimenti e alla falsità materiale e ideologica.

DUE BERGAMASCHI A CAPO DELL'ORGANIZZAZIONE

A capo dell'organizzazione vi erano due bergamaschi, Sara e Gianluca Bonomi, di 43 e 41 anni, figli dell'amministratore unico e legale rappresentate della Bioster, non coinvolto però nella vicenda.
Erano loro, secondo i Nas, che impartivano ai dipendenti i vari compiti, tra cui quello di falsificare i documenti in modo da mascherare le inadempienze.
Tra gli arrestati figurano anche quattro pescaresi: Domenico Bucci, Francesco Anastasi, Ketti e Antonio Luccitti.
42 sono in totale gli indagati a piede libero, 36 dei quali già identificati.

ANCHE DUE DITTE ALIMENTARI NEL GIRO


Tra i denunciati anche due ditte alimentari, con sede nella provincia di Roma.
I titolari, secondo quanto accertato dai carabinieri del Nas, erano a conoscenza dei procedimenti illegali che venivano effettuati nello stabilimento di Popoli.
Diverse le strutture sanitarie che sarebbero state oggetto di truffa da parte del gruppo.
Tra queste l'ospedale San'Eugenio di Roma, l'Alesini di Roma, il San Camillo Forlanini, gli Istituti Regina Elena di Roma, l'ospedale Grossi di Ostia e il Mazzini di Ascoli.
Le 13 misure cautelari sono state emesse dal gip del tribunale di Pescara, Luca De Ninis, su richiesta del Pm Valentina D'Agostino.
19/01/10 14.15

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