Politica&processi:(quasi) tutti contro i giudici: nessuno pensa alle dimissioni

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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Politica&processi:(quasi) tutti contro i giudici: nessuno pensa alle dimissioni
ABRUZZO. Il clima è favorevole e dunque bisogna approfittarne. Il processo Sanitopoli con le bufale mediatiche ha aperto un precedente ed una breccia che deve essere cavalcata per tenere alta l’attenzione.
Obiettivi strettamente politici e trasversali verso un processo breve o verso l'abolizione totale del processo.
In seguito alle polemiche dei giorni scorsi infatti lo stesso ex presidente della Regione aveva dichiarato di essere più che favorevole al “processo breve” inserito in una contestatissima riforma del Governo.
D'altro canto però il fuoco incrociato contro i giudici si è concretizzato anche con una interrogazione parlamentare bipartisan nella quale senatori del Pd e del Pdl chiedono immediate ispezioni per eventuali violazioni costituzionali, proprio nell'ambito delle indagini sulla sanità abruzzese.
Come dire: violazioni gravissime che più gravi non si può.
E' arrivata poi anche la notizia del rinvio a giudizio del vicepresidente della Regione (Pdl) Alfredo Castiglione per presunta corruzione. Il Pd non ci crede e prende al balzo la palla e tuona :«che scandalo un rinvio a giudizio dopo 5 anni».
Prende posizione anche l'Idv che sostiene sbagliato l'attacco ai giudici.
Maurizio Acerbo (Rc) invece con un comunicato ironico che getta per qualche ora nel panico la politica, commenta la notizia (falsa) delle immediate dimissioni di Castiglione.
«La notizia delle dimissioni dell'assessore Alfredo Castiglione a seguito del rinvio a giudizio per corruzione è davvero un segnale di cambiamento per la politica abruzzese», scrive Acerbo, «Castiglione dimostra col suo gesto un forte senso delle istituzioni, si tratta d'altronde di un comportamento normale in qualsiasi paese europeo per non parlare degli Stati Uniti. Ringraziamo l'assessore per averci risparmiato inutili polemiche. Castiglione dimostra di aver ben compreso che per restituire credibilità alle istituzioni e alla politica è indispensabile che chi amministra la cosa pubblica sia al di sopra di ogni sospetto. Difficile immaginare che possa gestire con autorevolezza una delega come quella alle attività produttive che implica costanti rapporti con il mondo imprenditoriale chi sia rinviato a giudizio».
Dichiarazioni che vanno lette dunque al contrario ma non servono per aprire un dibattito sulle opportunità di dimissioni di amministratori rinviati a giudizio o indagati.
«Quello che dovrebbe essere il principale partito di opposizione invece di chiedere le dimissioni dell'assessore regionale rinviato a giudizio preferisce polemizzare con la lentezza dei magistrati», fa notare inoltre Acerbo.
«Lo fa tra l'altro», aggiunge Acerbo, «mentre l'Associazione Nazionale Magistrati protesta per la mancanza di uomini e mezzi, autentica ragione degli storici tempi lunghi della giustizia italiana a cui si aggiungono le strategie difensive che puntano per gli indagati eccellenti ad allungare i tempi per ottenere la prescrizione. E' evidente che il Pd abruzzese, o almeno il suo anagraficamente giovane segretario è impegnato in una campagna per limitare i danni inferti dalle inchieste su Cantagallo, Del Turco, D'Alfonso, ecc. Criticare la procura di Pescara è evidentemente più utile che combattere il centrodestra. D'altronde i pezzi grossi del Pdl nazionale non difendono Del Turco? E' sotto gli occhi di tutti che Pd e Pdl appaiono uniti nella lotta per mettere la sordina su quanto emerge dalle inchieste giudiziarie».
Anche perchè a Pescara incombono altre inchieste, tra cui quella conclusa dopo 4 anni dell'urbanistica e degli accordi di programma, dove sono rimasti invischiati altri amministratori anche oggi in carica come Bruno, Dogali, il presidente del consiglio comunale, Licio Di Biase.
L'associazione Pescara in comune by Amici di Beppe Grillo chiede le immediate sospensioni dei consiglieri comunali indagati.
«Troviamo moralmente inaccettabile», tuona l'associazione, «avere un presidente del consiglio comunale indagato per reati gravissimi contro la pubblica amministrazione. Siamo alle solite: in un paese normale, dove i politici vengono eletti per fare gli interessi dei cittadini, l'essere indagato per reati come corruzione, abuso d'ufficio, truffa dovrebbe automaticamente portare alla sospensione da qualsiasi incarico elettivo, in attesa che si chiarisca la vicenda. Da noi invece no, anzi l'essere indagato è diventato un merito da esibire nel curriculum del perfetto politico. E non è una questione di colore politico, dal momento che l'estate scorsa gli stessi consiglieri dell' Italia dei Valori (ad eccezione di Di Nisio) hanno votato Licio Di Biase come presidente del Consiglio comunale di Pescara! Se gli esponenti del partito che dovrebbe fare della questione morale una propria bandiera, Idv appunto, si piega alle logiche partitiche e calpesta i più elementari principi di salvaguardia dell'interesse pubblico, vuol dire che non c'è più nessuna speranza nei partiti».
Situazioni sempre più frequenti che investono il centrodestra ed il centrosinistra tanto da intrecciare le posizioni e alternandole tra maggioranza e opposizioni, tanto da provocare posizioni grottesche ed incredibili.
Come quella di Marco Alessandrini, candidato sindaco per il Pd, che negli ultimi giorni è arrivato anche a chiedere le dimissioni di Di Biase per ragioni di opportunità mentre proprio Alessandrini ha fatto campagna elettorale sotto braccio all'ex sindaco-padrino, Luciano D'Alfonso, plurindagato e indicato dalla procura per essere il vertice di una vasta associazione a delinquere.
«Una terribile gaffe politica», ha fatto notare il capogruppo Pdl, Lorenzo Sospiri.
Dalla parte degli indagati invece si schierano i partiti di appartenenza come l' Udc che «rispetta il lavoro della magistratura» ed esprime «massima solidarietà ai consiglieri comunali di Pescara Dogali e Di Biase, coinvolti nelle indagini della Procura di Pescara: riteniamo che i prossimi passaggi processuali potranno rivelarsi utili per delineare meglio i contorni dell'inchiesta e le posizioni di ciascuno».
Insomma film già visti e finali ormai scontati.


18/01/2010 8.49

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